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PRIMA PARTE BLOG ITALIANO

BUON COMPLEANNO ITALIA
AMARE L’ITALIA E’ COME AMARE UNA BELLA DONNANel suo centocinquantesimo compleanno l’Italia è ancora quella bella donna di cui ci siamo innamorati fin da quando eravamo alle elementari.Che cosa significa questo? La risposta sembra semplice, ma in realtà è carica di ambiguità e di complicazioni. Il malinteso più comune è che amare la propria Patria significhi “cedere” qualcosa, essere privati, sacrificare.La persona il cui carattere non si è sviluppato oltre la fase ricettiva, sente l’atto di dare in questo modo. Il “tipo commerciale” è disposto a dare, ma solo in cambio di ciò che riceve, per lui significa essere ingannato. La gente arida sente il dare come un impoverimento. La maggior parte degli individui trasformano in sacrificio l’atto di dare. Sentono che solo per il fatto che è penoso dare, si dovrebbe dare; la virtù, per loro, sta nel’accettare il sacrificio. Per loro, la regola che è meglio dare anziché ricevere significa che è meglio soffrire la privazione piuttosto che provare la gioia.Dare per amore ha un senso completamente diverso. Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere.Dare dà più gioia che ricevere, non perchè è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.Nella sfera delle cose materiali, dare significa essere ricchi. Non quello che ha molto è ricco, ma colui che da molto. L’avaro che è terrorizzato all’idea di perdere qualche cosa è, psicologicamente parlando, un povero essere, per quanto ricco sia. Chiunque sia capace di dare se stesso è ricco. Solo chi avesse appena quanto basti a sopravvivere, sarebbe incapace di godere nell’atto di dare cose materiali. Io, nel corso dei miei 75 anni di vita ho fatto l’esperienza che ciò che una persona considera le minime necessità dipende sia dal suo carattere sia da ciò che possiede.E noto che i poveri sono più ansiosi di dare dei ricchi. Ciò nonostante, la povertà oltre un certo limite può rendere impossibile il dare, ed è assai doloroso. Non solo per la sofferenza che provoca direttamente, ma perché toglie al povero la gioia di dare.Cav. Aldo Luigi Gariglietto Brachet

2013

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Storia di Greta. Di una famiglia coraggiosa. Di un malattia rarissima e crudele. Di cure difficili, costose e lontane. La piccola Greta, che ha due anni e mezzo, è ad un bivio della sua vita: ha la necessità di una terapia adeguata che blocchi le conseguenza del suo male, ma ha anche il legittimo diritto di poter crescere e capire il mondo, evitando i farmaci che l’hanno tenuta praticamente «addormentata» per oltre un anno.PER AIUTARLA CLICCA SUwww.specchiodeitempi.orgGrazi
NON DIAMO LA COLPA A DIO (o al Big Band) SUI TERREMOTI pubblicata da Aldo Gariglietto Brachet il giorno martedì 29 maggio 2012 alle ore 19.20 · NON DIAMO LA COLPA A DIO Se è vero quindi che non è possibile prevedere con esattezza i terremoti, è tuttavia possibile prevedere gli effetti sul territorio; questo significa che tali effetti possono essere modificati o addirittura neutrali…zzati attraverso una serie di misure di prevenzione. La misura più semplice è quella di non costruire le case nelle zone molto pericolose o comunque costruirle secondo le norme antisimiche; rimane però il problema delle vecchie costruzioni e nel nostro Paese la maggior parte del patrimonio edilizio è vecchio o comunque non concepito in maniera antisismica. Una politica seria di prevenzione consiste in pratica in una serie di iniziative politico-amministrative e tecniche come: Studiare e quindi conoscere la sismicità di tutto il territorio nazionale sia dal punto di vista storico (terremoti storici) sia dal punto di vista sismo-geologico per poter individuare le zone in cui si possono verificare i terremoti, con quale forza, frequenza e pericolosità; Fare un censimento del patrimonio edilizio e del suo stato di conservazione soprattutto nelle zone classificate sismiche ed avviare le necessarie opere di risanamento e di adeguamento antisismico, con gradualità e dando la priorità agli edifici pubblici (ospedali, scuole, chiese..); Prevenire i danni, nel senso che dopo aver individuato le zone sismiche (zonazione, classificazione) occorre far seguire una politica di difesa dai terremoti basata su diversi livelli articolati nel tempo e nello spazio dove l’educazione e l’informazione di massa costituiscono momenti permanenti importanti (soprattutto nella scuola); Adeguare le norme tecniche ed investire più risorse nella ricerca di materiali da costruzione più adatti e di tecnologie più avanzate e rispondenti a livelli di maggior sicurezza; Rendere la protezione civile più efficace addestrando la popolazione per l’emergenza. Non ha senso parlare di previsione dell’evento sismico indipendentemente da una adeguata politica di prevenzione dei danni e, d’altra parte è giusto concentrare gli sforzi di prevenzione là dove sappiamo con certezza che, in un futuro vicino e lontano, il terremoto tornerà. Occorre comunque dire che negli ultimi anni gli sforzi degli enti scientifici che si occupano di sismologia e di ingegneria sismica (e soprattutto, e non lo affermo solo per “amore di “bandiera”, grazie alle ricerche compiute a partire dalla fine degli anni ’80 nell’ambito dei progetti del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti, hanno contribuito a gettare le basi per una nuova coscienza, anche politica, sull’importanza strategica della ricerca sismologica nel territorio italiano. (ndr) La classificazione dei disastri in “disastri naturali” o “calamità naturali” (attribuiti ad eventi imprevedibili ed incontrollabili) e in “disastri di origine umana” (risultato di errori e comportamenti irrazionali dell’uomo) non è una distinzione formale. È un modo semplificato e strumentale per eludere responsabilità, omissioni, ritardi, carenze e disorganizzazione di chi ha il compito, e soprattutto la responsabilita’ politica, di garantire adeguati livelli di protezione e sicurezza all’ambiente naturale e costruito. Ogni disastro è una combinazione di due fattori principali che sono la pericolosità (Hazard) e la vulnerabilità. La pericolosità è determinata dalla sintesi di una serie di fenomeni interdipendenti che si possono manifestare senza un possibile intervento umano per ciò che concerne gli hazard naturali (terremoto, eruzione vulcanica, uragano ). La vulnerabilità è più complessa (condizioni di vulnerabilità) ed è determinata da una serie di errori (consapevoli o meno che spesso sono legati al modello di sviluppo che una società organizzata si impone), da carenze ed omissioni dell’uomo rispetto al suo habitat, dalla concentrazione di popolazioni in aree sempre più ristrette, dalla “capacità” umana di modificare l’ambiente nel senso di rendere più fragile il suo equilibrio. Per esempio, frane, erosioni del suolo ed alluvioni sono indubbiamente fenomeni naturali che vengono però accelerati ed intensificati là dove l’uomo è intervenuto in modo più indiscriminato ed irrazionale (disboscamenti, abbandono, errata localizzazione di insediamenti, ecc.). L’assenza poi e/o carenza qualitativa e quantitativa di strumenti e sistemi di previsione, di prevenzione e di intervento (informazione, allarme, piani di evacuazione, mezzi di soccorso, ecc.) accrescono ulteriormente la vulnerabilità dell’ambiente. È evidente, quindi che i fenomeni come terremoti, alluvioni, frane non posssono più essere considerati né come castigo divino, né come eventi eccezionali, ma come fenomeni consueti per un Paese come il nostro: Che si trova in una situazione geodinamica e geomorfologica particolare; Che per tanti anni è stato caratterizzato non solo per l’assenza di “manutenzione” ordinaria dell’ambiente naturale e costruito, ma anche per l’uso indiscriminato dell’ambiente stesso; Che negli ultimi anni ha subito una recrudescenza dei fenomeni eccezionali (ad es. condizioni meteo particolarmente avverse per quel che concerne i fenomeni alluvionali, etc.). L’efficienza e l’efficacia informativa raggiunta dai mezzi di comunicazione che hanno portato direttamente nelle case di tutti i drammatici avvenimenti degli ultimi anni, hanno modificato gli atteggiamenti della gente. È cresciuto l’interesse della collettività per i temi legati alla qualità della vita e alla tutela dell’ambiente naturale, ad un uso più razionale delle sue risorse, ad una maggiore attenzione ai suoi ritmi. Questi bisogni devono essere organizzati, stimolati, allargati e soddisfatti. Questo significa che dobbiamo inserirci con un approccio di informazione, di didattica e di educazione non calato dall’alto in tutte le situazioni ed in maniera efficientista, ma seguendo pari pari le trasformazioni in corso nella società e cercando di consolidare il salto di qualità nel rapporto tra eventi calamitosi e società, tra scienza e società. Si tratta evidentemente di una questione politica che passa attraverso un’ampia operazione culturale che tenda a definire un rapporto diverso tra uomo ed ambiente fondato sulla partecipazione e l’attivazione di tutte le strutture organizzate della società e dei singoli cittadini. In questa operazione il ruolo della scuola è primario, quello di un Ente Pubblico come la Regione è stimolare e promuovere iniziative finalizzate a questi obiettivi. Altrettanto importante è il ruolo dei mass-media attraverso un’informazione corretta e non scandalistica, continua e non solo a seguito di grandi eventi emotivamente “interessanti”. NON DIAMO QUINDI LA COLPA A DIO SUI TERREMOTI… Ta
CLICCA SU www.unicef.it

TERREMOTO DI HAITI

IL CUORE NEL DOLORE E NELLA SPERANZA PER L’ABRUZZO

Per canalizzare la generosità di tutti gli italiani, Silvio Berlusconi ha tra le altre cose suggerito di non mandare più aiuti materiali in Abruzzo, ma di fare invece donazioni, garantendo che il governo fornirà un rendiconto puntuale di come saranno spesi i soldi donati dagli italiani.Il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato tre conti correnti per le donazioni a favore della popolazione colpita dal terremoto.

CONTO CORRENTE IBAN IT72U0300205207000401124180
Swift code BROMITR1708 (per donazioni dall’estero)
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale – Emergenza Terremoto L’aquila
UNICREDIT BANCA DI ROMA Agenzia Roma Cavour B
CONTO CORRENTE IBAN IT23X0306905039100000000140
Swift code BCITITMM (per donazioni dall’estero)
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale – Emergenza Terremoto L’aquila
INTESA SAN PAOLO Filiale di Roma 06787
CONTO CORRENTE POSTALE NUMERO 95863023
BAN IT-63-X-07601-03200-000095863023
INTESTATO A: Protezione Civile Nazionale – Emergenza Terremoto L’aquila
A questo proposito l’agenzia delle entrate ricorda che le donazioni in favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto sono detraibili per il 19%, calcolato su importo massimo di 2.065,83 euro. Per ottenere le detrazioni, chi effettua versamenti in questi giorni deve conservare la ricevuta e presentarla per la dichiarazione dei redditi (Unico o modello 730 del 2010). Per le imprese queste donazioni sono deducibili dal reddito d’impresa. Si tratta di una precisazione utile, che può spingerci a essere ancora più generosi nei confronti della gente abruzzese.
Grazie per l’attenzione.
Cav. Aldo
11/04/09
All’Angelus Natalizio 2009, Papa Benedetto XVI ha con mia grande soddisfazione detto quello che ho dettagliatamente descritto nei concetti 39 e 50 di questo blog.L’uomo con il suo rigore logico matematico non potrà mai capire fino in fondo la Verità Assoluta che resterà sempre al di sopra di tutta la Scienza paragonata come il sonno dell’uomo (Vedi concetto 39 – Il rebus dei miracoli).Il concetto di Dio corrispondente all’infinito Assoluto (vedi concetto 50) sfugge totalmente all’analisi e al rigore logico matematico.Benedetto XVI ha quindi giustamente detto che la Scienza non è sufficiente per capire fino in fondo il GRANDE DISEGNO DI DIO ma ha bisogno anche della FEDE.Questa FEDE, che è una realtà assolutamente astratta e pure concepita in termine di totale rigore logico, nessun uomo potrà mai conquistarla fino a quando vivrà il sonno della vita biologica.

ATTENZIONE !

A seguito di numerose richieste da parte di diversi utenti è stata creata una sezionehttp://gariglietto.altervista.org/bloga”specchio” nella quale è presente il contenuto di questo blog (qui in versione “libro”) organizzato per sezioni e non più a lettura unica. Tutto questo per agevolare il lettore in una consultazione più agevole ed intuitiva.

CAV.ALDO GARIGLIETTO BLOG

BEN ARRIVATO NEL MIO BLOG.SPERO CHE TU POSSA INTERVENIRE CON UNA TUA OPINIONE PER SCAMBIARCI RISPETTOSAMENTE I NOSTRI PUNTI DI VISTA, CREANDO E MANTENENDO SEMPRE VIVO UN CONTRADDITORIO AI FINI DI MIGLIORARE CONCETTUALMENTE IL TEMA IN DISCUSSIONE SENZA TABU’, NE’ A PRIORI, AVENDO COME UNICO TOTEM CIO’ CHE DEVE RESTARE LA REGOLA DELLE SOCIETA’ CIVILI: LA TOLLERANZA.GRAZIE.

INDICE DEI CONCETTI RICORRENTI NEL BLOG


1- NON SIAMO FIGLI DEL CAOS
2-CITAZIONI3-LA BIBBIA E’ LA PAROLA DI DIO CON IL
LINGUAGGIO DELLA MATEMATICA4-ABBIAMO AVUTO IL DONO DELLA RAGIONE:USIAMOLA5-PERCHE’ MERAVIGLIARSI?6-I PAPA-BOYS AMANO LA SCIENZA7-SE UN UOMO VIVESSE DIECIMILA ANNI8-GALILEO E LA SUA SCIENZA9-IL PAPA CHIEDE SCUSA A GALILEO

10-UNICA LOGICA FRA TANTE

11-ESISTERE

12-ESISTENZA N.1 SENZA VITA

13-ESISTENZA N.2 CON VITA SENZA COSCIENZA

14-I FIORI DELL’ESISTENZA N. 2 CON VITA SENZA COSCIENZA

15-ESISTENZA N.3 CON VITA E COSCIENZA

16-IL LIBERO ARBITRIO DELL’ ESISTENZA N. 3

17-ATTENZIONE

18-VOSTRO FIGLIO HA TRE MILIARDI DI ANNI

19-CROMODINAMICA QUANTISTICA QCD

20-ATOMO DI IDROGENO

21-ATOMI DI DI ELIO E LITIO

22-ATOMI DI CARBONIO E OSSIGENO

23-LA MOLECOLA CLOROFILLA A

24-COMPOSIZIONE MOLECOLARE DELLA MATERIA

25-L’EVOLUZIONE DELLA TERRA

26-RIASSUNTO EVOLUZIONE BIOLOGICA

27-I TRE ANELLI DI CREDIBILITA SCIENTIFICA

28-L’ORIGINE DELL’ UNIVERSO

29-BIG-BAND BATTE L’ UNIVERSO STATICO ED ETERNO

30-ACCELLERATORE DI PARTICELLE

31-LA TEORIA DEL TUTTO

32-LE TRE LONGEVITA’

33-L’ UNIVERSO SUBNUCLEARE DEL PROTONE

34-LA MISURAZIONE DEL TEMPO

35-L’IBERNAZIONE E LE LEGGI CHE LA GOVERNANO

36-LA LUCE E’ FATTA DI TROTTOLINE “FOTONI”

37-TEMPO: PASSATO E FUTURO

38-L’ISTANTE ATTUALE

39-IL REBUS DEI MIRACOLI

40-L’ESISTENZA ANTISCIENTIFICA DELLE RELIGIONI

41-ANATOMIA DELL’ATEISMO

42-L’ESISTENZA DI DIO

43-L’UNICA LUCE E LE TANTE LUCI

44-IL CANTICO DELLE CREATURE

45-IL DONO DELLA COSCIENZA

46-IBERNAZIONE MOLECOLARE

47-47 Bis MORTE BIOLOGICA ESISTENZA N.3

48-LA VITA DELLA MATERIA VIVENTE

49-FORZA DEL SUPERMONDO NELL’ESISTENZA 1-2-3
50-DIO SI E FATTO UOMO CORRISPONDE ALL’INFINITO ASSOLUTO CHE SI E FATTO FINITO

BOTTA E RISPOSTA SU DIO

• la mia domanda è…. chi ha creato Dio?
• Nessuno in quanto Dio è infinito
• NON è UNA RISPOSTA
• perchè in questo caso Dio siamo noi
• no aspetta. tu sei partita con il piede giusto: hai posto una domanda intelligentissima degna del tuo talento. la risposta è giustamente quella che ti ho dato. ORA SE DIO è INFINITO NON PUò CREARE NIENTE IN QUANTO NON ESISTE LO SPAZIO PER DEPOSITARE QUELLO CHE HA CREATO ..VERO?
• NO..SENTI LA RISPOSTA C’E'…ED è IL TERZO PRINCIPIO DELLA DINAMICA..SEGUIMI..
• Riprendiamo da capo:Dio è infinito quindi non esiste lo spazio per depositare la materia finita che Dio intende creare a suo piacimento. Dio allora inventa una legge che ad ogni spazio occupato possa esistere un’altro spazio libero di grandezza uguale per depositare dell’altra materia di identica grandezza ma di composizione completamente diversa. Ecco che Dio crea questo spazio completamente vuoto per depositarvi tutto quello che ha in mente di creare e lo fa con un Big Band inizialmente sviluppato entro una larghezza, lunghezza e altezza lasciando altri spazi identici pronti in magazzino da impiegasi qualora ce ne fosse bisogno.
• Dio, conseguentemente suddivide tutta la materia creata in tre tipi di esistenza: Esistenza N° 1 Universo senza vita con l’Energia e le leggi fondamentali Esistenza N° 2 Universo con vita ma senza Coscienza Esistenza n° 3 Universo con vita e con coscienza Infine a queste tre Esistenze Dio inventa le leggi che le permettono di muoversi nello spazio: Le tre leggi della Dinamica di cui la terza legge incolla tutto l’Immanente finito con il Trascendente infinito (DIO)

DIFENDIAMO LA GIOIA DEI BAMBINI

La gioia dei bambini va difesa non solo garantendo a loro i mezzi di sostentamento ma anche e soprattutto portando a loro conoscenza al più presto possibile i dogmi e i precetti morali che costituiscono l’essenza della religione nella forma più semplice, dilettevole e accessibile alla loro età.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica è un metodo razionale non solo per ragioni pedagogiche ma anche per ragioni dogmatiche che risponde a tutte le inclinazioni naturali del bambino.
Con la Prima comunione la Chiesa Cattolica naturalmente queste verità le deve proteggere da infiltrazioni che possono metterle in discussione. Il dissenso deve quindi essere colpito con durezza.
La cultura religiosa deve essere improntata a questo rigore dottrinario.
a necessità di autoconservazione finisce col fare rizzare intorno alla dottrina una muraglia per impedire, come ai tempi di Galileo, che venga turbato l’equilibrio spirituale.
Devono essere eliminati tutti i libri: infatti, anche la lettura più innocente, può inserire qualche granello di sabbia che può inceppare questo modello che è e deve restare il migliore per il benessere della mente: l’individuo viene infatti ipnotizzato ideologicamente grazie a una informazione a senso unico che gli permette di ignorare le cose spiacevoli.
La scienza, infatti, con le sue scoperte tende sempre più a privare l’uomo di quelle “spiegazioni” religiose che lenivano la sua infermità conoscitiva su ciò che avviene dopo la morte placando il suo istinto di sopravvivenza con l’assicurazione di una nuova vita. Probabilmente tutto questo è vero.
La conoscenza è infatti un fattore di squilibrio, poiché modifica continuamente una situazione precedente.
Ma questo sistema antiscientifico dogmatico, può essere in grado di dare all’uomo una maggiore felicità ?
Certamente NO!
Innanzi tutto l’uomo appartiene alla specie mana non alla specie animale, e se vuole vivere come vivono gli animali è libero di comportarsi come si comportano loro, rinunciando al libero arbitrio, alla coscienza e alla ragione ricevuti in dono da Colui che ha fatto il mondo.
Ma oggi se si vuole appartenere alla specie umana è necessario aprire in ogni direzione, immaginare nuove soluzioni, tastare continuamente il terreno, e eseguire nuovi percorsi, anche se contraddicono le credenze di ieri (abbandonando anche il DNA, appena verrà superato da altre scoperte).
La natura, nel corso dell’evoluzione ha sempre eliminato i meno adatti all’ambiente: noi oggi dobbiamo sostituire la selezione fisica con quella mentale.
L’umanità sta attraversando una crisi di crescita: sta uscendo dal mondo magico dell’infanzia e dei racconti da favola per diventare adulta.
E’ un passaggio difficile, ma non può smettere di crescere.
L’abbandono delle “spiegazioni” non significa evidentemente la rinuncia a certi ideali di cui l’uomo ha bisogno per vivere e agire: significa, anzi, la ricerca di un modo nuovo per avvicinarsi a essi. Parlare di “crisi di valori” non ha più senso, proprio perché i valori debbono essere messi costantemente in crisi, non potendo più rimanere fermi in una società in movimento sempre più rapido.
Dobbiamo, insomma, essere degni di appartenere all’ Esistenza 3 e non lasciarci abbindolare da falsi profeti.
E questo, a mio avviso deve essere al giorno d’oggi il compito a cui si deve orientare il Sacramento della Cresima che la Chiesa Cattolica deve assolutamente adottare per impedire il fallimento della sua missione.

Attenzione!!

B N.Per entrare nel post per lasciare un commento clicca su “Commenti” e segui le istruzioni che appaiono sulla schermata.19 commenti a 21.41 Pubblicato da Aldo Luigi cav.Gariglietto BrachetIscriviti a: Post (Atom) Oppure segui le seguenti istruzioni:Inserirsi sul nuovo blog Splinder- Scegliere la Categoria: Concetti trattati- Scegliere il Concetto da commentare- Cliccare su ” commenti”in fondo al testo

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MA SOPRATTUTTO, PER GLI AMICI DEI BAMBIBI IL NATALE DURA TUTTO L’ANNO, CONTINUA, QUINDI , A CONNETTERTI SEMPRE SUL SITO, www.unices.it E ASCOLTA COSA TI DICE IL TUO CUORE ANCHE PER LA SOTTOSCRIZIONE A FAVORE DELLA UILD, per MONICA E DAYA e per GIULIA, una bambina di quasi 5 anni che ha tanta voglia di giocare con la sua mamma, il suo papà e il suo fratellino, ma, purtroppo,non è ancora capace perché non sa parlare, non sa stare seduta, non sa camminare…CLICCANDO SUhttp://www.unasperanzapergiulia.it/

GRAZIE DI CUORE

GRAZIE DI CUORE

COMPANIES FALL TO BECOME BANK

ESISTE L’ANTIMATERIA?

ECCO I RISULTATI SCIENTIFICI FINO AD ORA OTTENUTI!
Cos’è l’Antimateria
Eccoci arrivati.
Credo di avervi convinti che l’antimateria esiste, quindi passiamo pure a specificare cosa sia questa Antimateria, per coloro che continuano a diffidare della sua esistenza, credo che continuare la lettura sia solo uno spreco di tempo. Ma credo sia comunque bello leggere qualche riga che ci faccia conoscere al meglio possibile una parte del nostro futuro.
L’ antimateria è la materia composta dalle antiparticelle corrispondenti alle particelle che costituiscono la materia ordinaria.
Ad esempio, un atomo di anti-idrogeno, è composto da un anti-protone caricato negativamente, attorno al quale orbita un positrone (anti-elettrone) caricato positivamente.
Se una coppia particella/antiparticella viene a contatto, le due si annichiliscono emettendo radiazione elettromagnetica.
Il simbolo usato per indicare un antiparticella è lo stesso usato per la particella corrispondente, ma con una barra di sopra-scrittura. Ad esempio, il protone e indicato con una “p”, e l’anti-protone è indicato da una “p” con una barretta posta in cima (-).
Gli scienziati sono riusciti, nel 1995 , a produrre anti-atomi di idrogeno, ed anche nuclei di anti-deuterio, ma niente di più complesso. Inoltre, l’antimateria ha vita breve e non può essere immagazzinata, in quanto si annichilisce al primo contatto con la materia.
In base alle conoscenze, non esistono quantità significative di antimateria in tutto l’universo, con l’eccezione di pochi atomi generati nei laboratori di fisica delle particelle presenti sul nostro pianeta, e nei processi astronomici più energetici. L’assenza di antimateria è uno dei grandi misteri della teoria del Big Bang , in quanto ci si aspetterebbe una produzione di materia e antimateria in proporzioni uguali (e una conseguente annichilazione). Probabilmente, un leggero squilibrio in favore della materia ha fatto sì che quest’ultima non venisse completamente annichilita, rendendo possibile la formazione di un universo stabile, che è quello in cui viviamo.
Con l’antimateria, tutta l’energia potenziale racchiusa nella materia potrebbe essere sfruttata, invece della piccola parte di energia chimica o nucleare che viene estratta oggi. La reazione di 1 Kg di antimateria, con 1 kg
di materia produce 1,8×1017 di energia (in base all’equazione E=mc2).
Per contro, bruciare 1 kg di petrolio fornisce 4,2×107 J, mentre dalla fusione nucleare con meno di 1 kg
di idrogeno si ottengono 2,6×1015 J.
A livello teorico, dato che l’energia prodotta dall’annichilamento materia/antimateria è nettamente superiore alle altre fonti di propulsione, il rapporto tra peso del carburante e spinta prodotta è estremamente vantaggioso. In effetti, l’energia contenuta in pochi grammi di antimateria è sufficiente a portare una piccola navicella spaziale sulla Luna.
Dall’annichilazione fra Protoni ed anti-Protoni, si ottengono: Neutrini , Muoni e Pioni, che sono i mattoni che tengono uniti gli atomi, che infine decadono ulteriormente in radiazioni Gamma. I primi, cioè i Neutrini, non sono influenzati dai campi magnetici appunto perché sono neutri, sono quindi inutilizzabili per i nostri scopi. I Muoni ed i Pioni invece avendo una carica sono influenzati dai campi magnetici, possono quindi essere indirizzati con un opportuno campo magnetico nella direzione in cui desideriamo e con il solito principio di azione reazione spostarci nello spazio.CAP. 3- Quali potrebbero essere gli utilizzi dell’Antimateria ?
Gli utilizzi dell’antimateria potrebbero essere vari, a partire dalla costruzioni di potenti armi, all’utilizzo come propellente per astronavi o anche in campo medico.
Oggi l’antimateria è usata ogni giorno in medicina per analizzare lo stato del cervello, tramite la tecnica chiamata Positron Emission Tomography (PET). La PET
è un metodo di indagine che permette di misurare funzioni metaboliche e reazioni biochimiche in vivo ed ha larga applicazione nelle neuro-scienze, in oncologia e cardiologia.
Nella PET i positroni provengono dal decadimento di nuclei radioattivi che vengono incorporati in un fluido speciale, iniettato poi per via endovenosa al paziente. I positroni emessi annichilano con gli elettroni degli atomi vicini e danno luogo a due raggi gamma emessi in direzioni opposte. Essi vengono rivelati tramite opportuni rivelatori, disposti in “anelli” attorno al paziente, per individuare e registrare i punti in cui si sono verificate le annichilazioni e quindi ricostruire dove si è distribuito il radiofarmaco nel corpo.
Motori ad antimateria
Il principio del motore ad antimateria della NASA è sostanzialmente quello di un razzo che funziona sulla base dell’azione e reazione di Newton. La reazione che spinge la nave è però qualcosa di veramente possente. Facciamo un piccolo confronto: il motore principale dello Space Shuttle produce un impulso specifico (la misura dell’efficienza di un razzo) di 455 secondi; un motore a fissione nucleare può raggiungere i 10.000 secondi; un motore a fusione potrebbe fornire un impulso specifico compreso tra 60.000 e 100.000 secondi. Ebbene, un motore a razzi alimentato dall’annichilazione di materia e antimateria potrebbe produrre un impulso specifico anche di
1000 000 di secondi.
Prima di tutto bisogna però procurarsi il propellente. Una volta prodotti, gli antiprotoni vengono introdotti in una bottiglia magnetica, una trappola di Penning, dove vi restano confinati pronti per l’uso. Ma come è possibile sapere che nella bottiglia-trappola vi sono particelle di antimateria? In fondo l’antimateria è inodore e incolore. La risposta è semplice, perché le particelle di antimateria emettono caratteristiche onde radio le cui frequenze ne rappresentano la firma inimitabile, firma che Gerald Smith, dell’Università di Stato della Pennsylvania è riuscito a identificare inequivocabilmente. Smith ha anche dimostrato che la trappola di Penning potrebbe trattenere antimateria per più di 5 giorni. Una volta perfezionata, questa bottiglia peserà circa 100 kg
, la maggior parte dei quali costituiti da: idrogeno ed elio liquidi in grado di trattenere circa
1000 000 000 000 di antiprotoni quasi fermi in una zona di un millimetro di diametro.
Il fine ultimo dei lavori di Smith è quello di raggiungere una raccolta di un 1µg di antiprotoni intrappolati, quanto ne basta per alimentare un motore a propulsione ad antimateria. Un trilione di antiprotoni non basta però per un lungo viaggio verso le stelle: si potrà fare molto di più quando sarà possibile intrappolare, anziché antiprotoni, interi atomi di antiidrogeno, cioè atomi formati da antiprotoni e antielettroni, cioè positroni. Ed è proprio quello che stanno facendo oggi, a Ginevra i fisici europei.
Il problema è che l’antimateria è il prodotto più caro che attualmente esista sulla Terra: un grammo di antimateria costa circa 30 MILIARDI di Euro.
L’introduzione di un nuovo iniettore appositamente studiato nel grande acceleratore del Fermilab di Chicago potrebbe poi aumentare di 10 volte la produzione di antimateria portandola dagli attuali 1,5 nanogrammi a 15 nanogrammi all’anno. Ma quanto potrà essere aumentata questa quantità e quanto potrà essere abbassato il prezzo quando comincerà a funzionare la fabbrica di anti-atomi del CERN di Ginevra?Armi ad antimateria
Fonte: www.treknology.it/default.asp
Hai mai guardato Star Trek?
Credo sia difficile…. chi può dire di non averne mai visto almeno un episodio?
Tutti coloro che l’hanno visto forse la parola “siluri fotonici” ricorderà qualcosa; e bene questo genere di arma, di qui l’astronave Enterprise 1701-D era dotata, non è del tutto fantascienza.
Per spiegarvi in poche parole, i siluri fotonici hanno una carica esplosiva composta da 1,5 Kg di materia e 1,5 Kg
di antimateria. La materia e l’antimateria sono divise in piccole cellette mantenute da appositi campi magnetici di contenimento.
Al momento dell’impatto con il bersaglio o qualsiasi superficie rigida o campo di forza sufficientemente potente, il siluro disattiva questo campo di contenimento provocando l’annichilazione rapida di quasi l’80% della testata e provocando un’esplosione di circa 25.000 MegaJoules.
Nel caso dei siluri fotonici il modulo porta una carica di materia/antimateria, che provvede sia alla propulsione che alla detonazione.
All’interno dell’involucro si trovano essenzialmente 3 nuclei principali: il nucleo propulsivo, il nucleo detonante ed il nucleo esplosivo.
La testata bellica consiste in una carica di 1.5 chilogrammi
di materia/antimateria ( solitamente H e anti-H ) suddivisa in più pacchetti, l’utilizzo dei pacchetti consente di aumentare il potere esplosivo del siluro di oltre 3 volte rispetto all’utilizzo di una ugual quantità di antimateria in un unico blocco. Prima del lancio i reagenti sono stipati in diverse aree di contenimento. Approssimativamente un secondo dopo un lancio positivo, la testata viene armata ed i reagenti si avvicinano restando separati solamente da un campo di contenimento, al momento della detonazione rimosso il campo di contenimento ed i due componenti entrano immediatamente in contatto.
Il massimo raggio operativo di una testata standard è di 3.5 milioni di chilometri, ulteriormente espandibili sottraendo antimateria alla carica ed utilizzandola, nelle camere di accoppiamento del siluro, come carburante.
Speriamo che queste armi non vengano mai costruite, soprattutto speriamo che non ce ne sia bisogno.
CAP. 4- Perché non possiamo quindi usufruire subito dell’Antimateria?
Dopo le letture precedenti credo che i motivi siano chiari:
-Elevate difficoltà di produzione;
-Conseguente costo elevato;
-Instabilità atomica.
Il sistema stellare a noi più vicino è Alpha Centauri, un sistema ternario che dista da noi 4,25 Anni Luce.
Secondo un dato teorico, un viaggio su Alpha Centauri necessita un quantitativo di antimateria pari ad una cifra in tonnellate, per cui 3000 centrali nucleari dovrebbero lavorare per 1000 000 anni circa.
L’impresa ci risulta oggi impossibile con l’attuale tecnologia di cui disponiamo.
Ma gli scienziati sono ottimisti, grazie alla tecnologia di fissione nucleare attuabile intorno al 2040, la NASA
avrebbe infatti già disegnato un progetto praticamente attuabile per il 2050, un’astronave in grado di viaggiare a 85 000 km/s sfruttando un propulsore ad antimateria ideato da Robert Forward (morto nel 2002).
Il problema principale non è solo legato alla reperibilità di così tanta antimateria, ma del costo dell’antimateria stessa, che si aggira intorno ai 30 MILIARDI di Euro al grammo.
(Vedi mensile Newton di Febbraio 2003)
CAP. 5- Conclusione
Una mia considerazione personale:
Nel giro di questi ultimi 10 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni settore, basta che ci guardiamo intorno e ci sembra quasi di vivere in un altro pianeta. Prendiamo in esempio un comune oggetto come un cellulare, un computer, oppure anche un’autovettura, oggi le macchine possiedono talmente tanti optional elettronici che per saperli gestire bisognerebbe quasi aprire una scuola che ce lo insegni…
Io ho molte speranze per quanto riguarda il nostro futuro, sono sicuro che un giorno la parola tele-trasporto e sintetizzatore molecolare diverranno di comune utilizzo nel nostro vocabolario, quelli saranno i giorni cui non troveremmo più piacere nel vedere un film di Star Trek.
Il giorno che sogno però è ancora lontano, il problema secondo il mio punto di vista non è l’evoluzione tecnologica in sé, ma ben altro.
Io confido solo nei nostri governi, affinché possano mettere da parte le loro divergenze e collaborare per migliorare prima noi stessi, e poi tentare di portare i nostri piedi su altri mondi, con la collaborazione e non con il denaro e la corruzione.
Vedere da vicino Alpha Centauri non è fantascienza più grande di questa.
Monika e Daya vorrebbero andare a scuola per imparare a leggere e scrivere, ma come tanti altri bambini indiani sono costrette a lavorare per aiutare la famiglia…
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Inizio questo post in una maniera diversa dal solito per rendere più viva e comprensiva la descrizione scientifica riguardante il M5S, TRA DOMANDA E RISPOSTA
DOMANDA:Dio…Dio….ma quale Dio ?
RISPOSTA: DIO c’è fin che si vuole in ogni forma, in ogni somiglianza quanti sono gli esseri umani in questo mondo; ognuno si inventa un Dio per cuocerselo nel proprio brodo e consumarselo per i propri comodi di parte come dimostrano tutti i partiti politici, nessuno escluso. Dio è ignoranza scientifica dell’Unico Ordine
La soluzione è solo nella teoria della relatività nell’ultima versione di Einstein….in pratica siamo nella teoria Ristretta della relatività, come in un pronto soccorso in lista di attesa per essere guariti dal’errore di copia genetico, chi un po meno e chi in maniera più grave come a coloro per ritornare perfettamente guariti nella relatività Generale dove eravamo e dove resteremo all’infinito
DOMANDA:“E perchè saremmo nella relatività Ristretta? Che ‘bisogno’ c’è?”
RISPOSTA: Come ho indicato nei precedenti post, causa l’errore genetico di copia passiamo dalla dimensione infinita della teoria generale della relatività a quella Ristretta in cui nello spazio infinito si unisce alle tre dimensioni spaziali (larghezza , lunghezza e altezza) il fattore tempo immaginario della nostra esistenza che da infinita diventa finita per fare in modo che il nostro ordine atomico che è risultato manomesso venga ricompattato come era prima nello spazio della relatività generale infinito (senza, naturalmente il fattore tempo) come eravamo prima del Big Bang della teoria ristretta in cui una persona qualunque è sottoposta a una riparazione atomica più complessa e dolorosa al punto di desiderare di trovarsi subito nella teoria generale; tutti in lista di attesa con il numero che abbiamo preso appena siamo arrivati in questo “Pronto soccorso chiamato vita” .
come si è prodotto questo errore genetico”?
L’ esplosione (che io ho definito come fenomeno di cavitazione) avvenuta all’interno dello spazio infinito della teoria generale della relatività dal Big Bang che ha “spostato” la posizione originale degli atomi molecolari per cui la selezione naturale li ha cacciati via dallo spazio infinito in quello finito ristretto(la vita ) perchè possano riprendere , a seconda dello stato disastrato, la posizione originale nel tempo immaginario.
DOMANDA: “E che sarebbe stato causato da che cosa?”
RISPOSTA: quello che la scienza è ancora allo studio per arrivare alla Teoria del tutto; siamo ancora allo stato embrionale a partire dalla era della clava, per cui occorre essere sempre alla ricerca come autodidatti per tutta la vita.I diplomi e le lauree non servono assolutamente, anzi sono uno ostacolo alla scienza
DOMANDA:“E secondo te “Dio” in tutto questo? Ci sarebbe una “intelligenza” che decide o sarebbe tutto un sistema bio-chimico di azioni-reazioni?”
RISPOSTA Intanto diciamo subito che il primo “Homo sapiens che ha intuito duemila anni fa la teoria della relatività generale è stato lo “scienziato” Gesù di Nazareth che è stato condannato da Caifa a morte per essere stato in contrasto con la Religione ebraica, Il passo successivo della relatività generale è stato ripreso da Galileo Galilei che con lo studio delle pietre ha completato la teoria della relatività di Gesù di Nazareth, il terzo completamento è stato apportato da Newton con la forza della gravità ed infine la teoria della relatività generale proclamata per primo d Gesù di Nazareth è stata completata da Einstein con la curvatura dello spazio. DIO dov’è ??’? …Mi pare chiaro ora dov’ è…La scienza matematica non è una opinione, va illustrata a seconda del grado di civiltà e di erudizione delle persone
DOMANDA“Dio può essere il vero creatore, o la ‘legge’ della natura, o un’altra cosa. Con questa tua spiegazione come definiresti Dio”
RISPOSTA: L’ esempio più eclatante di DIO è una mamma con il suo bimbo in fasce in braccio. Noi, che apparteniamo alla materia vivente con coscienza di esistere, siamo il bambino in fasce. DIO è la Scienza “Materna” che ci tiene in braccio, ci ama, ci nutre, ci veste ed è sempre presente nella crescita, insegnandoci a leggere e a scrivere il linguaggio della matematica, lasciandoci liberi di chiedere di agire
DOMANDA“Bello! E le mamme che uccidono il loro bambino? Forse questa è la “’malformazione’ di cui parli. Qual è il tuo lavoro per sapere tutto questo?
RISPOSTA: Il significato di “mamma” a cui ho parafrasato “DIO” riferito alla natura della Teoria della relatività Generale in cui 1 = a tutto. La mamma che uccide il bambino e qualsivoglia manifestazione dell’ “Homo sapiens” fa parte della teoria ristretta della relatività: Luca 23, 34 – 35
DOMANDA:“E seguendo questa teoria ci ritroveremmo davvero (coscienti di esserlo) tutti dopo la morte per l’eternità? Come vedi sono in vena. Poi ti lascio in pace Ma dimmi anche che attività hai nella vita, mi hai ormai incuriosita”
RISPOSTA:Sono pensionato dal 1995, vedi mio profilo e mio blog nella prima parte “Notizie Personali” al http://gariglietto.altervista.org, E tutto quanto descritto sopra è, in forma rigorosamente scientifica in questi termini:
“La scienza moderna comincia con l’assunto fondamentale, dovuto a Galileo Galilei, che le leggi della fisica abbiano la stessa forma matematica rispetto a qualunque sistema di riferimento nel quale valga il principio di inerzia. Questo assunto definito nel 1609, è oggi chiamato principio di relatività galileiano, ed è tuttora valido. Esso si basa sulla grande intuizione di Galileo della composizione dei moti: se due osservatori sono in moto relativo tra loro e ognuno di loro si sposta senza accelerazioni, in modo che la velocità relativa sia costante, misureranno spazi differenti rispetto allo stesso evento, ma la “forma” delle loro osservazioni ha la stessa veste algebrica. Nulla tuttavia si dice sui tempi. Sebbene Einstein concordi con i risultati di Schrödinger e Werner Karl Heisenberg, egli non si accontenta del metodo indiretto statistico e continua a credere nella possibilità di una teoria non probabilistica.
Il concetto che il tempo sia legato al sistema di riferimento è il fondamento della relatività ristretta. Newton, leggendo e studiando con accuratezza sia il Dialogo sopra i Massimi Sistemi, sia i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, interpretò le intuizioni originali presenti a livello geometrico negli scritti di Galileo, le assimilò e le fece proprie, originando così la forma matematica e fisica della meccanica. Quando si trovò di fronte al principio di relatività, gli fu chiaro che la sua adozione implicasse in modo necessario un riferimento in cui il primo principio della dinamica, ossia il principio di inerzia di Galileo, dovesse avere piena validità. Il vero problema tuttavia era e rimane dove collocare tale sistema di riferimento: risolse il dilemma asserendo che tutti gli spazi misurati si riferissero ad uno spazio assoluto, il solo esistente invariato e immutabile, e che l’immutabilità dello spazio assoluto fosse associato con l’esistenza di un tempo assoluto, che scorre uniformemente, pervadendo tutto lo spazio assoluto.
La soluzione di Newton fu brillante e diventò un paradigma destinato a durare per secoli. Già Galileo, tuttavia, con i suoi tentativi di misurare la velocità della luce, esprimeva dubbi non risolti per l’epoca su come si dovesse intendere il principio di relatività e quindi il principio di inerzia ad esso strettamente correlato. Questi dubbi rimasero sopiti, offuscati dal fulgore del grande successo della meccanica newtoniana, fino al 1905. Con l’avvento delle equazioni di Maxwell, delletrasformazioni di Lorentz e infine della teoria della relatività di Einstein viene meno il concetto, fino ad allora dato per scontato, di tempo assoluto. Il tempo e lo spazio sono legati insieme a formare quello che viene chiamato spaziotempo. La relatività generale postula invece l’uguaglianza della massa gravitazionale e della massa inerziale (quella indotta dall’accelerazione), e ricava la metrica generale dello spaziotempo.”

COME PUOI AIUTARE

Un accorato appello per la raccolta di fondi è stato lanciato dal presidente dell’UNICEF Italia, Vincenzo Spadafora. Guarda anche ilvideoappello di Francesco Totti e quello dell’attore e ambasciatore UNICEF Patrizio Rispo
Sono stati stanziati dal Comitato Italiano per l’UNICEF 300.000 euro quale primo contributo alle operazioni di soccorso. Ma occorre fare molto di più. e per questo è indispensabile l’aiuto di tutti.
Si possono effettuare donazioni all’UNICEF tramite:
c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’;
carta di credito 
online su questo sito oppure chiamando il Numero Verde UNICEF 800-745.000;
cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”
i Comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia (
qui l’elenco completo)
Guarda la photogallery da Haiti
Tags: 
emergenza haiti terremoto –>
Stampa: per il documento in versione stampabile 
clicca qui –>
Allegati: 
Messaggio audio di Matteo Perrone da Haiti (mp3, 637 kb) , Emergenza terremoto Haiti – Aggiornamento 14 gennaio 2010 (pdf, 458 kb) , Aggiornamento sull’emergenza (15 gennaio 2010) 
(pdf, 473 kb) –>

I’m seeking help for the kids of Haiti. I’m at this site for a non-profit organization that gives time to creating oppurtunities for the kids in haiti. If anyone here wants to give money then then please do so here:[url=http://universallearningcentre.org]Donate to Haiti[/url] or Help HaitiThey give kids in Haiti books and teach them.Please check them out, they are legitimate.Any help would be great

GLOBAL HUMANITARIA

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Global Humanitaria realizza progetti di sviluppo nelle aree più disagiate del Sud del mondo per garantire alla popolazione infantile il diritto alla salute, all’istruzione e all’alimentazione. Quotidianamente medici, insegnanti, psicologi, nutrizionisti dell’associazione si prendono cura di migliaia di bambini e delle loro famiglie.In Asia, Africa, America del sud, Global Humanitaria:· nutre, medica ed educa bambini;· porta acqua potabile, cibo e farmaci,· gestisce mense scolastiche, centri sanitari, case di accoglienza;· forma genitori ed insegnanti.PER AVERE MAGGIORI DETTAGLI SU COME SOSTENERE UN BAMBINO A DISTANZA COMPILA QUESTO MODULO

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IMFORMAZIOINI PERSONALI

ALDO LUIGI GARIGLIETTO BRACHET Torino Italy alla PRIMA COMUNIONE

I MIEI GENITORI

GARIGLIETTO BRACHET GIOVANNI E ROTA EMMA 1934
FOTO DELLA “CASA DEI CAPPELLLETTI fondata nel 1929″. IL PRIMO A SINISTRA SULLA BICICLETTA APPOGGIATO ALLA MACCHINA E’ MIO PADRE – IL TERZO DELLA FILA IN ALTO E’ IL FIGLIO DEL TITOLARE E PADRE DI MIO CUGINO GIOVANN I VIOLINO, L’ULTIMA DELLA FILA IN ALTO E’ MIA ZIA ANGIOLINA SORELLA DI MIO PADRE , L’ULTIMO DELLA PRIMA FILA IN PIEDI E’ IL NONNO DI MIO CUGINO TITOLARE DELLA DITTA, INFINE NELLA SECONDA FILA CON IL CAMICE BIANCO E’ MIA ZIA CAROLINA, SORELLA DÌ MIA MAMMA E MIA MADRINA DÌ BATTESIMO E FUTURA MOGLIE DEL FIGLIO DEL TITOLARE E MAMMA DÌ MIO CUGINO GIOVANNI TUTT’ ORA PROPRIETARIO DELLA CASA DEI CAPPELLETTI.
SCIENZA UGUALE AMORE
Ế questa la più grande rivelazione scientifica rivelata al mondo da Gesù di Nazaret con l’istituzione del sacramento dell’Eucarestia.
Sono cresciuto e formato fin da piccolo nella scuola Salesiana di Don Bosco e ho così potuto dare inizio, a partire dal giorno della mia prima comunione, al mio costante desiderio di conoscere in profondità il significato delle parole pronunciate da Gesù di Nazaret durante l’ultima cena con i suoi discepoli: vedi Vangelo canonico di Luca (22, 14 – 20) e nei vangeli apocrifi, cito fra tutti il Vangelo di Tommaso.
Da allora e fino a quattrocento anni fa, nessuno poteva credere, all’infuori di Lui stesso, che il pane che spezzò e che diede ai suoi discepoli dicendo di mangiarlo era il suo corpo e che il calice del vino che disse a loro di bere era il suo sangue.Infatti, le pietre, gli spaghi, i legni, il battito del cuore non sono mancati mai ad alcun uomo. Una cosa era invece sempre mancata a tutti nel corso dei tempi e in tutte le civiltà: credere che Colui che ha fatto il mondo avesse potuto lasciare negli oggetti volgari e nel uomo – l’impronta della sua straordinaria potenza intellettuale.Fu, quindi, Gesù di Nazaret a rivelarlo clamorosamente in quella occasione e di conseguenza aprì la strada alla Fede di Galileo Galilei dando dignità culturale agli oggetti volgari. Grazie ad essa si è arrivati a scoprire la Memoria Collettiva (linguaggio scritto), la Logica rigorosa (Matematica) e la Scienza che, tra tutte le logiche possibili, è quella scelta per fare il mondo così come oggi lo si può vedere e studiare.
Gli alberi, le nuvole sono fatti con protoni ed elettroni. Il pane e il vino dell’eucarestia è fatto con protoni, neutroni ed elettroni. gli stessi Gesù di Nazaret e i suoi apostoli sono fatti con protoni, neutroni ed elettroni.Tutti i corpi materiali sono fatti con le stesse identiche particelle : protoni, neutroni ed elettroni. Queste particelle sono piccolissime trottoline, dotate di movimento intrinseco detto “spin”. I mattoni di cui è fatta ogni cosa sono quindi “trottoline”. E qui nasce un problema di fondo: quali sono le radici di questo “spin” ? Fu il grande PAUL ADRIEN MAURICE DIRAC (1902-1984) che seppe dare la risposta giusta a questa domanda scoprendo, nel 1929, l’equazione oggi famosa che porta il suo nome.Quell’ equazione ci dice che lo “spin” nasce dalla natura “complessa della miscela tra Tempo e Spazio
Per saperne di piu prosegui la lettura del presente blog
SONO NATO IL 23 OTTOBRE 1935 A TORINO E SONO RIMASTO ORFANO DI PADRE ALLA ETA DI DUE ANNI.
Mia madre, rimasta vedova, ha dovuto allevarmi e mantenermi agli studi in collegio dove sono stato educato fin dalle elementari alla scuola Salesiana di Don Bosco dove ho fatto la Prima comunione all’età di 7 anni presso le Suore Salesiane di Maria Ausigliatrice nel collegio DOMENICO SAVIO DI Torino e successivamente, a causa dei bombardamenti, ho proseguito gli studi al collegio Salesiano di Cavaglià in provincia di Vercelli e all’Istituto Salesiano del SACRO CUORE di CASALE MONFERRATO E ALL’ ISTITUTO TEOLOGICO SALESIANO DI BOLLENGO in provincia di Vercelli dove ho fatto l’incontro con una persona che mi ha aiutato a superare la crisi religiosa che mi aveva pervaso fin dalla età di 10 anni: IL SAC. SALESIANO DON FERDINANDO GIORGIS a cui va tutta la mia gratitudine.

MI SONO SPOSATO E DIVORZIATO DUE VOLTE SENZA FIGLI, ATTUALMENTE SONO SINGLE…MA INNAMORATO….. SONO PENSIONATO DAL 1993 E COME PROFESSIONE HO SVOLTO, A SEGUITO DI DUE ANNI COME ALLIEVO ESTERNO ALL’ISTITUTO SALESIANO “EDOARDO AGNELLI” DI TORINO, IL RUOLO DI PROGETTISTA DISEGNATORE DI MACCHINE IDRAULICHE PER 40 ANNI PRESSO LA STESSA DITTA, CONSEGUENDO LA SPECIALIZZAZIONE DURANTE IL CORSO LAVORATIVO PRESSO IL POLITECNICO DI TORINO COME AUTODIDATTA CON IL PROF.ING. MATTEO ANDRIANO DIRETTORE DEL’ALLORA ISTITUTO DI MACCHINE.
il 2 giugno 1995 il Presidente della Republica Italiana Scalfaro mi ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica iscrivendomi all’album dei Cavalieri Nazionali al n.91152 IV Serie. Ho ottenuto in data 13/06/1993 dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Torino il Diploma con Targa di Premiazione della Fedeltà al lavoro e per il Progresso Economico nel concorso indetto nel 1992.
SONO AMMALATO DAL 1995 DI DIABETE MELLITO DI TIPO 2 – E MI SONO ISCRITTO, DAL 2006, PER UNA TERAPIA DI STUDIO DI 5 ANNI PRESSO L’OSPEDALE MOLINETTE DI TORINO, SOSPESA DOPO DUE ANNI PER VENUTA A MENO DEL NUMERO LEGALE DEI PAZIENTI VOLONTARI
GARIGLIETTO BRACHET ALDO A 15 ANNI STUDENTE INTERNO PRESSO I PADRI GIUSEPPINI DEL MURIALDO NEL COLLEGIO SAN GIUSEPPE DI RIVOLI (TORINO)
IL SOCIO VENTICINQUENNE GARIGLIETTO BRACHET ALDO DELLA FAMIIJA TURINEISA CON DUE GIACOMETTE IN COSTUME NELL’ANNO 1960
LOCANDINA DELLA COMPAGNIA FILODRAMMATICA “IJ GIOVO” DELLA FAMIJA TURINEISA ANNO 1973 CHE PRESENTA IL SUO NUOVO LAVORO “UN ANNO DI TERRORE” CON IL TRENTOTTENNE ALDO GARIGLIETTO BRACHET NELLA PARTE DI “MARIO PERCHINS”.
COMPAGNIA FILODRAMMATICA “IJ GIOVO” DELLA FAMIJA TURINEISA 1973.
A partire da sinistra: Ribero Guido, Sandrone Roberto, Carrà Luisa, Paoli Grazia, Scoffone Anna, Sandrone Ida, Gariglietto brachet Aldo, Sandrone Michele.
ARRIGO CHIAPPA E COLLEGHI DELL’UFFICIO AMMINISTRATIVO ‘ARIS-CHIAPPA AL MATRIMONIO DI UNA COLLEGA OTTOBRE 1970
PIER GIOVANNI CHIAPPA (detto “il Signor Piero) è stato insieme al fratello Arrigo Chiappa il mio datore di lavoro per 40 anni consecutivi a cui devo la mia riconoscenza per avermi insegnato la gioia di lavorare e per aver contribuito, a sue spese, al mio sviluppo professionale con l’allora Direttore di Macchine del Politecnico di Torino Prof.Ing. Matteo Andriano a cui continuo ad essere preso come autodidatta nel corso di laurea.

FOTO DI ALDO ALL’ARIS CHIAPPA DI TORINO

GARIGLIETTO BRACHET ALDO (il primo a sinistra) IN UFFICIO CON UN COLLEGA NELLA DITTA “ARIS-CHIAPPA” DI TORINO NEL MAGGIO DEL 1966
IL TRENTENNE ALDO GARIGLIETTO BRACHET (TERZO NELLA FOTO) NEL RUOLO DI PROGETTIETA DISEGNATORE DI MACCHINE IDRAULICHE NEL CORSO DELLA SPECIALIZZAZIONE COME AUTODIDATTA CON IL POLITECNICO DI TORINO.
IL CINQUANTENNE Cav. ALDO GARIGLIETTO BRACHET CON L’ULTIMO SUO PROGETTO – POMPA CENTRIFUGA VERTICALE DA 28 POLLICI PER IRRIGAZIONE A SCORRIMENTO
IL CINQUANTADUENNE CAV. ALDO GARIGLIETTO BRACHET IN MISSIONE DI LAVORO NEL DESERTO DEGLI AMIRATI ARABI ABU DHABI – OTTOBRE 1987
PREMIAZIONE DEL CAV. ALDO GARIGLIETTO BRACHET ALLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO, AGRICOLTURA DI TORINO PER LA FEDELTA’ AL LAVORO E IL PROGRESSO ECONOMICO NEL CONCORSO INDETTO NEL 1992
L’INVIATO SPECIALE DI RADIOVALGIOIE CAV. ALDO GARIGLIETTO (Terzo a sinistra) CON L’ON. GIUSEPPE BOTTA E IL TEAM DI RADIOVALGIOIE – Borgatetto – Torino – anno 1994
ROCCIAMELONE mt 3538 (Susa) STATUA IN BRONZO OFFERTA DA 130.000 BAMBINI PORTATA IN VETTA DAGLI ALPINI NEL 1899
Notizia per i miei affezionati utenti A tutti i miei affezionati utenti porgo l’improvvisa notizia del passaggio dallo stato di insieme finito della vita all’insieme INFINITO ASSOLUTO del PROF. ING. MATTEO ANDRIANO.Un commosso abbraccio di cordoglio e solidarietà a sua moglie e a tutta la famiglia.IL Prof. MATTEO ANDRIANO, durante il trentennale periodo in cui mi ha avuto come allievo autodidatta, è riuscito, con il suo insegnamento rigoroso della Matematica e della moralità, ha inculcarmi le basi scientifiche pèr interpretare le Leggi Fondamentali della Natura scritte da Colui che ha fatto il mondo.In questo blog il suo apporto mi è stato di estrema importanza, senza il quale non avrei potuto trovare il coraggio di portare avanti questo progetto, sapendo di incontrare l’incomprensione di moltissime persone che la pensano diversamente.Ma ora che Egli ha raggiunto il regno della Verità Trascendente, fuori dall’ immanente in cui esistiamo, quindi senza più il vincolo finito dell’ESISTENZA 3, certamente potrà aiutarmi a proseguire in questo blog molto più di prima.ha lasciato così improvvisamente.La morte, come ho ampiamente illustrato nel concetto 47 (Morte biologica esistenza 3 – Inevitabilità della morte), non è certo un regalo per noi esseri umani ma è importante quanto la sessualità: rimette in circolazione gli atomi, le molecole, i sali minerali, di cui la natura ha bisogno per continuare a svilupparsi.

La morte è una logica del mondo vivente che perfezionerà il modo di fabbricare energia; utilizzando gli zuccheri del cibo, arricchirà il suo metabolismo e svilupperà dei muscoli che gli consentiranno di agire, di nuotare, di volare, di correre, di conquistare il mondo.

Cav. Aldo Gariglietto

Torino 02/10/2009 

Io sono la via, verità e vita. Nessuno viene al Padre se non attraverso di me. (Giovanni 14:6)Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo.(Mc 1,15)Se Dio veste così l’erba, che ora è nel campo, e domani è gettata nel forno, quanto [egli veste] voi, gente di poca fede? (Luca 12:28)Nessun uomo può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si terrà a uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e Mammona.(Matteo 6:24) 

giovedì 19 marzo 2009


I bambini: le prime vittime delle inondazioni in Pakistan
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Ho da poco superato la soglia delle 97000visite a partire dall’ azzeramento del 17/05/09 ( 117430 a partire dal 09/12/2008 ) del mio blog che è ormai stabilmente il più visto del nuovo portale di splinder e dei nuovi siti Altervista Google/facebook.


                GRAZIE DI VERO CUORE
Soprattutto da parte dei bambini meno fortunati che, grazie al buon cuore di molti generosi visitatori 

possono non più sentirsi soli e abbandonati 

Aldo

 

07/10/2013

 

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1 – NON SIAMO FIGLI DEL CAOS

A questo traguardo, nell’Immanente, non siamo arrivati con l’esercizio della Ragione e basta.Ne abbiamo già discusso, ma è bene mettere in evidenza che le radici di questa straordinaria certezza di non essere figli del Caos sono là, dove nessuno si sarebbe mai aspettato che potesse esserci una tale formidabile verità.Studiando con rigore le pietre, Galilei scopre infatti le prime impronte del Creatore, arrivando così all’unificazione dei moti rettilinei e dei movimenti circolari.Questi due moti, fino ad allora, e per millenni, considerati totalmente diversi ( i rettileni validi nel nostro mondo materiale, i circolari privilegio invece dei corpi celesti), nessuno era riuscito a dimostrare che in verità fossero due esempi diversi della stessa realtà: il moto dei corpi materiali. La scoperta delle prime Leggi Fondamentali della Natura nasce da un atto di Fede in Colui che ha fatto il mondo, Atto di Fede che non è in antitesi con la Ragione in quanto, se c’è un’entità a noi superiore che ha fatto il mondo, questa entità ha dovuto seguire un progetto rigoroso. Ecco perchè – ed è sempre Galilei che parla – le Leggi Fondamentali devono essere scritte in linguaggio matematico, esprimibili quindi attraverso le formule. Perchè? Risposta: la forma più rigorosa della logica nell’immanente è la Matematica.Nessun uomo al mondo, prima di Galilei, aveva avuto l’idea di pensare che la Natura potesse essere descritta attraveso una serie di formule matematiche. Formule che – ripeto – sono il linguaggio rigoroso della Scienza.In questo quadro che posto ha la Bibbia? Galilei, lo ricordiamo, risponde: la Bibbia è il Libro scritto dal Creatore del mondo per essere capita da tutti e parla di valori, sentimenti, emozioni, miracoli. Il mondo invece è costruito partendo da un progetto rigoroso quindi da leggi fondamentali.

E dov’è il libro delle Leggi Fondamentali? Risposta: davanti ai nostri occhi, dappertutto.

La realtà che ci circonda è lì e aspetta di essere decifrata. 

Quando io mi cimento in un esperimento di stampo galileiano (rigoroso e rproducibile) cosa faccio in realtà? Pongo una domanda al Creatore di tutte le cose visibili e invisibili. 

Nessun scienziato al mondo saprebbe rispondere a questa mia domanda: ecco perchè è necessario rivolgerla a Colui che ha fatto il mondo. 

Se la Scienza – come molti, non avendone mai fatta, dicono – fosse conquista di rigore logico e basta, io non avrei bisogno di fare un esperimento per sapere se esiste il Supermondo. 

Nè avrei avuto bisogno di fare un esperimento per sapere se esiste o no l’Antimateria nucleare. 

Nè avrei avuto bisogno di fare alcun esperimento per stabilire che il mattone ultimo di cui noi siamo fatti – il nucleone – non si rompe anche se martellato usando le più alte energie a noi accessibili nei più potenti acceleratori. 

Energie che sono centinaia di migliaia di volte più potenti di quelle in gioco nelle Stelle e nelle tremende bombe-H. 

Il nucleone non si rompe.

Con questa proprietà il nucleone sfida tutto ciò che l’uomo aveva saputo immaginare da Democrito fino al 1970, anno in cui i risultati sperimentali da me ottenuti (con un gruppo di miei collaboratori al CERN di Ginevra) hanno stabilito la totale robustezza del nucleone.

Io sono fatto con trentacinque miliardi di miliardi di miliardi di nucleoni.

Questi risultati sembrano a prima vista dare ragione a Democrito: rompendo un pezzo qualsiasi di materia e continuando a romperla in pezzettini sempre più piccoli, si arriva a una cosa elementare che nessuno più riuscirà a rompere. 

A questa cosa elementare Democrito dette il nome di atomo (dal greco: cosa che non si rompe). I nostri bisnonni si erano illusi di averli scoperti: e sono gli atomi della Tavola di Mendeleev. Rutherford però, nel primo decenio di questo secolo, interrogando il Creatore del mondo, scoprì che gli atomi indivisibili non sono.

Ancora oggi si chiamano con lo stesso nome (atomo) gli elementi (chimici) della famosa Tavola di Mendeleev. 

In effetti questi elementi – qualunque sia la loro complessità (il nucleo dell’atomo più semplice è fatto con un solo nucleone ed è l’Idrogeno, il Carbonio ne ha12, l’ Ossigeno 16, l’Uranio 238 e così via) – sono tutti fatti a partire dalle stesse trottoline: protoni e neutroni nel nucleo, elettroni fuori per fare la nuvola atomica. Il nucleone non si rompe, quindi, secondo Democrito dovrebbe essere l’ultimo pezzettino elementare di materia. 

Elementare vuol dire una cosa fatta nient’altro che di se stessa. 

Invece, interrogando il Creatore, l’uomo ha scoperto che il nucleone è fatto con tre quart e tanti gluoni.

E’ lungi dall’essere una particella elementare. Eppure non si rompe.

Ecco la grande novità concettuale scoperta negli anni settanta e che sfida tremila anni di pensiero, da Democrito ai nostri giorni.

Dicevamo che la Scienza non è solo rigore matematico. 

Se lo fosse io non avrei bisogno di fare alcun esperimento. 

E così tutti i miei colleghi nei diversi laboratori. Abbiamo bisogno di fare esperimenti, il che vuol dire porre domande al Creatore di tutte le cose visibili e invisibili. 

Perchè? Risposta: ci sono tante strade rigorosamente logiche dove il punto al quale siamo arrivati potrebbe portarci. 

Tra tutte queste strade, tutte rigorosamente logiche, il Creatore ne ha seguita una. 

Non ne conosciamo il motivo. 

MA SIAMO SICURI CHE QUELLA STRADA SEGUITA DAL CREATORE E’ RIGOROSAMENTE LOGICA E CI CONDUCE AD ALTRE TAPPE NEL PROCESSO DI DECIFRAZIONE DELLA LOGICA DEL CREATO.LOGICA CHE E’ SCRITTA, NON NELLA BIBBIA, MA NEL LIBRO DELLA NATURA, APERTO QUATTROCENTO ANNI FA DA GALILEO GALILEI. 

L’ apertura di questo libro ha dato all’uomo grandi certezze: le Leggi Fondamentali della Natura.

E una straordinaria dignità intellettuale: siamo l’unica forma di materia vivente cui è dato il privilegio di sapere leggere il Libro del Creatore.

Quel libro rimasto chiuso per diecimila anni e aperto da un credente, Galileo Galilei, appena quattrocento anni fa: come dire ieri l’altro.

Aperto questo libro cosa ha fatto l’uomo?

Si è sempre più allontanato dalla parola del Signore: la Bibbia, come se essa fosse in contrasto con l’altro libro scritto dallo stesso Autore usando il linguaggio rigoroso dlla Logica Matematica. 

I due libri sono dello stesso Autore e hanno ruoli diversi: parola di Galileo Galilei. 

A un tale traguardo non era arrivata alcuna persona al mondo dall’alba della civiltà a Galileo Galilei.Tratto da “Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo” di Antonino Zichichi 

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2 – CITAZIONI

“… questo grandissimo libro Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho
abbandonato.
Non si trattava di analizzare le pagine del
Nuovo Testamento alla ricerca di
errori, ma di illuminare la superficie di
quelle pagine con una luce radente,
come si fa con un dipinto per mettere in
risalto i rilievi, e allo stesso
tempo i segni, l’oscurità dei solchi. Fu così
che l’apprendista, circondato
ora da personaggi evengelici, lesse, come se fosse a prima volta, e avendo
letto, non comprese.

Josè Saramago, Discorso per il premio Nobel, 1998

Scrivo su Dio: conto su pochi
lettori e ambisco a poche approvazioni. Se questi pensieri non piaceranno
a nessuno non potranno che essere cattivi, ma se dovessero piacere a tutti li
considerei detestabili

Denis Diderot, Pensieri filosofici, 1746

La Scienza è fatta di dati, come
una casa di pietre. Ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio
di pietre sia una casa.
 Jules-Henri
Poincare

“Se riuscissimo a comprendere i significati segreti dei numeri, comprenderemmo anche i significati segreti della realtà”.
Dal film The Oxford Murders,
Spagna/Francia, 2008
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3 – LA BIBBIA E’ LA PAROLA DI DIO CON IL LINGUAGGIO RIGOROSO DELLA MATEMATICA -

Un giorno tutti gli uomini saranno scienziati. Non in quanto tutti faranno esperimenti alle frontiere delle nostre conoscenze bensì in quanto tutti saranno in grado di leggere e di capire i lavori scentifici, così come oggi leggono e capiscono un giornale e un romanzo.
Non c’è alcun meccanismo che proibisca all’intelletto umano di capire un discorso rigoroso di Scienza. E’ solo un problema di educazione alla Scienza.
Io sono stato allevato con una profonda educazione cattolica, ma per fortuna mi sono sempre, fin da piccolo, appassionato alla matematica e alla fisica e sono cresciuto studiando gli insegnamenti religiosi e scientifici con pari impegno al punto che oggi posso asserire senza dubbio alcuno che la Bibbia è la parola di Dio e la Scienza ha come obiettivo di capire la Voce di Dio con il rigore della Matematica.
Le leggi Fondamentali della Natura sono espresse, come scrive il prof. Antonino Zichicchi nel suo libro “Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo”, ed io sono pienamente d’accordo con lui, da precise equazioni matematiche.

Purtroppo la maggior parte degli studenti imparono a memoria le formule e dimenticano le leggi fisiche che concorrono alla stesura della formula stessa, per cui il rapporto tra la Logica matematica e la Bibbia non viene alla luce.
Io devo con orgoglio al Prof. MATTEO ANRIANO del Politecnico di Torino, a cui va tutta la mia riconoscenza, per avermi sempre incoraggiato a scrivere ogni volta le formule partendo dalle leggi fisiche responsabili dell’evento.
E queste leggi, create da Dio all’origine dell’Universo (se origine ci fù), SONO QUELLE DEL MOTO DI NEWTON insieme con le masse e le forze neccessarie. E questo è tutto; ogni altra cosa risulta deduttivamente attraverso lo svolgimento di metodi matematici appropriati. .
Vi consiglio di leggere attentamente quanto sostiene il prof. Antonino Zichichi (articolo qua sotto dal titolo “Abbiamo avuto il dono della ragione: usiamola”) ,riguardante il linguaggio della Logica e della Scienza .
Il diagranmma di flusso, subito qui sotto riportato dal titolo “LA FEDE GALILEIANA”, è, invece, il tema riguardante l’atto di fede di Galileo Galilei, che per primo tra tutti gli scienziati, ha fatto nascere la scienza iniziando a studiare gli oggetti considerati volgari quali le pietre, gli spaghi e i legni, convinto che in essi avrebbe scoperto le Leggi Fondamentali della Natura: Colui che ha fatto il mondo ha scritto queste leggi usando caratteri matematici.
Poteva forse capire Galilei che in un minuscolo pezzettino di pietra ci sono miliardi di protoni?
Nè lui, nè prima di lui Aristotele, fino al 1947, potevano sapere della esistenza di quei processi fisici detti virtuali.
L’attività scientifica del Prof. Antonino Zichichi è iniziata proprio con lo studio dei processi fisici virtuali in gioco in quella evanescente particella che vive due milionesimi di secondo.
Negli anni sessanta, insieme a un suo collaboratore, Tom Massan, il prof. Zichichi ha studiato come introdurre una legge di simmetria nella descrizione di alcuni processi virtuali che esistono nel cuore di un protone.
La massa di un protone è di appena centosessantasette centesimi di milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di grammo.
Purtuttavia in essa oggi si possono fare esperimenti, interrogando la natura e scoprendo nuove simmetrie, nuove regolarità, nuove leggi, la cui validità spazia da quelle microscopiche strutture ai confini dell’Universo. Cosa poteva sapere Galileo Galilei che studiando per primo le pietre sarebbero venute fuori queste straordinarie conquiste scientifiche? 
LA FEDE, SOLTANTO LA SUA IMMENSA FEDE IN COLUI CHE HA FATTO IL MONDO DOVEVA PORTARE GALILEO A FAR NASCERE LA SCIENZA QUALE SUPREMA ATTIVITA’ DELL’UOMO CHE, CON UMILTA’, STUDIA LA NATURA.
Ma qualunque giudizio si ritenga di dover dare sulla realtà storica o meno degli esperimenti galileiani, molto più importante fu la rivoluzione concettuale che condusse Galileo dall’iniziale cornice aristotelica alle sue posteriori analisi del moto. La filosofia naturale di Aristotele forniva un sistema fondato sull’idea di una Terra centrale stazionaria e un mondo celeste in cui gli oggetti si comportano in un modo diverso che sulla terra. Per Galileo sfidare Aristotele significava mettere in discussione sia l’idea di una Terra immobile al centro dell’universo sia la spiegazione dei moti sulla Terra disordinati e irregolari al contrario dei moti celesti ordinati, precisi, regolari e matematici. Nel corso dei duemila anni trascorsi da Aristotele a Galileo nessuno aveva saputo rispondere alle obiezioni sollevate da coloro che volevano la Terra immobile al centro del mondo e nel 1616 fu la Santa Inquisizione a imporre a Galileo l’ingiunzione di non “difendere nè tenere” la dotrina copernicana (in cui la Terra e i pianeti orbitano intorno al al Sole), e questa era la Fede della Chiesa cattolica basata sull’errore del sistema geocentrico di Tolomeo e sulla spiegazione del moto di Aristotele. E solo un grande papa quale fu GIOVANNI PAOLO II CHIESE PERDONO IN GINOCCHIO A GALILEO GALILEI riconoscendgli il merito di essere stato il primo a scoprire la Logica di Colui che ha fatto il mondo che è scritta, non nella Bibbia, ma nel Libro della Natura, aperto da lui stesso quattrocento anni fa.
Aldo
26/06/08
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LA FEDE GALILEIANA

4 – ABBIAMO AVUTO IL DONO DELLA RAGIONE: USIAMOLA

Le conquste del pensiero scientifico, nel corso di questi quattro secoli, da Galileo Galilei a oggi, sono scoperte che hanno posto la Natura e le sue strutture al vaglio dell’umano intelletto. Ed è stata la Natura a superare l’uomo in fantasia creatrice. Chi ha fatto il mondo, meglio di così non avrebbe potuto. L’universo che ci circonda e di cui siamo parte è retto da leggi universali. Ai potenti della terra è proibito modificarle, anche in minima parte.
Ecco quindi il messaggio che la Scienza può dare all’uomo del nostro tempo. Non esiste fenomeno, galileianamente noto, quindi riproducibile, che non possa essere compreso quale manifestazione della Logica del Creato. Il mondo che ci circonda, dalle sue strutture più piccole – quale è il cuore di un protone – alle sue estensioni più vaste – quali sono gli insiemi galattici – obbedisce alle stesse leggi, rigorose e immutabili.

Superati i vent’anni il nostro cervello si richiude, sia alla Logica sia alla Scienza. Se è rimasto privo di stimoli in Logica e in Scienza, difficilmente ritornerà a interessarsi a queste due grandi conquiste intellettuali.
Ecco perchè,esattamente come si fa con il Linguaggio, che si insegna subito, con la Scienza dovremmo fare lo stesso. Iniziare già alle scuole elementari l’insegnamento di queste straordinarie conquiste dell’ intelletto umano. Logica e Sienza dovrebbero far parte del patrimonio culturale di tutti.
La scuola invece educa quasi esclusivamente al Linguaggio. E in tutto ciò che è stimolo intellettuale – stampa, radio, TV, libri – predomina il Linguaggio.
Se il linguaggio, Logica e Scienza venissero insegnati con pari impegno, tutti gli uomini, nel giro di una sola generazione, sarebbero in grado di distinguere tra queste tre conquiste dell’umano intelletto. Essi saprebbero cosa vuol dire raccontare una favola, elaborare una teoria matematica e scoprire una verità scientifica.
Allora si che potremmo dire di vivere l’era della Scienza. In questa era non ci sarebbe più posto per le mistificazioni culturali.
Tratto da “Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo” di ANTONINO ZICHICHI
E qua aggiungo io : la Bibbia verrebbe compresa universalmente in quanto parlerebbe all’umanità intera con un unico linguaggio: quello della Scienza Galileiana e della Logica matematica e non più, come al giorno d’oggi, con il linguaggio da favola per bambini.CLICCA QUI SE VUOI ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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UN MILIONE DI OPERAZIONI MATEMATICHE AL SECONDO

IL PRODIGIOSO FUNZIONAMENTO DEI CALCOLATORI ELETTRONICI E’ BASATO SULL’ALTA MATEMATICA, VISUALIZZATA QUI DALLE SUE “ERMETICHE” EQUAZIONI: DUNQUE E’ L’UOMO CHE GUIDA LA MACCHINA
Come ho già descritto nelle mie informazioni personali ho iniziato nel 1953 la mia attività professionale come disegnatore progettista di macchine idrauliche sotto la guida del prof. Ing. Matteo Andriano del Politecnico di Torino negli anni 50 utilizzando nei calcoli il Regolo per poi passare al primo programmatore elettronico della Olivetti tipo P100 a schede magnetiche e successivamente agli altri modelli P62 e P6060 per finire al primo personal computer della Olivetti modello M24 programmato con il linguaggio Basic come raffigurato come esempio dallo schema susseguente in cui il loop FOR-TO…NEXT è racchiuso in un rettangolo tratteggiato.
Da allora il calcolatore elettronico ha già raggiunto un ruolo fondamentale nella nostra epoca, sarà uno dei grandi protagonisti del mondo di domani, quando potremo disporre di apparecchi molto più piccoli, più semplici e nello stesso tempo più potenti ed evoluti di quelli attuali.Non c’è quasi settore della vita umana che non possa essere interessato a queste macchine meravigliose: tuttavia esse non potranno mai sostituire quel mirabile “elaboratore” che è il cervello umano, infinitamente più perfetto e più duttile di loro. Il calcolatore elettronico (il cui funzionamento è basato sulla capacità di accettare due segnali: flusso di corrente o mancanza di flusso di corrente attraverso i suoi complicati circuiti) esegue calcoli di incredibile complessità e a velocità quasi uguale a quella della luce, ma solamente sui dati che l’uomo gli ha fornito programmandolo, cioè predisponendolo a interpretarli con un linguaggio di programmazione tipo Basic, Assembler, PL1 e tanti altri ancora sempre più evoluti.Se esso non sbaglia, lo fa perché è stato messo in grado di non compiere errori; ma se il programma è errato, la macchina continuerà a sbagliare in eterno.CLICCA QUI SE VUOI ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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LA SCOPERTA DELL’INFINITAMENTE PICCOLO

La biologia moderna, impegnata più delle altre branche della scienza nella “costruzione” dell’umanità futura, è quella che meno si serve di apparecchiature imponenti.
Il laboratorio biologico, dove si cerca di penetrare nei più intimi segreti della vita, è apparentemente il meno ricco di atmosfera, il più “difficile” per il fotografo.
Tuttavia, poiché si tratta di sondare l’infinitamente piccolo e di separare e ridurre sostanze, le “macchine” per la biologia non mancano, anche se spesso sembrano poco appariscenti al profano.
Per esempio, se si devono separare tra loro sostanze che differiscono leggermente per peso molecolare, si ricorre a centrifughe capaci di superare i 50 mila giri al minuto, che sviluppano una forza centrifuga corrispondente anche a 150 mila volte la gravità terreste, di modo che dentro un fiammifero arriverebbe a pesare anche una diecina di chili.
Vi sono inoltre dei metodi di “marcatura” per mezzo di isotopi radioattivi, che permettono la identificazione di sostanze presenti in quantità così piccole da non poter essere rilevate altrimenti.
Per esempio, è possibile caricare con isotopi radioattivi una sostanza in modo da avere dei prodotti che emettono alcuni milioni di radiazioni atomiche al minuto per milionesimo di grammo: quindi è ancora rilevabile, in mezzo ad altre, una sostanza la quale sia presente solamente in tracce dell’ordine del centomilionesimo di grammo.
Questa straordinaria capacità di analisi e di studio è ancora amplificata da apparecchiature che captano queste esilissime radiazioni atomiche e le trasformano in radiazioni luminose, contandole minuto per minuto, separando le radiazioni emesse da isotopi diversi, leggendone il comportamento e rinviando direttamente i dati raccolti a un preciso e veloce elaboratore elettronico che li assimila nella sua capace memoria, restituendoli poi agli studiosi sotto forma di statistiche e di calcoli.
Altre volte si sfruttano invece le proprietà elettriche delle varie sostanze, le cui molecole “migrano” a differenti velocità verso il polo positivo o negativo di apparecchi a migliaia di Volts.
E infine,c’è il microscopio elettronico, capace di ingrandimenti di centinaia di migliaia di diametri.
Ma con tutto ciò, la protagonista assoluta in biologia resta sempre la INTELLIGENZA DEL UOMO, UNITA ALLA PAZIENZA SENZA LIMITI PER “PROVARE E RIPROVARE”. 
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La macchina raffigurata qua sotto era già usata negli anni sessanta nei laboratori della Du Pont americana, serviva ai biologi per separare sostanze molto simili tra loro, ma non identiche.
Sembrava un grande organo di vetro, e si basava sulla diversa solubilità in liquidi differenti che è propria di certe sostanze.Le prove, le misure e i tentativi erano già allora determinati automaticamente
Ora vi consiglio vivamente, per rimanere nel tema attuale, di leggere i due articoli del Prof. Zichichi (concetto n. 5 sotto dal titolo “PERCHEMERAVIGLIARSI ?” e il concetto n. 6 seguente dal titolo I PAPA-BOYS AMANO LA SCIENZA))Aldo17/05/09CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERCLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERv

5 – PERCHE’ MERAVIGLIARSI ?

(…) Perchè meraviglisrsi allora quando ci si accorge che tante cose sfuggono alla comprensione della nostra esistenza trascendentale?
Anzitutto, la sfera trascendentale della nostra esistenza non può essere suscettibile di analisi di quella immanentistica.
Esistenza trascendentale significa infatti qualche cosa che non può essere fatta di spazio nè di tempo nè di massa nè di energia nè di cariche. Quindi niente sintesi in termini di superspazio. Trascendente vuol dire ben altro. Esistere nel Trascendente non può essere come esistere nell’Immanente.
La ricerca scientifica galileiana ci ha portato a scoprire che nella Natura – quindi nell’Immanente – c’è molta più fantasia di quanto l’uomo riesca a immaginare.
Nessuno, ai tempi della grande sintesi elettromagnetica, avrebbe scommesso una lira sull’esistenza di altre cariche, oltre quella elettrica. La scoperta delle cariche SUBNUCLEARI fa parte delle cose totalmente fuori da qualsiasi previsione. Lo stesso Einstein morì senza avere mai preso sul serio la Fisica Nucleare come Forza Fondamentale della Natura, convinto com’era che a tenere insieme i nuclei degli atomi fossero le Forse Gravitazionali. Questo equivale a dire che, per Einstein, la Fisica Nucleare non doveva esistere.
Enrico Fermi aveva accolto con molta riserva le prime notizie sulla scoperta delle nuove particelle – dette appunto strane. Esse infatti turbavano il panorama, apparentemente completo, della struttura della materia. E infatti, con tre trottoline e quattro tipi di colla si poteva far tutto. Dal nucleo dell’atomo, alle molecole, al Monte Bianco, alla Terra, al Sole, al Cosmo. Chi avrebbe mai immaginato che c’era ancora da scoprire quell’affascinante e sterminato mondo della Fisica Subnucleare? E che due delle quattro colle si sarebbero mescolate in modo incredibile, grazie cioè all’esistenza di masse immaginarie?
(…)Le Tre Colonne Fondamentali sono dette, in gergo scientifico, le tre famiglie di particelle. Ciacuna famiglia (o colonna) consiste di due quark e due leptoni. Gli oceani, la Luna, il Sole, NOI STESSI, siamo fatti con i quark e i leptoni della prima famiglia. A che servono le altre due?
Risposta: a fare il mondo, oggi, così come è. Se, alle origini, il numero di famiglie non fosse stato tre, noi non avremmo potuto essere qui a discuterne.
Le Tre Forze Fondamentali sono: la Forza Elettrodebole. Si tratta di una miscela di due Forze Fondamentali che produce sia le Forze Elettromagnetiche sia le Forze Deboli (che sono la valvola di sicurezza affinchè il Sole non si spenga ne salti in aria). La miscela di queste forze Fondamentali è un risultato recente (avvenuto in questo ultimo quarto di secolo) della Forza Subnucleare. Questa miscela è possibile grazie all’esistenza della Fisica delle masse immaginarie.
La Forza Subnucleare forte che agisce nel cuore di un protone o di un neutrone. Neutroni e protoni se non fosse per la carica elettrica (positiva per il protone e zero per il nucleone) sarebbero particelle identiche. E infatti, in gergo specialistico, si definisce nucleone sia il protone sia il neutrone. Noi abbiamo studiato cosa c’è dentro un nucleone andando centomila volte sotto la sua estrema periferia. Nel cuore di un nucleone c’è l’universo Subnucleare dove si manifestano tutte le Forze Fondamentali ma predominano gli effetti prodotti dalla Forza Subnucleare forte descritta da un apparato matematico denominato QCD (Quantum Chromo Dynamics).
E’ questa Forza che ha dimostrato – due millenni e mezzo dopo Democrito – che vale quanto aveva pensato il filosofo greco. E cioè che l’ultimo pezzettino, di una pietra o di qualsiasi altro tipo di materia, non si rompe più perchè è fatto di nient’altro che di se stesso. Il nucleone non si rompe nonostante abbia dentro di sè un intero Universo Subnucleare in cui si manifestano virtualmente tutti i fenomeni che noi ossrviamo,inclusa la nostra stessa origine nota ancora oggi come Bing-Bang, (anche se adesso sappiamo che non è questa l’origine del mondo). La Forza Gravitazionale è responsabile del fatto che le pietre cadono sempre dall’alto verso il basso e permette a noi miseri mortali di restare legati alla Terra; lega la Terra al Sole e tutte le altre Stelle compatte nella Galassia e le Galassie insieme a formare il Cosmo.
E’ LA SFIDA PERENNE ALL’ INTELLETTO UMANO, DI COLUI CHE HA FATTO IL MONDO
Tratto da “Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo”Pag. 134 e pag.222 di Antonino Zichichi
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6 – I PAPA-BOYS AMANO LA SCIENZA

Giovanni Paolo II ha fatto nascere nel Popolo di Dio il desiderio e l’interesse di conoscere la Logica seguita da Colui che ha fatto il mondo. Debbo esprimere la mia gratitudine profonda a questo Sant’uomo che mi ha non solo incoraggiato a scrivere libri di Cultura Scientifica ma anche convinto che uno scienziato deve avere l’umiltà e il coraggio di scendere dalle torri d’avorio dei suoi Laboratori, per spiegare al grande pubblico – e soprattutto ai giovani – i valori della Scienza e delle sue conquiste (…) : l’interesse dei giovani per le verità scientifiche e l’affetto per questo grande Papa, l’entusiasmo di tutti, il desiderio di capire com’è fatto il mondo e di venire a capo della verità che la cultura dominante stravolge con le sue mistificazioni. Ne vorrei ricordare una che mi sta a cuore in modo particolare: Scienza e Tecnica. La cultura dominante (atea) ha da sempre sostenuto che Scienza e Tecnica sono indistinguibili. Siccome dalla Scienza nascono le tecnologie più avanzate è colpa di noi scienziati se da queste tecnologie vengono fuori disastri.
C’era mai stato qualcuno che aveva avuto il coraggio di opporsi a questa gravissima mistificazione culturale? C’era mai stata una presa di posizione chiara e netta per dire al mondo che l’uso della Scienza non è più Scienza ma Tecnica? E che la scelta tra tecnologia di pace e tecnologia di guerra non è scientifica ma culturale?
Risposta: no, mai. Giovanni Paolo II con la sua Frase:”L’uomo può perire per effetto della tecnica che egli stesso sviluppa, non della verità che egli scopre mediante la ricerca” fa giustizia di questa terribile mistificazione culturale e dà al mondo il messaggio che distingue la ricerca della Logica del Creato (Scienza) dall’uso che di quella Logica l’uomo può fare (Tecnica), nel bene e nel male.
Con la frase:”Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo” Giovanni Paolo II invita a una riflessione.
L’età del ferro ha prodotto bisturi e pugnali. La scelta tra questi due strumenti tecnologici per la vita( bisturi) e contro la vita (pugnale) non può essere di natura scientifica in quanto l’età del ferro è pre-scientifica. Eppure la sua tecnologia poteva essere già pro e contro la vita. La scelta è culturale. Il fulcro della scelta è sempre stato e sempre sarà il “cuore dell’uomo”
Se vogliamo che gli strumenti tecnologici, frutto delle più avanzate scoperte scientifiche, siano per l’uomo e per la vita dobbiamo batterci affinchè trionfi nel mondo la Cultura dell’Amore. Cultura che è in simbiosi con la Scienza.
Chi fa Scienza infatti si dedica a “leggere” il Libro della Natura. Chi inventa tecnologie di morte, di quel libro è come se bruciasse le pagine. Per chiarire meglio la distinzione che esiste tra Scienza e Tecnica è necessaria un’ulteriore riflessione.
La Scienza non può “inventare” la Logica del Creato. La può solo “scoprire” in quanto quella Logica è già scritta e non siamo stati noi a ascriverla ma Colui che ha fatto il mondo.
L’uso della Scienza (Tecnica) nasce invece dalle invenzioni che una persona può fare grazie al fatto che qualcuno è riuscito a decifrare qualche frase di quel Libro. Se le invenzioni fossero tutte guidate dall’Amore per il prossimo, nessuno inventerebbe strumenti di morte. Nè tecnologie che distruggono tesori ambientali.
Scoprire e inventare sono atti del nostro intelletto radicalmente diversi e legati a due componenti nettamente distinte della nostra attività: Scienza e Tecnica. La Scienza è sinonimo di scoperte. La Tecnica è sinonimo di invenzioni.
Tratto da “tra FEDE e SCIENZA” di Antonino Zichichi.
A questo punto tengo a segnalare che dello stesso avviso di Papa Giovanni Paolo II pure Albert Einstein era contrario alle armi nucleari. La rapida diffusioni di queste armi lo inorridiva come mostra la foto di seguito mentre parla in televisione contro di esse.

Ora vorrei affrontare il tema dell’evoluzione della specie umana che la cultura dominante ha messo da sempre in discussione con il concetto n. 7 seguente dal titolo: “SE UN UOMO VIVESSE DIECIMILA ANNI” 
Aldo
26/06/08


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EINSTEIN PARLA IN TELEVISIONE DEL PERICOLO DELLE ARMI NUCLEARI PER L’UMANITA

Ecco gli effetti su una città di una “piccola” bomba nucleare, da 1 megatone

Ecco gli effetti su una città di “piccola” bomba nucleare, da 1 megatone (esistono bombe da 10 a 20 megatoni).1 – RADIAZIONE DIRETTA
Chi si trova all’aperto riceve le micidiali radiazioni dirette generate dall’esplosione. Sono di breve durata (Si esauriscono in meno di un minuto) ma molto intense. A seconda della distanza e dell’esposizione, queste radiazioni provocano danni di diversa gravità nell’organismo : dalla morte rapida a una serie di degenerazioni a evoluzione più o meno lenta.2 – ONDA DI CALORE
Al momento dell’esplosione la sfera di fuoco nucleare tocca i 20 milioni di gradi. Tutt’intorno fonde ogni coda. A 7 chilometri di distanza la temperatura, sia pur per brevi istanti, arriva ai 1800 gradi (superiore cioè alla temperatura di fusione del ferro). Tutto ciò che è infiammabile prende fuoco. A 15 chilometri, il calore produce ancora ustioni di secondo grado sulla pelle.
3 – ONDA D’URTO
L’esplosione provoca pressioni gigantesche e venti fino a tremila chilometri l’ora nel punto centrale, che spazzano ogni cosa. In tutta la zona colpita gli edifici crollano. Le reti dell’acqua e del gas saltano. Quasi un milione di persone muore subito per gli effetti combinati dell’onda d’urto e dell’onda si calore.
4 – “FALL-OUT” RADIOATTIVO
Le particelle (polvere, detriti, corpuscoli) rese radioattive dall’esplosione, e sollevate in aria al momento dello scoppio, ricadono poi lentamente. Esse possono ricadere anche molto lontano, trasportate dai venti, il loro tasso di radioattività non è elevato, ma l’accumulo di questa radioattività può essere mortale.
I danni sono proporzionali all’intensità della ricaduta. E ciò dipende soprattutto dall’altezza dell’esplosione. Se la bomba viene fatta scoppiare ad alta quota, il polverone è molto ridotto: se invece viene fatta scoppiare nelle vicinanze del duolo, ciò provocherà il sollevamento di una gran quantità di detriti e particelle, che, ricadranno poi lentamente, per molti giorni.A tutti i vecchi affezionati utenti di OKBLOG clicca qui http://partnerpage.google.com/garigliettobrachet.com

Evoluzione biologica della specie umana

FORMAZIONE ED EVOLUZIONE DELL’UOMO

I molteplici teoremi e le molte teorie sulla formazione e l’evoluzione dell’uomo si muovono nell’ambito delle affermazioni delle scienze esatte: che l’uomo si è formato da qualche specie animale (che non è la scimmia come si pensa spesso, bensì nella fase iniziale soltanto assomiglia ad essa), sviluppandosi tramite la via evolutiva nell’ambito del processo della creazione del globo terrestre e della vita su esso, ma anche di affermazioni fantasmagoriche come quella secondo la quale il nostro antenato animale (cioè la scimmia) è stato “fecondato” dagli extraterrestri, che vengono reputati i nostri padri primitivi. Da una parte la scienza si sforza, basandosi su prove materiali, di completare il mosaico della storia sulla formazione dell’uomo, mentre dall’altra parte c’è chi non è convinto dell’esattezza della storia e preferisce credere e convincere altri che gli esseri umani sono “esseri cosmici” creati dagli extraterrestri tramite la fecondazione metafisica. La mia tesi è che la risposta riguardo alla formazione e allo sviluppo dell’uomo si può trovare prima di tutto nell’uomo stesso. La specificità dell’uomo in rapporto agli altri esseri viventi, ma anche alle forme intelligenti nel cosmo, è nel processo di individualizzazione del Conscio come forma dell’autoriconoscersi del Conscio Infinito. L’evoluzione delle forme dell’esprimersi di Dio tramite le Forme di Consci Superiori (Sapere, Amore e Potere) ovvero tramite gli Infiniti (Esistere Infinito, Creazione Infinita e Conscio Infinito) si conclude con la forma dell’uomo come forma ottimale perché contiene in sé tutti e tre gli elementi: le Vibrazioni, l’Energia e la materia nel rapporto ottimale per lo sviluppo e la maturazione del Conscio individuale. L’uomo è il risultato dell’espressione del “Piano Divino” e non si è formato né casualmente né tramite “processi naturali spontanei”. Sarebbe d’altronde inesatto anche affermare che la sua formazione e il suo sviluppo sono conseguenza di una predestinazione fissa. La finalizzazione del processo di collegamento dell’Infinito e del finito si realizza con l’aiuto della mente, attraverso la quale si esprime il libero arbitrio, ovvero si realizza la possibilità che l’uomo si sdebiti a Dio per il proprio esistere indirizzando le emozioni e i pensieri verso di Lui.Il processo della formazione dell’uomo si può:- conoscere come illusione che non è mai avvenuta, e questo nella misura in cui si è consapevolizzato Dio (in se stessi) e conosciuto Dio (in se stessi), e- comprendere con la mente come processo di sviluppo in un determinato tempo e spazio.Dall’aspetto di Dio l’uomo è la sua incarnazione, mentre dall’aspetto della mente l’uomo trova la propria fonte in Dio che deve conoscere essendo uno con Lui. Così l’uomo è contemporaneamente sia Dio sia l’uomo che crea, mantiene e annulla se stesso attraverso il vivere l’unitarietà del processo evolutivo del cosmo, della Terra e del mondo vegetale e minerale.Giovanni 10,11-34.”Gesù rispose loro: non sta forse scritto nella vostra legge: “Io dissi: siete Dei”. Salmi di Davide 82-6:”Dissi: siete dei e figli dell’altissimo tutti voi.”Seguendo la formazione e lo sviluppo dell’uomo noi scorgiamo il processo dell’autoriconoscersi, sia a livello di singolo sia a livello di specie. Un processo che da una parte è infinito, mentre dall’altra parte è limitato dal tempo e dallo spazio e per questo finito. Le informazioni che do in questo testo sono Conoscenze consapevolizzate per via meditativa e poi trasmesse in forma scritta tramite la mente, così che necessariamente portano le limitazioni della mente; per questo consiglio che il testo sia prima compreso e poi consapevolizzato e conosciuto con l’abbandono attraverso la preghiera.I- L’UOMO PRIMITIVOTrascurando in questa occasione le spiegazioni sulla formazione della Terra e della vita su di essa, posso affermare che l’uomo primitivo si è formato quando una determinata specie animale (questo non significa che identifichiamo l’uomo con l’animale) ha raggiunto uno sviluppo delle funzioni del corpo (primariamente i sensi e il cervello) tale da rendere possibile il processo di individualizzazione del Conscio Infinito. Posso seguire la manifestazione di questo processo come individuale (il singolo) e come collettivo (la specie), menzionando le caratteristiche più importanti:1.Discesa dall’albero- Se osservo storicamente è impossibile parlare del primo uomo, ovvero del primo uomo e della prima donna, come della prima coppia umana, cioè della prima coppia di uomini primitivi.- L’origine geografica dell’uomo è l’Africa attuale, più precisamente la fascia che si estende dall’equatore sino a circa 20 gradi di latitudine nord.- Nel periodo da 4,5 milioni a 5 milioni di anni fa l’uomo primitivo scende dall’albero in cerca di cibo, guidato primariamente dalla fame come parte dell’istinto primario di sopravivenza. – Inizia ad usare sempre più gli arti superiori, si muove senza alcun piano, raccoglie frutti che non conserva ma utilizza subito.- Utilizza saltuariamente in modo istintivo parti di legno e pietra non lavorate, ma non le porta appresso.- Si muove in gruppi di 20-30 individui collegati tra loro da singole vibrazioni che esistono da quando dimorava ancora sugli alberi. – Alla fine di questo periodo gli uomini sono circa 30.000.Nota: In questo periodo il delfino è “molto più sviluppato” dell’uomo primitivo, ma le sue possibilità per un’ulteriore evoluzione sono notevolmente limitate dalla mancanza di universalità (l’essere legato all’acqua come ambiente abitativo) e ancora più importante- dalla mancanza di una struttura dei sensi e del cervello tale da poter rendere possibile la creazione della base materiale idonea per lo svolgersi del processo d’individualizzazione del Conscio.2.La scoperta degli attrezzi

Periodo da 3 sino a 4,5 milioni di anni fa:

- Gradualmente gli uomini primitivi si espandono su tutto il continente africano e con il passare del tempo partono per l’Europa e l’Asia.- Continuano a vivere in branchi e si formano gruppi più grandi che si muovono assieme.- Portano il cibo con sé, rimangono in un luogo dal quale se ne vanno per breve tempo e vi ritornano.- Il fatto più importante di questo periodo è l’inizio della lavorazione rudimentale della pietra, del legno e delle ossa con lo scopo di realizzare armi e strumenti da utilizzare nella caccia e nella pesca.- Viste le difficili condizioni ambientali dovute al clima e agli animali selvatici, il numero di uomini aumenta molto lentamente, e alla fine di questo periodo è di circa 50.000.

3. La scoperta del fuoco

Periodo da 1 a 3 milioni di anni fa:- Nei primi 200.000 anni di questo periodo avveniva un intenso processo di congelamento della superficie terrestre. – Nei 180.000 anni seguenti i cambiamenti climatici si svolgevano in cicli ineguali di lieve scongelamento e ricongelamento del suolo, dove la temperatura comunque cresceva gradualmente.- Gli uomini primitivi si muovono ancora in gruppi e guidati dall’istinto vagabondano espandendosi ancora in Europa ed in Asia.- Costruiscono abitazioni che lasciano per andare a caccia, ma vi tornano sempre più spesso. – Si perfezionano nella realizzazione delle armi, ma anche degli strumenti per la costruzione delle palafitte e di altre abitazioni.- Negli ultimi 200.000 anni di questo periodo gli uomini primitivi, in vari luoghi e indipendentemente gli uni dagli altri, scoprono che battendo due pietre possono accendere il fuoco.

4.Il linguaggio primitivo

Periodo da 200.000 sino ad 1 milione di anni fa:- Le reazioni istintive al “piacevole-spiacevole”, “freddo-caldo”, “dolore”…, provocano una reazione vocale spontanea che viene imitata e che ripetuta si stabilizza gradualmente e si sviluppa in comunicazione.- In questo periodo il linguaggio primitivo è dunque in gran parte un’imitazione delle reazioni istintive che gradualmente si stabilizzano venendo ripetute e ricordate. – A causa di drammatici cambiamenti tettonici e climatici verso la fine di questo periodo si ha una “crisi” degli uomini primitivi: si attivano molti vulcani, ci sono terremoti… Così il numero di uomini primitivi che vivono nell’area delle odierne Africa, Asia ed Europa, diminuisce a 20-25.000 unità.

* * *

Nel corso di quasi 5 milioni di anni, l’uomo primitivo collega primariamente le reazioni istintive durante i rapporti sessuali da una parte e la riproduzione della specie dall’altra. Questo rende possibile il provocare delle Vibrazioni dell’Amore come Vibrazione universale, ma anche come Vibrazione singola (reazioni emotive) e questo influisce sulla costituzione dell’Anima e del Corpo Illuminato. È importante accentuare la gradualità di questo processo che come “processo nel processo” nelle Forme di Consci Superiori si manifesta in forma di Vibrazioni, Energia e materia, ovvero in forma di corpo fisico.

II- LA SPECIE UMANA

Nel periodo da 180.000 anni sino a 200.000 anni fa, l’uomo primitivo raggiunge il grado di sviluppo necessario per la creazione della base (di partenza) per l’iniziazione del processo d’individualizzazione del Conscio, il quale si svolge nella maggioranza dei singoli della specie umana. Sino a questo periodo il suddetto processo si svolgeva soltanto in un numero ridotto di individui, ad un livello praticamente trascurabile, ma comunque presente. È importante porre in rilievo che a seguito di questo si realizza una forma fisica relativamente stabile e soprattutto un cervello la cui grandezza (capacità) è quasi uguale a quella dell’uomo odierno.

1.Il codice genetico della specie umana

Tutto ciò che è creato è una manifestazione di Dio. Nella Bhagavad Gitta si afferma:”Eppure tutto ciò che è creato non riposa in Me. Guarda la mia abbondanza mistica! Seppure sono il mantenitore di tutti gli esseri viventi e seppure sono presente ovunque, non sono parte di questa manifestazione cosmica, perché la Mia Essenza è la fonte della creazione.”

Il Sapere, l’Amore e il Potere, ovvero il Conscio Infinito, l’Esistere Infinito e la Creazione Infinita, sono le manifestazioni basilari di Dio che assieme comprendiamo come l’Infinito “TUTTO”. Esse si esprimono come processi infiniti, ma anche come processi finiti a livello dell’uomo.

Schema n.1- Raffigurazione degli aspetti dell’infinito “TUTTO” come processo infinito e finitoI processi infiniti si svolgono attraverso quelli finiti, mentre quelli finiti tramite gli infiniti. Nel processo infinito “TUTTO” si autoriconosce attraverso “tutto”, e nel processo infinito “tutto” si autoriconosce tramite “TUTTO”. L’autoriconoscersi del Conscio individuale è soltanto uno tra i processi infiniti e si realizza con l’aiuto delle proprie manifestazioni: della mente, dell’Anima, dell’aura, del Corpo Illuminato e del corpo fisico. Queste manifestazioni sono collegate e si condizionano a vicenda.Il processo dell’individualizzazione del Conscio si realizza attraverso la forma dell’uomo come forma ottimale. La base di questo processo si compone del Codice Genetico e dalle Vibrazioni del Conscio.
Schema n.2- Il Codice Genetico e le Vibrazioni (manifestazioni) del Conscio come elementi del processo di individualizzazione del conscio (collocare sullo schema la mente con la mente è praticamente impossibile, ma rispettando la rivelazione meditativa, la mente può essere posta ovunque)Il Codice Genetico è la matrice (modello di base) che definisce la provocazione e la coordinazione delle Vibrazioni del Conscio del singolo. Il Codice genetico è lo stesso che il Codice Genetico del Conscio, il Codice Genetico del Conscio individuale oppure il Conscio. Non posso definire il Codice Genetico con i concetti di Vibrazioni, Energia, materia o con termini simili. Ciò che posso fare è indicare più da vicino, dalla prospettiva della mente, ad alcuni dei suoi determinatori:a) Il codice Genetico oppure il Conscio del singolo è parte del Conscio Infinito, della Creazione Infinita e dell’Esistere Infinito; e viceversa il Conscio Infinito, la Creazione Infinita e l’Esistere Infinito si trovano, ma anche si realizzano, nel Conscio individuale. Questo significa che il Conscio Infinito e il Conscio individuale, la Creazione Infinita e la Creazione individuale, l’Esistere Infinito e l’Esistere individuale sono- uno.b) Il codice Genetico è definito del rapporto tra il Conscio Infinito e il processo d’individualizzazione del Conscio. Questo significa che il codice Genetico non è definito dal rapporto Conscio- corpo fisico (materia), ma il modo del suo esprimersi lo è. Riconoso le correnti nel Conscio Infinito come processi d’individualizzazione del Conscio e questo tramite le Vibrazioni che sono il risultato di tale processo.c) Il codice Genetico di ogni uomo è composto da: Sapere, Amore e Potere, aspetti delle tre manifestazioni Onnipresenti del Creatore. Il codice Genetico di ogni uomo è uguale, ma è diverso il suo manifestarsi. Spiego la differenza del suo manifestarsi con il fatto che:- il processo d’individualizzazione del Conscio si svolge diversamente in ogni uomo, e che- il processo d’individualizzazione del Conscio in ogni singolo si svolge sempre nel soggettivo tempo e spazio. Ogni attimo successivo è diverso dal precedente e il movimento generale indica al cambiamento nello spazio o dello spazio come tale. d) Non posso definire completamente il codice Genetico, soprattutto non posso farlo attraverso le varie forme degli “anelli del DNA”, dei “geni” e termini scientifici simili, perché essi sono in sostanza la manifestazione materiale del codice Genetico.e) Il codice Genetico si esprime per mezzo delle Vibrazioni, delle Energie e della materia, principalmente attraverso le forme dell’Anima, dell’aura, del Corpo Illuminato, del corpo fisico e della mente.f) Dalla prospettiva dell’uomo il codice Genetico è mutabile. La sua mutabilità dipende dal rapporto Conscio- mente, ovvero dal grado di consapevolizzazione della mente, il che contemporaneamente significa che dipende dal grado di strumentalizzazione della mente. La mente è uno strumento dell’autoriconoscersi del Conscio individuale, dell’Esistere individuale e della Creazione individuale che fanno parte del Conscio Infinito, dell’Esistere Infinito e della Creazione Infinita. Attraverso il processo d’individualizzazione il Conscio matura con l’aiuto della mente e con questo si autoconsapevolizza anche il Conscio Infinito. L’autoconsapevolizzazione è “un processo nel processo” che non si può definire con le Vibrazioni: i processi nel Conscio non sono processi vibratori, bensì causano le Vibrazioni. I processi sulla relazione Conscio Infinito – Conscio individuale sono processi all’interno del Conscio Infinito, e significano il processo di sviluppo a livelli sempre più alti e complessi. Tale influsso reciproco sottintende che il codice Genetico è essenzialmente un processo di sviluppo, ovvero un processo sul quale si può influire consapevolmente.2. L’esprimersi del Codice geneticoIl Codice Genetico si esprime attraverso le Vibrazioni, l’Energia e la materia sotto forma di Anima, aura, Corpo Illuminato, corpo fisico e mente ed è per questo che l’uomo è un essere specifico:- perché è onnidimensionale, in lui si compenetrano tutte le dimensioni dell’Esistere Onnicomprensivo: il Conscio, le vibrazioni, le Energie e la materia;- perché è l’unico essere nel quale si svolge il processo d’individualizzazione del Conscio;- perché è l’unico nell’Esistere Onnicomprensivo, primariamente nel cosmo visibile e in quello invisibile, ad avere l’Anima. Questo non significa che non esistono altre forme intelligenti nelle quali si svolge il processo dell’autoriconoscersi. Tuttavia, soltanto nell’uomo questo processo si realizza tramite il processo d’individualizzazione del Conscio nel quale l’Anima è uno degli strumenti. Per di più, unicamente nell’uomo il processo dell’autoriconoscersi si svolge come processo individuale (singolo). Il processo dell’autoriconoscersi negli altri esseri nel cosmo si svolge come processo collettivo oppure, nel migliore dei casi, come processo di processi individuali collegati. Tra i Consci Maturi nel cosmo, l’individualità appartiene soltanto a quelli che si sono realizzati attraverso la forma dell’uomo. Gli “ometti verdi”, “ET” oppure altri “extraterrestri” che si innamorano dei terrestri, che piangono o si arrabbiano sono soltanto proiezioni di una mente fantasiosa ma non consapevolizzata. Con questo non glorifico l’uomo, bensì pongo in rilievo il suo reale e particolare ruolo nell’Esistere.Era indispensabile che l’antenato dell’uomo nel suo sviluppo evolutivo raggiungesse un determinato livello e che si sviluppassero le funzioni del suo corpo (prima di tutto del cervello- sia come organo fisico sia come organo di senso della mente, nel senso delle sue funzioni e della sincronizzazione di queste con tutto il corpo e con gli altri sensi). Il processo d’individualizzazione del Conscio attira a sé le funzioni dei cinque sensi, ma anche le funzioni della mente come “senso di sintesi” e come più elevata manifestazione del Conscio Infinito sul piano materiale. Proprio la costruzione specifica del cervello, come organo di senso della mente, ha reso possibile che l’unificazione delle Vibrazioni ricevute attraverso i singoli sensi si svolga in modo tale da portare alla correlazione delle cause e delle conseguenze. Alle Vibrazioni ricevute tramite i sensi, la reazione è nuovamente la costituzione delle Vibrazioni, delle Vibrazioni delle emozioni. A queste si reagisce con le Vibrazioni dei pensieri. Così si forma la mente, come somma di emozioni e pensieri. L’emozione-pensiero iniziale è quella riguardante la propria esistenza, ma anche l’esistenza altrui. In questo senso la mente rappresenta il rapporto dell’uomo verso se stesso, gli altri, l’ambiente… Formatasi come reazione del Conscio alle Vibrazioni, essa rappresenta la somma di queste reazioni, ma si manifesta anch’essa stessa come Vibrazione, ovvero Vibrazione-Energia condensata.In questo modo, come afferma Sogyal Rinpoche: “La mente si scopre come base universale dell’esperienza – come creatrice di felicità e di sofferenza, creatrice di quel che chiamiamo vita e di quel che chiamiamo morte.” Con l’evoluzione si sono create gradualmente le condizioni opportune affinché nell’antenato dell’uomo si congiungessero più dimensioni, tra cui il Conscio Infinito come una delle dimensioni (la quale per autoriconoscersi ha bisogno della forma) e il processo individuale come sua realizzazione. Così l’antenato dell’uomo diventò uomo. La definizione del Conscio individuale con l’aiuto della forma dell’uomo si esegue attraverso la mente, collegando in un insieme il Conscio, le Vibrazioni, l’Energia e la materia. Così la mente è anche il collegamento tra il Conscio Infinito e il Conscio individuale.La mente si forma come risultato (manifestazione) del processo dell’autoriconoscersi peculiare del Conscio Infinito, attraverso il processo d’individualizzazione del Conscio.III- L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE UMANADopo la crisi nel periodo da 180.000 a 200.000 anni fa, gli uomini primitivi si riprendono e con ciò confermano il loro ruolo nella realizzazione del “Piano Divino”. Considerando che da allora l’iniziazione del processo di individualizzazione del Conscio si realizza nella maggioranza degli individui (praticamente in tutti), da ora in avanti definirò “l’uomo primitivo”- uomo, mentre “gli uomini primitivi”- uomini, oppure specie umana. L’ulteriore evoluzione della specie umana si può seguire attraverso:- il formarsi delle razze,- il popolamento dell’America e dell’Australia- l’evoluzione del processo d’individualizzazione del Conscio.1.Il formarsi delle razzeLa differenziazione della predisposizione per le tre razze di base: la bianca, la gialla e la nera, si è formata quando si è formato l’uomo primitivo, ma l’esprimersi delle razze è iniziato circa 60.000 anni fa. Elenco le ragioni principali:

a) l’autoriconoscersi delle Forme di Consci Superiori- il POTERE, ma anche l’Amore e il Sapere attraverso la razza bianca;- il SAPERE, ma anche l’Amore e il Potere attraverso la razza gialla;- l’AMORE, ma anche il Sapere e il Potere attraverso la razza nera;

b) l’esprimersi degli Infiniti- la CREAZIONE INFINITA, ma anche l’Esistere Infinito e il Conscio Infinito attraverso la razza bianca;- il CONSCIO INFINITO, ma anche l’Esistere Infinito e la Creazione Infinita attraverso la razza gialla;- l’ESISTERE INFINITO, ma anche il Conscio Infinito e la Creazione Infinita attraverso la razza nera;

c) la costituzione delle Strutture Energetiche Superiori- l’ENERGIA DELLO SPIRITO SANTO, ma anche l’Energia Cristica e il Campo Energetico Unitario attraverso la razza bianca;- il CAMPO ENERGETICO UNITARIO, ma anche l’Energia Cristica e l’Energia dello Spirito Santo attraverso la razza gialla;- l’ENERGIA CRISTICA, ma anche il Campo Energetico Unitario e l’Energia dello Spirito Santo attraverso la razza nera;

d) l’esprimersi degli influssi cosmici- il SOLE, ma anche la Luna e la Terra attraverso la razza bianca;- la TERRA, ma anche la Luna e il Sole attraverso la razza gialla;- la LUNA, ma anche la Terra e il Sole attraverso la razza nera.

Il processo d’individualizzazione del Conscio è specifico in ogni uomo e si svolge in un dato tempo e spazio. Poiché il tempo è reciproco alle Vibrazioni-Energie, mentre lo spazio è reciproco alla materia , la specificità dello sviluppo della mente (emozioni e pensieri) in un dato ambiente “fisico” (prima di tutto i fattori climatici) si esprime anche come diversità delle razze. Tali processi sono accompagnati anche da cambiamenti nel cervello come “senso sintetico” il quale è il luogo di raccolta delle Vibrazioni interiori ed esteriori. Come risultato di questi processi si è giunti a determinati cambiamenti nella struttura interiore del cervello, i quali hanno ulteriormente influito sulla differenziazione delle razze:- Lo sviluppo delle c.d. installazioni neuronali seriali (espresso con il QI- la c.d. mente pensante) è la nota distintiva della razza bianca; contemporaneamente si sviluppano tutti e tre i tipi di intelligenza, ma questa si esprime più di tutte. Per queste installazioni, conosciute anche come reti neuronali, si sottintendono i gruppi di neuroni collegati in catena, dove se qualsiasi parte della catena si danneggia, oppure viene esclusa, finisce di funzionare tutta la catena. Le reti si installano in conformità con programmi chiaramente definiti le cui regole sono poste in conformità con la logica formale. Questo produce pensieri che usiamo per risolvere problemi razionali.- Lo sviluppo delle c.d. installazioni neuronali associative (espresso con il QE- la c.d. mente emozionale) è la nota distintiva della razza nera; contemporaneamente si sviluppano tutti e tre i tipi di intelligenza, ma questa si esprime più di tutte. Per installazioni neuronali associative sottintendo le reti neuronali ognuna delle quali contiene gruppi di varie centinaia di migliaia di neuroni collegati tra loro, ma non tanto precisamente quanto nei tratti neuronali, anche se hanno la capacità di autoreinstallarsi in conformità con l’esperienza. L’imparare si svolge attraverso la prova e l’errore e non si possono definire delle regole precise in base alle quali si impara, oppure come si pratica un qualcosa. Per esempio nuotare, andare in bici…, si può imparare soltanto provando – tramite l’esperienza e non leggendo le istruzioni.- Lo sviluppo delle c.d. oscillazioni neuronali sincrone (espresso con lo SQ- la c.d. mente spirituale) è la nota distintiva della razza gialla; contemporaneamente si sviluppano tutti e tre i tipi di intelligenza, ma questa si esprime più di tutte. Con queste si intende uno specifico modo (sempre diverso per ogni situazione e per ogni individuo) di collegare le installazioni neuronali seriali e quelle associative non soltanto a livello del cervello, bensì di tutto il sistema nervoso e questo si manifesta attraverso la prestrutturazione delle esperienze, la conoscenza della totalità di se stessi, ma anche dei concetti di infinito, vuoto ecc. Le razze si sono quindi formate come risultato di una diversa espressione del Conscio Divino, ovvero delle Forme di Consci Superiori come suoi aspetti (attraverso il Conscio Infinito, la Creazione Infinita e l’Esistere Infinito) e le Strutture Energetiche Superiori in un dato spazio e tempo. È importante porre in rilievo che in ogni razza e in ogni suo singolo membro, si tratta dello stesso processo – del processo Divino dell’autoriconoscersi attraverso il Conscio individuale, processo il quale a livello di razza, ovvero del singolo, soltanto si esprime in modo diverso.

2.Il popolamento dell’America e dell’Australia

Il periodo dello scioglimento accelerato del ghiaccio inizia circa 80.000 anni fa come ultimo ciclo dell’era glaciale (di un totale di 6), il quale si conclude circa 13.000 anni fa. Da 50.000 a 60.000 anni fa l’espandersi della specie umana in Europa e Asia ha determinato i seguenti fatti: – attraverso l’Asia est-settentrionale alcune tribù sono passate prima nell’America del Nord poi nell’America Centrale e nell’America del Sud, popolandole. Queste tribù, le quali popolavano le regioni settentrionali del globo terrestre, appartenevano alla razza bianca già formatasi quasi completamente. Si può quindi affermare che gli Inca, i Maya, gli Aztechi, come anche altre tribù più o meno conosciute che vivevano nell’America del Sud, trovano origine nella razza bianca.- due tribù dell’originaria razza nera dell’Africa meridionale sono giunte, attraverso l’India e l’Indonesia, sino all’Australia, popolandola. Questo significa che i c.d. aborigeni dell’odierna Australia sono originari dell’Africa.

Cinquantamila anni fa un processo particolarmente accelerato espresso di scioglimento del ghiaccio ha alzato il livello degli oceani e dei mari facendo sì che l’America e l’Australia non si potessero più raggiungere via terra. Per questo motivo in queste regioni del globo terrestre l’ulteriore evoluzione della specie umana si svolse indipendentemente.3.Lo sviluppo del Conscio individualeDa circa 180.000 anni fa il processo di individualizzazione del Conscio si svolge in tutti gli appartenenti alla specie umana come processo collegato:- dello sviluppo della mente (emozioni e pensieri) e dell’intelligenza, nel senso della capacità del Conscio individuale di utilizzare le informazioni ricevute in forma di Vibrazioni con lo scopo di amministrare le correnti vibratorie-energetiche-materiali;- dell’autoriconoscersi primariamente attraverso reazioni intuitive come conoscenze “oltre” il livello della mente.Il tendere a soddisfare principalmente i bisogni sensoriali, ha portato al punto che l’uomo da una parte adeguava la natura a sé, questo si esprimeva attraverso lo sviluppo dell’allevamento del bestiame e dell’agricoltura, mentre dall’altra parte l’uomo si adeguava alla natura e questo si manifestava come cambiamenti e perfezionamenti nel campo della caccia e del modo di vivere. Lo sviluppo della mente faceva consapevolizzare gradualmente in certi singoli individui varie manifestazioni del processo d’individualizzazione del Conscio come il sogno, la veglia, il rilassamento…, come processi “oltre” il livello della mente. Con lo sviluppo della mente, i processi spontanei che provocavano i c.d. “stati di Coscienza alterata”, vengono gradualmente selezionati e portati a livello di riti. Con i riti si creavano Vibrazioni sia positive sia negative e , con il passare del tempo, sempre più quelle positive. I pensieri positivi e i rituali positivi, come condizione per lo sviluppo dell’umanità, sono lentamente sempre più numerosi, mentre i sempre più frequenti e lunghi soggiorni in determinati luoghi dove si eseguivano i riti e qualsiasi altro rivolgersi alle “forze superiori”, alla natura, al cielo…, provocano una costituzione più intensa e più duratura di Vibrazioni-Energie in tali posti. Gli uomini consapevolizzano che i pensieri positivi, determinati stati di Coscienza alterata e il soggiorno in luoghi dove ci sono Vibrazioni-Energie positive, aiutano a sentirsi meglio, guarire, a risolvere più facilmente i problemi ed aiutano nello sviluppo.

IV- LA MATURAZIONE DEL CONSCIO

1.Il concetto “Conscio Maturo”

Il Conscio individuale maturo è quel Conscio che ha concluso il processo d’individualizzazione (autorealizzarsi, autoconsapevolizzarsi, autoriconoscersi…). Il percorso dell’individualizzazione del Conscio, ossia della maturazione del Conscio, si conclude nell’individualità infinita.

Conscio individuale Maturo = Sapere Infinito = Amore Infinito = Potere InfinitoConscio individuale Maturo = Conscio Infinito = Esistere Infinito = Creazione Infinita

Raffigurazione n.3- Il Conscio individuale Maturo

Questo significa:- che ha consapevolizzato il Conscio Infinito, l’Esistere Infinito, la Creazione Infinita, ovvero, che esso è tutto ciò; – che gli sono accessibili e raggiungibili il Sapere Infinito, l’Amore Infinito e il Potere Infinito, ovvero, che esso è tutto ciò, – la capacità del Conscio individuale di essere onnipresente, ovvero il fatto che esso ha consapevolizzato il principio del movimento assoluto come illusione, rappresenta l’aver consapevolizzato le Forme di Consci Superiori; – la consapevolizzazione della nondimensionalità come espressione del principio del movimento assoluto e della dimensione del movimento individuale come segmento nel tempo e nello spazio;- l’”autoconsapevolezza” al di fuori della materia, delle Energie e delle Vibrazioni
Osservando in senso generale, il Conscio individuale Maturo ha conosciuto Dio – il Creatore come (unica) Realtà, mentre tutto il resto come non-Realtà, ossia come illusione.
1.PROCESSI CHE HA CONSAPEVOLIZZATO LA PERSONA DAL CONSCIO MATURO
I processi che ha consapevolizzato la persona il cui Conscio è maturato sono:
a. trasformazione fisica- la quale sottintende la consapevolizzazione del rapporto Conscio – mente-corpo fisico e il condurre di tale rapporto al livello ottimale. Alla base di questo processo c’è la consapevolizzazione dei sensi, ma anche del cervello, come organo di sintesi del senso della mente, e l’amministrazione dei processi fisici. Possiamo rappresentare ciò nel modo seguente:Conscio- Vibrazioni- Energie- materiab. trasformazione mentale- la quale sottintende la consapevolizzazione della mente, ma anche delle rimanenti strutture vibratorio-energetiche, prima di tutto dell’Anima, dell’aura e del Corpo Illuminato. Questo significa portare i processi vibratorio-energetici dell’uomo sotto il controllo del Conscio, il che si può rappresentare nel modo seguente:Conscio – Vibrazioni- EnergieLa trasformazione mentale è la consapevolizzazione del processo di coordinazione delle Vibrazioni del Conscio (manifestazioni del Conscio) con il Conscio (codice Genetico).c. trasformazione spirituale- la quale rappresenta la consapevolizzazione del processo Divino in se stessi e la scoperta di Dio – Creatore in se stessi, e si conclude con l’Essere Uno con Lui. Posso rappresentare questo come rapporto:Conscio = Conscio, oppureConscio Infinito = Coscio individuale.I processi di trasformazione sono reciprocamente collegati in un insieme, il che non significa che non si svolgono uno senza l’altro. La trasformazione fisica e mentale non significa la realizzazione completa, bensì quella ottimale, della trasformazione, vale a dire il raggiungimento del livello sufficiente affinché si realizzi la trasformazione primaria, quella spirituale.

2.La crescita del numero di Consci Maturi

La prima persona ad aver concluso il processo d’individualizzazione del Conscio, ovvero ad aver consapevolizzato nel corso della vita Dio in se stessa, viveva 23.000 anni a.E.V. alle pendici dell’Himalaya. Dai dati ricevuti per via meditativa sappiamo che questa persona: era di carnagione chiara, ma con occhi accentuatamente a mandorla, si occupava di guarigione con le erbe curative, le preghiere e i riti. Allora sul globo terrestre c’erano circa 180.000 uomini.

Il numero di Consci Maturi aumenta con il tempo

10.000 a. a.E.V. ci sono 5 Consci Maturi9.000 a. a.E.V. ci sono 12 Consci Maturi8.000 a. a.E.V. ci sono 14 Consci Maturi7.000 a. a.E.V. ci sono 18 Consci Maturi6.000 a. a.E.V. ci sono 46 Consci Maturi5.000 a. a.E.V. ci sono 160 Consci Maturi4.000 a. a.E.V. ci sono 410 Consci Maturi3.000 a. a.E.V. ci sono 1.100 Consci Maturi2.000 a. a.E.V. ci sono 2.150 Consci Maturi1.000 a. a.E.V. ci sono 3.950 Consci Maturinel momento della nascita di Cristo- ci sono 6.600 Consci Maturianno 1.000 ci sono 9.650 Consci Maturianno 1.998 ci sono 16.165 Consci Maturianno 2.000 ci sono 16.168 Consci Maturi(sulla Terra ci sono 6,6 miliardi di uomini)anno 2.003 ci sono 16.177 Consci Maturianno 2.004 ci sono 16.199 Consci Maturianno 2.005 ci sono 16.259 Consci Maturianno 2.010 ci sono17.016 Consci Maturianno 2.050 ci saranno 23.166 Consci Maturianno 2.100 ci saranno 43.749 Consci Maturi(sulla Terra ci saranno 9,4 miliardi di uomini).
Come si può vedere da questa tabella, la creazione di Consci Maturi (ovvero la maturazione dei Consci individuali) accelera con il passare del tempo. Grazie alla scienza, all’arte, allo sviluppo delle libertà umane e del riflettere dell’uomo, accelera la maturazione globale del Conscio, perché aumenta il grado totale di sviluppo della specie umana. Questo non significa che soltanto chi agisce nell’ambito della scienza e dell’arte (o di qualche religione) può raggiungere la maturità individuale del Conscio, bensì che nel corso dello sviluppo della civiltà umana si creano le condizioni di base per l’innalzamento del livello globale del Conscio collettivo, con il quale ognuno di noi comunica in una determinata misura. In questo modo le “posizioni di partenza” di ogni uomo odierno sono migliori di quelle degli uomini che hanno vissuto precedentemente, nonostante il paradosso che deriva dai molteplici problemi del mondo moderno:- coloro che pensano di avere “potere” (espresso tramite il monopolio della conoscenza, il possedere informazioni, denaro, fonti di energia, armi…), vivono nell’abbaglio, perché la forza possiede loro e crea dei blocchi a livello di singolo, nazione o gruppo di nazioni, blocchi che rallentano lo sviluppo della popolazione della nazione che rappresentano e con ciò di tutto il mondo;- coloro che pensano di non avere “potere”, desiderano i suoi elementi come oggetti e “processi” che portano felicità, e legando le loro emozioni e i loro pensieri ad essi creano dei blocchi per la maturazione spirituale.La soluzione si intravede già tramite il cambiamento del sistema dei valori alla base del quale c’è la consapevolizzazione dei processi spirituali a livello dell’individuo, ovvero il collegamento dello sviluppo materiale e di quello spirituale in un insieme.
V- L’ULTERIORE SVILUPPO DELL’UMANITÀL’ulteriore sviluppo dell’umanità si svolgerà attraverso:- il processo accelerato dello sviluppo dei Consci individuali- il rallentamento della crescita della popolazione mondiale.1.Periodo dal 2100 al 4000- Verrà consapevolizzato in modo accelerato il processo di collegamento tra lo sviluppo materiale e quello spirituale sia a livello dell’individuo sia a livello globale.- La scienza riuscirà a spiegare i principi del mondo esteriore (materiale): la formazione del cosmo, delle galassie, del sistema solare, della Terra…, ma soltanto come processi materiali.- Le scienze naturali, prima di tutte la fisica e la chimica, raggiungeranno la loro “maturità” collegandosi con l’aiuto della matematica.- Collegando i metodi della medicina e quelli c.d. alternativi, l’umanità riuscirà a scoprire le “medicine” per la maggioranza delle malattie esistenti come anche per le malattie ancora sconosciute.- L’applicazione del principio di autoguarigione diverrà il modo basilare per mantenersi in salute.- La psicologia e le scienze che oggi hanno il prefisso “psico”, come la “psico-fisiologia”, la “psico”- linguistica, la psicotronica…, diverranno le scienze principali.- Con la consapevolizzazione della mente si svilupperanno con successo i processi di difesa e di rigenerazione dell’ambiente. Questo significa che non esiste alcuna possibilità che la Terrà venga distrutta.- I frammenti della storia dell’umanità saranno messi assieme tramite la ricerca dei fondali degli oceani, di parti del polo artico, della Siberia settentrionale e del centro della Terra.- I viaggi dell’uomo nello spazio si svolgeranno nell’ambito del sistema solare.- Le religioni assumeranno un ruolo sempre più importante attraverso il collegarsi reciproco e la tolleranza spirituale.- Gli uomini tenderanno ad occuparsi di attività che li portano in modo facilitato nel c.d. stato di “flow” – Si sviluppa un QI (quoziente d’intelligenza) medio, ma assumono sempre più importanza il QE (quoziente emozionale) e il QS (coefficiente spirituale).- Alla fine di questo periodo il grado medio di consapevolizzazione della mente sarà di circa il 18% (attualmente 1%).- Ancora soltanto un numero minore di uomini riuscirà a consapevolizzare Dio in se stessi.2.Periodo dal 4000 al 8000- Tutto ciò che oggi definiamo come scienze naturali, prime fra tutte la fisica e la chimica, diverranno d’importanza secondaria. – I viaggi nel cosmo rimarranno nell’ambito del sistema solare.- La maggioranza degli uomini consapevolizzerà i processi che si svolgono sulla relazione Vibrazioni-Energia-materia e la possibilità di influire su di essi.- La forma basilare di educazione- formazione scolastica sarà rappresentato da metodi per consapevolizzare la mente, basati primariamente su principi religiosi, ma anche sull’applicazione di tecniche e modi per entrare nello stato di flow allo scopo di provocare processi Vibratorio-Energetici.- La forma basilare di comunicazione sarà lo scambio consapevolizzato di Vibrazioni ed Energie.- Si svilupperanno un QE ed un QS medio, mentre il QI diventerà definitivamente un indicatore di importanza secondaria.- Alla fine di questo periodo la consapevolizzazione media della mente sarà di circa 45%.- Quasi la metà della popolazione riesce a consapevolizzare Dio in sé.3.Periodo dal 8000 al 12000- La spiritualità espressa tramite il QS raggiunge il massimo livello.- Si consapevolizzeranno del tutto i processi Conscio-Vibrazioni-Energie-materia.- Gli uomini creano e diffondono costantemente un’atmosfera di beatitudine e consapevolizzano del tutto la Beatitudine Infinita.- Lo scambio delle Vibrazioni dell’Amore si conclude con il riconoscere dell’espressione Divina in ognuno.- L’uomo consapevolizza che il processo d’individualizzazione del Conscio non si può scindere dalla sua natura- dal Divino in lui.- Gli uomini esprimono l’individualità infinita: l’esistere Essendo Uno con Dio, ma con le proprie caratteristiche individuali.- Con il loro esistere consapevolizzato gli uomini agiscono a livello del Conscio Infinito provocando “processi nel processo” che risultano al livello Vibrazioni-Energia-materia.- Avranno contemporaneamente l’esperienza di Dio e di uomo.- Si conclude il processo della trasformazione fisica, mentale e spirituale.

***

L’umanità come processo riconoscibile inizia nell’Infinito e si conclude con l’autoconsapevolizzazione di sé come processo finito.Gradualmente tutti coloro che nascono concludono il processo di individualizzazione del Conscio- il Conscio Maturo.Il processo “umanità” che è iniziato in Dio, come fonte, termina in Lui e questo con il conoscere Dio come unica Realtà da parte di ogni individuo. Questo si può esprimere nel modo seguente:

Dio è- il Conscio non è.
























Considerando che Dio è l’unica Realtà, il processo “umanità” è soltanto un’illusione che avviene nella mente.

“Per la millesima volta mi sono convinto ed ho scoperto che è vero che l’universo e che tutto nell’universo è completamente niente nel niente.”
A cpmpletamento di questo concetto guarda attentamente questo video


NOI SIAMO COSCIENZA INFINITA
Il ministro della propaganda nazista, dott. Joseph M Goebbels scrisse: “Quindi è estremamente importante che lo stato ricorra a tutti i suoi poteri per reprimere il dissenso, poiché la verità è il nemico mortale della menzogna, quindi per estensione la verità è anche il maggior nemico dello stato”.
Quando ci rendiamo conto della natura della bugia possiamo riprendere

il controllo.
Noi non siamo questo corpo, noi siamo coscienza. Una coscienza collegata ad un oceano di coscienza che chiamiamo l’INFINITO. Possiamo percepire la vita come una goccia d’acqua in un oceano. La realtà percepita diventa realtà sperimentata. Occorre percepire la goccia come l’Oceano, non persa nell’oceano. La goccia è l’oceano, l’oceano è la goccia, siamo tutti uno.
Loro usano il corpo fisico per impedirci di essere coscienza, energia. La coscienza agisce attraverso il corpo. Gli illuminati ci costringono a identificarci con il corpo.
Uno dei modi in cui ci manipolano è quello di farci credere che guardando attraverso gli occhi vediamo tutto ciò che esiste, invece ne vediamo solo una piccolissima parte.
Energia/Materia oscura 95%
Materia non luminosa ordinaria 4,5%
Materia luminosa ordinaria 0,05%
Spettro elettromagnetico 0,0005%
All’interno dello spettro elettromagnetico si colloca la “Luce visibile” (alla vista umana), ma è una misura troppo piccola per poter essere rappresentata in questo grafico.Nello spazio che noi stiamo occupando adesso c’è l’infinito. Noi costruiamo la realtà sulla base delle nostre credenze.
Troppo spesso però accettiamo credenze esterne indotte, le quali a loro volta, creano la nostra realtà. Chi innesta sa di poter creare la realtà.Einstein: “La realtà è un’illusione, sebbene persistente”H. M. Tmlinson: “Vediamo le cose non come sono, ma come noi siamo”L’AMORE INFINITO È L’UNICA VERITÀ: TUTTO IL RESTO È ILLUSIONENoi possiamo cadere nella trappola che ci fa identificare con questa realtà scollegandoci dalla coscienza infinita che la sta manifestando.
Possiamo farci catturare dalla nostra creazione dimenticandoci di essere noi i creatori.
Hanno usato la religione ufficiale per ridicolizzare e condannare la verità dandole il nome di demonio e per strapparla all’arena pubblica dicendo che queste sono cose del demonio.UNITÀ (coscienza infinta che esprime se stessa attraverso l’unità)Gli illuminati vogliono che ci identifichiamo con la DIVISIONE, perché se percepiamo la divisione crediamo che questo sia ciò che siamo. Tutto ci attira nella modalità sensoriale. Che va anche bene, ma occorre sapere che io sono colui che sta facendo un’esperienza, ma sono coscienza infinita.
Vogliono farci credere che siamo un puntino nell’universo, mentre noi siamo l’universo.
Gli scienziati hanno già compreso che la realtà è un’illusione e i più avanzati hanno compreso che il corpo è un computer biologico. Il 95% del DNA è definito spazzatura. Quando il chi (o energia) scorre lentamente la gente si ammala, se scorre normalmente invece la gente sta bene. Così come il computer quando non funziona bene è lento e viceversa.
Invece dell’antivirus noi abbiamo il sistema immunitario.Cartesio diceva: “Penso dunque sono”, ora si potrebbe dire: “Computo dunque sono”.
I mutamenti elettrochimici, anche esterni, possono cambiare la nostra personalità. L’umanità è sotto ipnosi di massa, allo scopo di indicarci in quale realtà credere.

Un bel libro è L’universo olografico di Michael Talbot.

Da wikipedia: Talbot ha proposto l’ipotesi che la realtà sia flessibile e capace di una grande scala di alterazioni, così come l’apparizione e la sparizione di intere file di alberi.
In particolare ha utilizzato la frase spostamenti nella realtà (“shifts in reality”) per descrivere le sue opinioni sugli spostamenti della realtà che considera alterazioni radicali nel mondo, e include nel libro presunti miracoli ed eventi psicocinetici come esempi.
Talbot basa la maggior parte delle sue idee sui lavori del fisico David Bohm e del neurofisiologo Karl Pribram, i quali hanno entrambi proposto teorie olografiche o modelli dell’universo. Talbot ha sostenuto che gli esempi paranormali della realtà “suggeriscono che la realtà, in un senso prettamente reale, è un ologramma, un’idea complessa (construct).

Il DNA è una ricetrasmittente cristallina di informazioni (noi riceviamo-trasmettiamo-deteniamo l’informazione). È un codice universale. Dai batteri agli esseri umani le istruzioni di base della vita sono scritte nello stesso linguaggio (S. Francisco Chronicle).

Ogni forma di vita fisica è composta di un DNA formato da 4 codici: A, C, G, T. la differenza che c’è fra me e un topo sta nel modo in cui sono combinati questi codici.

L’equazione di Fourier. Noi decodifichiamo frequenze sotto forma di una realtà che pensiamo si trovi intorno a noi, mentre in realtà si trova solo qui: la matrix.
Che cos’è la Matrix?questa realtà che noi stiamo sperimentando è una versione olografica di internet.
Ma perché tutti vediamo le stesse cose? Perché attraverso il DNA, il computer, siamo connessi ad un internet olografico noto con il nome di matrice.
Quando vi collegate a internet in Cina, in Sud Africa o in America, potete essere dotati di un computer differente ma vi state connettendo alla stessa realtà virtuale collettiva. Ci impediscono però l’accesso a quelle conoscenze che ci permetterebbero di vedere il mondo diversamente.
Ci stanno bloccando in una realtà collettiva in cui vediamo le stesse scene e sebbene possiamo interpretarle in maniera diversa, resta il fatto che vediamo le stesse cose, sperimentiamo la medesima realtà.
Il DNA, con la sua tipica forma di elica gigante, a forma di doppia elica attorcigliata è un antenna elettromagnetica ideale. Da un lato, essendo allungata forma una lama capace di ricevere molto bene gli impulsi elettrici, dall’altro, se vista dall’alto, la sua forma ad anello la rende un’antenna molto magnetica.
Il DNA è un ricetrasmettitore di informazioni e noi ci colleghiamo a internet, all’internet olografico, alla matrice mediante questa connessione del DNA.

Uno dei motivi per cui gli illuminati sono ossessionati dalla stirpe, è che la stirpe è un codice di DNA, o codice informatico che contiene informazioni, conoscenza, e altre cose che vogliono tramandare le generazioni delle stirpi degli illuminati, perché danno loro una presa migliore sulla natura delle cose, impedendo alla popolazione di accedervi.
Ed è grazie a questo software, che è già di per sé una frequenza, che loro si connettono con quelle entità o esseri interdimensionali, che attraverso di loro manipolano questo mondo.
Questi ultimi operano su frequenze diverse ma stanno manipolando questa attraverso la sintonizzazione delle frequenze.
Allo stesso modo noi trasformiamo l’informazione ed esiste l’internet olografico della matrice e poi anche l’altro internet, l’internet alternativo che è costituito da noi che trasmettiamo, noi a partire del nostro DNA.
Questo è uno dei modi in cui realizziamo la telepatia, per connessione-trasmissione-ricezione e lo stesso pensiero si è manifestato a diverse persone.

La teoria della centesima scimmia dice che quando un determinato numero di persone ha imparato qualcosa di nuovo, improvvisamente molti, tutti o un vasto numero di individui di quella specie riescono istantaneamente a fare qualunque cosa , così la minoranza impara o gli viene insegnato.
Questa sindrome sta cominciando a manifestarsi nella specie umana e la gente sta cominciando a capirla e a sintonizzarsi.

Il microchip mira alla soppressione di questo processo per bloccare la nostra fase di risveglio.
È curioso che il 95% del DNA sia in relazione con il 90% della realtà esistente e che noi non riusciamo a percepire.
Il reale significato di questo DNA spazzatura è che ci fa connettere ad altri livelli di realtà, in altre dimensioni, in altre sfere multidimensionali.
Infatti noi dovremmo essere delle entità multidimensionali, in grado di connetterci e percepire la realtà multidimensionale proprio come quanto la coscienza abbandona il corpo in un’esperienza di pre-morte.

Cos’è la realtà? Qualunque cosa crediamo che sia.
Un illusione può bruciare un’illusione solo se credete che ne sia capace.

William Blake “Se le porte della percezione fossero mondate ogni cosa apparirebbe all’essere umano come’è, infinito”.

Quindi si passa da: Penso dunque sono a Computo dunque sono a SONO dunque SONO

Questa è la libertà della percezione senza limiti dalla quale la cospirazione globale ha il preciso scopo di tagliarci fuori impedendoci così di percepirla e facendoci funzionare all’interno di una banda di frequenza e di un sistema di credenze che permettono a una minoranza di controllare una maggioranza. Quando realizzeremo che non esiste una moltitudine ma solo una Io infinito controllare questo può divenire un incubo.

L’italiano Leonardo Pisano Fibonacci introdusse la serie di Fibonacci: 0,1,2,3,5,8,13 … in cui si sommano i due numeri precedenti per ottenere il numero successivo, esempio:
0+1 = 1
1+1 = 2
1+2 = 3
2+3 = 5
3+5 = 8
5+8 = 13

Questa sequenza la si trova ovunque in natura, nel modo in cui crescono le piante, nel modo in cui si formano le conchiglie, nei tratti del volto umano e nelle loro distanze reciproche.

La matrice che percepiamo come realtà è un costrutto matematico. Scrive Stephen Marquardt, dott. americano: “Tutta la vita è biologia. Tutta la biologia è fisiologia. Tutta la fisiologia è chimica. Tutta la chimica è fisica. Tutta la fisica è matematica”.
E avrebbe potuto aggiungere che “tutta la matematica è energia”.

Esistono tre tipi di persone:
persone come computer biologico che governa il processo di reazione
persone collegate alla coscienza ma identificate con il corpo fisico, dove il computer in pratica sta sempre al volante, sebbene la coscienza sia in grado di intervenire
persone che si stanno svegliando e stanno diventando multidimensionali, nuovamente connesse a quella coscienza che esse sono
Cos’è la realtà? Qualsiasi cosa ci venga detto che sia. Attraverso le religioni, le quali ci vendono un sistema di credenze che ci dice: “Questa è la prigione in cui dovete vivere. E se uscite fuori allora non siete più uno di noi. Se ne uscite, oh! Il demonio verrà a prendervi”.

Se possiamo dare un nome a ciò in cui crediamo significa che siamo in prigione, perché l’infinito non ha un nome, semplicemente é.

Appena cominciate a dire “Io sono questo … Io sono quello …” state già limitandovi, in quanto voi siete tutto.
Sapete perché si deve credere in qualcosa? Perché non si riesce a portare se stessi al punto di credere in tutto.
.

Siamo ipnotizzati dalla culla alla tomba. La più grande ipnotista attuale è la TV.
Guardandola si entra in un’onda trans ipnotica, attraverso quel sistema passano molte cose, anche sub liminalmente oltre che palesemente, per farci vedere il mondo come vogliono loro.

Come abbassare le coscienze?
Ci sono svariati modi: fluoruro, vaccini, microchip, scie chimiche, aspartame, media …

Riguardo al fluoruro nell’acqua, Charles Perkins, chimico (Lee Foundation for Nutrition Research, Milwaukee, Wisconsis, ottobre 1954) scrive: “ … nel 1930, Hitler e la Germania nazista invasero il mondo con la filosofia nazi del pan-germanesimo. I chimici tedeschi lavorarono ad un piano di controllo di massa molto ingegnoso, che venne sottoposto allo stato maggiore tedesco che lo adottò. Il piano si proponeva di controllare la popolazione di qualunque area prescelta attraverso la somministrazione in massa di farmaci veicolati nelle riserve di acque potabili. Con quel metodo potevano controllare la popolazione di vaste aree, ridurre numericamente la popolazione somministrando farmaci che inducevano sterilità nelle donne. In questo schema di controllo di massa il fluoruro occupava una posizione di rilievo …”.
Il Fluoruro è un eccitotossina, che eccita i neuroni al punto da impedirne il funzionamento.

I vaccini hanno lo stesso effetto e influenzano il cervello attraverso il mercurio e altri ingredienti. Il che spiega molte associazioni con l’autismo.

L’aspartame fu immesso nel mercato da Donald Rumsfeld (segretario della difesa americana). La Coca cola e le bibite dietetiche ne contengono, ed esso scombussola il cervello, ricablando il nostro equilibrio elettromagnetico cerebrale e riproducendolo chimicamente.

Le scie chimiche, cariche di bario, alluminio, bromo, torio, e le antenne tetra disturbano i segnali, creano molto disagio.

I microchip servono a dirottare i processi elettrochimici del corpo, per poter interferire nel modo in cui il flusso di informazioni viene comunicato attraverso il corpo stesso. In quanto il cervello è l’unità centrale, una CPU, filtra tutto il traffico di informazioni.

Loro si rifanno alla massima del 33° grado ORDINE DAL CAOS, ossia: problema – reazione – soluzione.

Catherine Bertini, direttore esecutivo dell’World Foof Program, dice: “Il cibo è potere, noi lo usiamo per modificare il comportamento, alcuni potrebbero definire questa come corruzione, noi non chiediamo scusa” (le pance vuote sono molto più facili da controllare.

Stanno cercando di destabilizzare l’equilibrio elettrochimico affinché questo computer non permetta alla coscienza di manifestare il suo vero genio.

Gandhi Mahatma: “Oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri, ne valeva la pena?”.

Loro ci vogliono in uno stato di angoscia in preda alla sopravvivenza. Se emaniamo AMORE riceviamo AMORE, AMORE infinito.

Non pensare IO SONO, sappi di esserlo
Non fare la domanda, conosci la risposta
Non cercare di fare ma FAI
Il conoscere, conosce tutto
Occorre essere nel mondo ma non del mondo
Non liberi da ma liberi in una libertà infinita

7 – SE UN UOMO VIVESSE DIECIMILA ANNI

La cultura dominante ha posto il tema dell’evoluzione biologica della specie umana sul piedestallo di una grande verità scientifica in contrasto totale con la Fede.Eppure l’evoluzione biologica della specie umana non avrebbe mai portato l’uomo sulla Luna. Nè a viaggiare con velocità supersoniche. Tanto meno a scoprire la Scienza.Immaginiamo un nostro antenato dotato di straordinaria longevità. Invece dei nostri cento anni, supponiamo che sia capace di vivere diecimila anni. Questa fantastica proprietà gli permetterebbe di osservare quello che è successo nel mondo da diecimila anni a oggi. Egli potrebbe quindi studiare il mondo peculiare in cui i suoi simili si sono trsformati nel corso dei vari secoli.Troverebbe, questo nostro fantastico antenato, non poche difficoltà per capire cosa succede.E infatti, nel corso deli ultimi diecimila anni – dall’alba della civiltà ai nostri giorni – l’evoluzioine biologica della specie umana ha fatto ben poco. Ansi, assolutamente nulla. L’uomo è esattamente com’era diecimila anni fa.Gli evoluzionisti dicono: ma questo è ovvio. Noi abbiamo sempre detto e ripetuto che i tempi tipici dell’evoluzionismo umano sono milioni, decine di milioni di anni.Gli evoluzionisti parlano come se un milione o dieci milioni di anni fossero il risultato di una previsione teorica legata a un’equazione.Se la teoria evoluzionista avesse basi scientifiche serie, essa dovrebbe essere in grado di predire il valore esatto dei tempi che caratterizzano l’evoluzioine umana.I sostenitori della teoria evoluzionista del genere umano non hanno la minima idea di come impostarne le basi matematiche. La teoria dell’evoluzionismo umano non è nemmeno al livello della peggiore formulazione matematica di una qualsiasi teoria di fenomeni fondanentali. Noi fisici siamo molto rigorosi nel formulare i nostri problemi. Prendiamo ad esempio la Cromodinamica Quantistica: la teoria che descrive le forze tra i quark. Essa ha un apparato matematico ben preciso ed è in grado di prevedere molti effetti. Ciononostante noi non la consideriamo una teoria galileianamente verificata in tutti i suoi aspetti. Molte proprietà della sua formulazione matematica sono ancora poco capite e tante verifiche sperimentali debbono essere realizzate. Un confronto tra questa teoria e la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana non è nemmeno ipotizzabile. Motivo: la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana non ha alcuna base matematica. Eppure molti arrivano all’incredibile presunzione di classificarla come un’esatta teoria scientifica, corroborata da verifiche sperimentali. Domanda: quali sono le equazioni di questa teoria? Risposta: non esistono.

Noi fisici abbiamo la Teoria delle Forze Elettromagnetiche. Essa è galileiana in quanto capace di formulare previsioni rigorose, suscettibili di essere poste al vaglio della prova sperimentale riproducibile. Un esempio di precisione è quello della misura del momento magnetico anomalo del muone che tocca livelli di frazioni di milionesimo.

Con la teoria dell’evoluzione della specie umana siamo lungi da questi traguardi. Il nostro ipotetico antenato dotato di straordinaria longevità sarebbe molto sorpreso nel vedere con quale precisione lavoriamo noi fisici e con quale precisione lavorano gli evoluzionisti del genere umano.

Per chiarire meglio su quali basi poggia la teoria evoluzionista della specie umana è bene passare in rassegna i risultati sperimentali su cui si fondano queste speculazioni teoriche. [...]

Tirando le conclusioni da tutto quanto detto finora una sola cosa è sicura: questa forma di materia vivente detta uomo, da diecimila anni a oggi è rimasta esattamente idntica a se stessa, come se il tempo si fosse fermato.

La risposta che gli studiosi danno a questa difficoltà è che l’evoluzione biologica della specie umana richiede tempi lunghissimi. Questa risposta non è il risultato di una elaborazione teorica fondata su dati sperimentali. Essa è un’ipotesi la cui Logica è la tautologia: i tempi sono lunghissimi perchè sono lunghissimi. Tempi lunghissimi perchè si osserva che la specie umana, in diecimila anni, non ha dato alcun segno di evoluzione biologica. Non perchè i tempi lunghi siano il risultato della legge evolutiva espressa in equazioni matematiche.

Per la nostra esistenza materiale c’è un dettaglio su cui riflettere, Tante cose sono cambiate in appena diecimila anni.

Cosa ha determinato il complesso e straordinario meccanismo che ha permesso all’uomo di viaggiare a velocità supersoniche, andado addirittura a finire sulla Luna?

Il nostro osservatore, citato all’inizio, sarebbe costretto a concludere che deve esistere un meccanismo diverso da quello biologico. Questo meccanismo è L’ EVOLUZIONE CULTURALE.

Il nostro saggio e longevo antenato, leggendo tutto ciò che si è scritto e che si continua a scrivere sull’evoluzione, sarebbe molto sorpreso nel notare che si parla tanto di evoluzione biologica della specie umana e poco, o niente, di evoluzione culturale.

[...] C’è però in aspetto fondamentale su cui va fatta chiarezza. L’evoluzione biologica della specie umana non la si può dedurre dall’evoluzione biologica delle altre forme di materia vivente. Mentre è vero che esistono prove concrete e sicure che corroborano la validità dell’evoluzione biologica in numerosissime forme di materia vivente, è altrettanto vero che l’evoluzione biologica della specie umana va distinta da tutte le altre forme di evoluzione biologica. E questo, per un motivo molto semplice. Tra le innumerevoli forme di materia vivente noi siamo l’unica dotata di un privilegio straordinario: quello di sapere decifrare la Logica di Colui che ha fatto il mondo. Questo privilegio distingue noi da qualsiasi altra forma di materia vivente. Ecco perchè non si può dare per scontato che debba valere per noi lo stesso principio evolutivo biologico che vale per le altre forme di materia vivente.

Infatti, la nostra specie ha saputo realizzare un principio evolutivo straordinariamente più efficace: QUELLO CULTURALE.

Se noi possiamo vedere a distanze che vanno ben oltre i confini dell’orizzonte e se possiamo viaggiare a velocità supersoniche, queste proprietà eccezionali le dobbiamo all’evoluzione culturale, non a quella biologica.

L’evoluzione culturale dove ha le sue più formidabili radici? Nella Scienza. E come nasce la Scienza? Da un atto di Fede. Ecco le vere radici dell’evoluzione culturale. Radici che distinguono noi da TUTTE LE ALTRE FORME DI MATERIA VIVENTE.

Due parole ancora al fine di spiegare perchè è assurdo estendere a noi le leggi dell’evoluzione biologica in altre forme di materia vivente. Esistono infatti proprietà identiche che si manifestano in aggregati diversi di materia. Purtuttavia rimane l’enorme diversità che distingue gli aggregati. Una scimmia è fatta di protoni, neutroni, ed elettroni, che sono identici ai protoni, neutroni ed elettroni delle nostre cellule e del nostro corpo. Anche un’aquila, un gattino, gli oceani, le montagne sono fatti di protoni, neutroni ed elettroni. Dobbiamo concludere che vale per queste forme di materia inerte (montagne, oceani, ecc.) e vivente (aquile gattini, ecc.) l’evoluzione culturale che ci ha portato alla soglia del Supermondo?

Quanti milioni di anni dovremmo aspettare affinchè l’evoluzione biologica porti un’aquila a volare con velocità supersoniche? O i nostri posteri a studiare con aquile e gatti – o altre forme di materia vivente – la Logica che regge tutti i fenomeni, dal cuore di un protone ai confini del cosmo?

E’ di lampante certezza il fatto che non si può estendere alla nostra forma di materia vivente l’ evoluzionismo biologico di tutte le altre forme di materia vivente. L’evoluzione biologica per quanto riguarda la forma di materia vivente che è la nostra, va studiata con ricerche specifiche. Pretendere di avere capito un fenomeno che non riesce ancora a essere formulabile in termini di rigore logico-matematico tale da essere inserito al livello pur minimo (terzo) di credibilità scientifica ed estenderlo alla specie umana – come fanno i fanatici dell’evoluzionismo – è contro tutto ciò che la Scienza galileiana ci ha permesso di scoprire e capire. Sappiamo con certezza che l’evoluzione biologica della specie umana è ferma da almeno diecimila anni (dall’alba della civiltà). Una precisazione: “alba della civiltà” vuol dire il momento dal quale siamo in grado di studiare con certezza le proprietà di questa forma di materia detta uomo. Durante diecimila anni questa forma di materia vivente è rimasta esattamente identica a se stessa. Evoluzione biologica: zero.

Invece in appena quattrocento anni l’evoluzione culturale ha permesso alla stessa e immobile forma di materia vivente di evolvere in modo tale da distinguersi nettamente da tutte le altre forme di materia vivente. Questa straordinaria svolta evolutiva NON NASCE DAL CASO MA DA UN ATTO DI FEDE. Ecco le vere radici dell’evoluzione culturale che esiste solo per la nostra specie vivente e che batte l’evoluzione biologica senza che tra le due cose possa essere stabilita una correlazione. E infatti l’evoluzione culturale non è legata alla evoluzione biologica. Come abbiamo detto più volte, quest’ultima è stata ferma durante diecimila anni, mentre l’evoluzione culturale è esplosa negli ultimi quattrocento anni, grazie a un atto di Fede nel Creatore.

Ricavato da “Perchè io credo in Colui che ha fatto il mondo” del Prof. Antonino Zichichi.

Di seguito con le due immagini “GALILEO E LA SUA SCIENZA” e “IL PAPA CHIEDE SCUSA A GALILEO” voglio ricordare a chi mi legge la vicenda del caso Galileo di quatrocento anni fa sulla condotta della Chiesa nei riguardi della scienza. Quello che fu odioso, nell’intera vicenda, è il processo, l’ idea stessa del processo, quei dieci cardinali che nulla sanno delle cose della scienza e che si arrogano il diritto di decretare la verità e, ancor di più, di condannare senza aver ascoltato una parola di spiegazione, una difesa qualsiasi. E più grave ancora fu il ritardo con il quale la Chiesa riconobbe il proprio errore sulla questione dell’eliocentrismo e nei confronti di Galileo

Ma prima vorrei porgere all’attenzione di chi mi legge, l’azione di un uomo che, più di tutti, ha intuito alla perfezione, illustrandola fino alle estreme conseguenze, la logica esistenziale invano capita, fino allora, da tutte le religioni esistenti al mondo, grazie al dono della coscienza di Colui che ha fatto il mondo: Gesù di Nzaret.

Grazie a lui, Galileo Galilei, scoprì il linguaggio matematico con cui, Colui che ha fatto il mondo, ha scritto il libro della natura, e, come Gesù di Nazaret, fu osteggiato e condannato.

Quanto detto ci permette di introdurci, con l’immagine seguente, al ben noto racconto del evangelista Luca (al quale, come sempre, gli apocrifi aggiungono ampi particolari).

Già all’età di 12 anni, Gesù di Nazaret è seduto in mezzo ai dottori nel Tempio mentre li ascolta e interroga e tutti sono in ammirazione per la sua sapienza e per le risposte che dà ai saggi: quel portento di fanciullo sa spiegare i libri, la Torah, i precetti, gli statuti e i misteri contenuti nei libri profetici.

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GESU DI NAZARET A 12 ANNI NEL TEMPIO FRA I DOTTORI

Ma dopo essersi già mostrato un grande esperto all’età di dodici anni tanto da poter reggere, se non addirittura vincere, una disputa con i saggi dottori del Tempio di Gerusalemme, che ne è stato di Gesù di Nazaret in tutta la sua adolescenza e giovinezza ?
I testi canonici e, seppur con alcune varianti, gli stessi apocrifi sono concordi sul silenzio riguardo alla vita di Gesù di Nazaret tra gli anni che vanno dai dodici ai trenta; si tratta di quel periodo di tempo che viene comunemente definito della “vita nascosta”.
Questi pochi dati potrebbero pur bastare a delineare la figura di una saggezza straordinaria che si è incarnata in lui fin dalla più tenera età. 

Basterebbe anche solo tenere presente che nel Vangelo arabo dell’infanzia ci viene descritto un Gesù di Nazaret grande esperto di filosofia, di astronomia e addirittura di medicina.
A ridosso immediato della disputa nel Tempio, dopo aver raccontato di un ragazzo che, riluttante ai maestri, si è reso maestro esso stesso, presenta senza indicazione di cronologica alcuna una mente che sa già padroneggiare con sicurezza nozioni e concetti come il numero delle sfere e dei corpi celesti, il loro moto orbitale e i loro aspetti, nonché la loro posizione in relazione al calendario cosmologico, e come se non bastasse, questo prodigio di intelligenza umilia anche un grande esperto di scienze naturali: parla in modo eccellente e saputo di fisica, di metafisica, del corpo umano nei suoi aspetti fisiologici e anatomici; e, infine, mostra di conoscere quale sia l’influsso dell’anima sul corpo, le cause che determinano i diversi comportamenti umani, e quale sia il principio che determina l’uno e il molteplice.
Alla luce si queste scarse notizie- e cercando di non cadere in un superficiale corto circuito tra leggenda e verità storica – non sembra dunque scorretto chiedersi chi fu l’uomo che, compiuti i trenta anni, come raffigurato con l’immagine seguente, iniziò a predicare per le strade di Israele una sapienza di vita: o in lui infusa nel cuore del Supermondo incluso nel nucleone; o appresa e acquisita proprio in quei venti anni di vita nascosta.
Al di là delle generiche attribuzioni di conoscenze da parte degli apocrifi al Gesù di Nazaret maestro, è possibile supporre con una certa dose di certezza che egli sapesse leggere e scrivere, avendolo imparato alla scuola di Nazaret, un ambiente culturalmente non troppo elevato come quello delle più autorevoli scuole degli scribi di Gerusalemme ma che, proprio per questo suo “provincialismo”, può essere letto come un dato di forte autonomia e originalità nell’interpretazione dottrinaria di Gesù di Nazaret rispetto agli insegnamenti tradizionali.

GESU DI NAZARET PREDICA ALLA GENTE LA SUA SAPIENZA DI VITA

Il passaggio dalla narrazione dell’infanzia e della vita nascosta a quello della vita pubblica vede un mutamento netto di rotta sia nell’ambito dei vangeli “canonici” sia quello dei vangeli apocrifi: i vangeli canonici, divengono di colpo loquaci; gli apocrifi, estremamente descrittivi, divengono di colpo “dogmatici”.
In realtà nei vangeli canonici l’interesse è quello di preparare all’evento principale di tutta l’esistenza di Gesù di Nazaret, ossia alla settimana della passione, morte e risurrezione. 

Nei vangeli apocrifi, cito fra tutti il Vangelo di Tommaso, nel quale, mentre da un lato non da molto interesse sulle vicende miracolose, viene sottolineata soprattutto una serie lunghissima di insegnamenti e detti.
Il sacramento dell’ Eucarestia viene istituito da Gesù di Nazaret durante l’ultima cena celebrativa della Pasqua con i suoi discepoli e prima della sua condanna e morte per crocifissione, (vedi immagine di seguito). Da allora e fino a quattrocento anni fa, nessuno poteva credere, all’infuori di Lui stesso, che il pane che spezzò e che diede ai suoi discepoli dicendo di mangiarlo era il suo corpo e che il calice del vino che disse a loro di bere era il suo sangue.
Infatti, le pietre, gli spaghi, i legni, il battito del cuore non sono mancati mai ad alcun uomo. 

Una cosa era invece sempre mancata a tutti nel corso dei tempi e in tutte le civiltà: credere che Colui che ha fatto il mondo avesse potuto lasciare negli oggetti volgari e nel uomo – l’impronta della sua straordinaria potenza intellettuale.
Fu, quindi, Gesù di Nazaret a rivelarlo clamorosamente in quella occasione e di conseguenza aprì la strada alla Fede di Galileo Galilei dando dignità culturale agli oggetti volgari. Grazie ad essa si è arrivati a scoprire la Memoria Collettiva (linguaggio scritto), la Logica rigorosa (Matematica) e la Scienza che, tra tutte le logiche possibili, è quella scelta per fare il mondo così come oggi lo si può vedere e studiare.

GESU DI NAZARET ISTITUISCE IL SACRAMENTO DELL’ EUCARESTIA

I due poteri che governano il mondo a ogni latitudine e quindi anche nella Palestina di Gesù di Nazaret erano il Potere religioso e il potere politico.
Entrambi questi regimi dovevano essere protetti da infiltrazioni che potevano metterli in discussione. Il dissenso doveva quindi essere colpito con durezza e Gesù di Nazarett aveva con le sue predicazioni turbato l’equilibrio spirituale sostenendo di essere Lui il Messia che gli Ebrei attendevano e che avrebbero, appunto, visto “ il figlio dell’uomo assiso alla destra della potenza di Dio e giungere sulle nubi del cielo”.
Sappiano ora il significato di quelle parole pronunciate da Gesù di Nazaret grazie a Galileo Galilei, che, convinto che non siamo figli del caos, studiò le pietre per cercare di scoprire le prime leggi fondamentali della Natura che lui considera “impronte del Creatore”.
Questo ci ha portato, in appena quattro secoli, a concepire l’esistenza del “supermondo”: la più alta vetta delle conoscenze scientifiche galileiane, quindi, del sapere rigoroso, dell’Immanente.
La pagina seguente è la sintesi dell’enorme salto concettuale che, partendo dal battito del nostro cuore, come misura del tempo, ci ha portato ai circuiti elettronici in grado di misurare millesimi di miliardesimi di secondo. 

Sono invenzioni tecnologiche di questo tipo che ci hanno permesso di capire le leggi di simmetria – operanti nello spazio, nel tempo, nelle Cariche e Anticariche, nella Materia e nell’Antimateria, nello spin (moto a trottola) – da cui nascono anche le Leggi Fondamentali. E questo a seguito degli studi e degli esperimenti condotti dal Prof. Antonino Zichichi con i suoi collaboratori.
Ma come Galileo dovette subire la condanna da parte della Chiesa allo stesso modo Gesù di Nazaret fu processato e condannato a morte tramite crocifissione con sentenza del Sinedrio riunito nel palazzo del Sommo sacerdote Caifa
.

LA MORTE PER CROCIFISSIONE DI GESU DI NAZARET

A questo punto, chi mi legge per la prima volta, si aspetterà di conoscere subito la soluzione del mistero della resurrezione di Gesù di Nazaret dato che questo straordinario evento è un unicum nella storia del mondo; unicum anche perché questo uomo “ritornato in vita” tace completamente su ciò che, secondo la nostra attesa, avrebbe senso dire.
C’è un senso che non abbiamo ancora capito, in questo silenzio?
Chi ha avuto la pazienza di seguirmi, fin dall’inizio, lungo tutto il percorso di questo mio progetto, conosce, (vedi il concetto 45), il perché contrariamente a quanto ci si poteva attendere di immenso e sconvolgente con la resurrezione di Gesù di Nazaret, possediamo, invece, pochissimo e, quel poco, è soprattutto di tipo letterario, del tipo dell’apocalisse o ricco di complesse meditazioni gnostiche sul senso dell’universo.
I Vangeli canonici sono estremamente sobri sui giorni seguenti la resurrezione.

Anzi, alcuni non ne parlano affatto: il Vangelo di Marco, per esempio, non ne fa alcun cenno; quello di Matteo non parla affatto di 40 giorni (che in effetti sembrano più un numero simbolico che reale), ma di un appuntamento in Galilea, con la missione ai discepoli.
Ciò significa che i due Vangeli più antichi non riportano alcun cenno su apparizioni e colloqui di Gesù di Nazaret coi suoi.
Il senso di questo silenzio, il lettore lo comprenderà nel corso dello sviluppo di questo mio progetto dimostrativo.


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8 – GALILEO E LA SUA SCIENZA

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Se Galileo aveva filosoficamente ragione nel reclamare per la scienza un’autonomia di pensiero di fronte alla Chiesa, se faceva bene a suonare la campana della rivolta contro la pretesa tridentina di far pronunciare la verità scientifica da una Chiesa totalmente incompetente in materia, se il suo coraggio di uomo di scienza rompe con la prudenza un po’ codarta che era stata di Copernico, e che sarà ancora di Cartesio, sul piano formale il suo modo di argomentare non era esente da colpe. La teoria delle maree, la negazione delle comete, l’esposizione approssimativa, se non inesatta, del sistema Copernicano mostrano che se Galileo aveva compreso intuitivamente che il Sole era il cuore dei moti planetari, non aveva però condotto alcuna dimostrazione rigorosa né convincente al riguardo. Ora, ciò che distingue la scienza dalla religione è, precisamente, che nella scienza non basta credere, bisogna dimostrare – e Galileo questo non l’ha fatto fino in fondo.“Simmetricamente”, i gesuiti non erano privi di argomenti, Avevano osservato le comete, avevano studiato le effemeridi e, ai loro occhi, osservatori minuziosi e rigorosi, il sistema di Tycho Brahe era “migliore” di quello di Copernico, dal duplice punto di vista dell’osservazione del cielo e dell’esattezza delle effemeridi. Così, i Gesuiti del Collegio romano erano scientificamente più attendibili di quanto spesso si è detto. L’INTUIZIONE DELLA VERITA’ ERA DALLA PARTE DI GALILEO, ma il rigore era più vicino ai gesuitiDetto in altri termini: Galileo aveva “scientificamente” torto, mentre aveva ragione nel dibattito “filosofico”, tanto sui moti della terra quanto sulla condotta della Chiesa nei riguardi della scienza.Tratto da “Dio e l’impresa scientifica” – il millenario conflitto tra religione e scienza di Claude AllègreAldo26/06/08CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDER
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Schizzi della Luna tracciati da Galileo

L’immagine di cui sopra raffigura gli schizzi originali di Galileo dei mutamenti di posizione delle lune di Giove.
Il cerchietto rappresenta Giove, i punti scuri da una parte o dall’altra del cerchietto le lune di Giove che cambiano posizione.
Ogni riga corrisponde a una osservazione effettuata in una particolare data e ora, con una o due osserrvazioni per notte.

BIG BANG

Le osservazioni telescopiche delle fasi di Venere dimostrarono che Copernico aveva ragione e Tolomeo torto.
Secondo il modello eliocentrico dell’universo (a), sia la Terra sia Venere orbitano intorno al Sole.
Anche se Venere è sempre illuminato dal Sole per metà, dalla Terra esso sembrerà passare attraverso una serie di fasi, analoghe alle fasi lunari.
Oltre a passare dalla forma a falce al mezzo cerchio al cerchio completo, cambia dimensione, perché quando è pieno è più lontano dalla Terra.
D’altra parte, secondo il modello geocentrico dell’universo (b), sia il Sole sia Venere orbitano intorno alla Terra; inoltre, Venere è sempre illuminato dal Sole per metà; e anche in questo caso, dalla Terra sarebbero visibili una serie di fasi.
Queste dipenderebbero dalla posizione di Venere, sia sul deferente sia sull’epiciclo.
In questo particolare diagramma, l’orbita di Venere è tale che il pianeta si trova sempre fra la Terra e il Sole; ne conseguono le fasi mostrate in alto nella figura.
Le fasi riprodotte sopra i due diagrammi dimostrano che i due modelli alternativi portano previsioni nettamente diverse per quanto riguarda le fasi di Venere.
Per questo la individuazione della vera serie di fasi permise a Galileo di stabilire quale fosse il modello corretto.

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Le due tabelle seguenti elencano vari criteri in base ai quali i modelli geocentrico ed eliocentrico potevano essere messi alla prova, alla luce di quanto si conosceva nel 1 millennio a.C.
I segni OK e le X danno una idea della misura in cui ciascun modello soddisfa i sette criteri, mentre il punto interrogativo indica mancanza di dati, o una mescolanza di conferma e smentita.
Per le conoscenze del primo millennio, il modello eliocentrico era meno verosimile in base a tutti i criteri tranne la semplicità, anche se oggi sappiamo che era molto più vicino alla realtà.
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Modello geocentrico nel 1 millennio a.C.

Modello eliocendrico nel 1 millennio a.C.

Nel 1610 Galileo diventò il primo uomo che avesse osservato la sequenza delle fasi di Venere.
Le sue osservazioni corrispondevano perfettamente alle previsioni basate sul modello eliocentrico che si consolidava a ogni scoperta.
La seconda Tabella paragona i modelli geocentrico ed eliocentrico sulla base delle osservazioni pre-copernicane, mostrando perché nel Medioevo il modello geocentrico apparisse più verosimile.
La prima Tabella mostra in che modo le osservazioni di Galileo fecero si che il modello eliocentrico apparisse più verosimile.
L’ unico importante punto debole del modello eliocentrico che sopravisse a Galileo fu eliminato più tardi, quando gli scienziati raggiunsero una più completa comprensione della gravità e poterono capire perché noi non ci accorgiamo del nostro moto di rotazione intorno al Sole.
Le tabelle seguenti elencano 10 criteri in base ai quali i modelli geocentrico ed eliocentrico potevano essere messi alla prova, alla luce di quanto si sapeva nel 1610, dopo le osservazioni di Galileo.
I segni di OK e le X danno una idea della misura in cui ciascun modello soddisfa il criterio, mentre il punto interrogativo indica mancanza di dati.
In confronto alle analoghe valutazioni della seconda tabella, relative ai dati di osservazione disponibili prima di Copernico, il modello eliocentrico si rivela ora molto più convincente.
Ciò dipende in parte dalle nuove osservazioni (punti 8, 9. e 10) rese possibili dal telescopio. 
Ricavato da “BIG bANG” di Simon Singh
Aldo
01/06/09

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MODULO GEOCENTRICO 1610

MODULO ELIOCENTRICO 1610

9 – IL PAPA CHIEDE SCUSA A GALILEO

Nel 1757 Papa Benedetto XIV autorizza l’interpretazione simbolica della Bibbia relativa al Sol
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10 – UNICA LOGICA SCELTA FRA TANTE

Quanto trattato finora si riferisce alla nostra esistenza nell’immanente. Su questo diagramma di flusso, n.10 dei concetti ricorrenti, dal titolo “UNICA LOGICA SCELTA FRA TANTE” parte da NOI una freccia che indica l’Esistenza n. 2 e l’Esistenza n. 3. Se non fosse per questo dettaglio, NOI, tutto ciò che si riferisce all’Immanente si fermerebbe all’Esistenza n. 1, cioè all’Universo senza vita e senza coscienza. Infatti le Leggi Fondamentali con le Tre Colonne e le Tre Forze non includono il fenomeno vita e di coscienza. Esistono pertanto tre forme di esistenza come illustrato nel diagramma di flusso susseguente.Però, a questo punto è importante soffermarci al caso che ha fatto scalpore fra l’ Opinione pubblica: il caso di ELUANA ENGLARO.Nessun Scienziato sa dire perché, tra tutte logiche possibili, Chi ha fatto il mondo abbia scelto quella che porta alle Leggi Fondamentali scoperte dagli Scienziati fra cui il libero arbitrio (vedi concetto 16) e l’istinto di conservazione esistente sia nell’esistenza 3, sia nell’esistenza 2.Lo stato vegetativo in cui Eluana Englaro versava da 18 anni, indipendente mente dalle sue volontà espresse al padre prima dell’incidente che l’ha ridotta in questo stato, non si è tenuto conto dell’istinto di conservazione quando la Pretura di Milano sentenziò che le fosse tolto il sondino nutritivo che la manteneva in vita. Quindi cercare di forzare con una Sentensa l’Istinto di conservazione insito in ogni essere umano equivale a legalizzare l’ EutanasiaSe la Logica di Chi ha fatto il mondo fosse stata un’altra, NOI non potremmo essere qui a discuterne.CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDER

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UNA GIUSTA EPISTEMOLOGIA

PER UNA GIUSTA FEDE,UNA GIUSTA ETICA

UN GIUSTO DIRITO E UNA GIUSTA RELIGIONE

Relazione al Convegno del Centro di Filosofia Italiana su “Giustizia tra Filosofia e Diritto”

SITUAZIONE ATTUALE

Da Pitagora a Galileo e a Newton per Filosofia si è sempre inteso l’amore e la ricerca della Sapienza,cioè di una conoscenza del mondo,chiamato anche natura o realtà7in cui l’uomo possa vivere felicemente.In sostanza la Filosofia consisteva nella ricerca della scienza e della saggezza.Scienza7Etica,Diritto e Religione,tutto apparteneva alla Filosofia.E’ dopo Galileo che sì verifica la “dicotomia” di cui parla il Professore Barone. Prima di Galileo la diversità del risultato della ricerca veniva attribuita o a errore logico,specialmente dopo Arìstotele7o a qualche deviazione di natura etica o morale,secondo il capo primo dell’epistola ai Romani di S. Paolo e il capo quarto del Vangelo di S. Giovanni..Sicché dal secolo XVII sono presenti nella cultura tre settori distinti che pretendono dì essere autonomi perché ritengono di avere un proprio criterio di legittimazione per il proprio sapere:la “cultura teologica”che ripone la propria validità nel canale della “Parola di Dio” trasmessa o attraverso i suoi incaricati o attraverso una “illuminazione divina” personale;la “cultura filosofica”.che la ripone nei “lumi della Ragione”;la”cultura scientifica”,che la ripone nel “controllo della sperimentazione”.La differenza dei criteri epistemologici produce la “dicotomia” tra “cultura religiosa” e “cultura laica” ‘con l’increscioso antagonismo tra credenti e miscredenti. e la dicotomia tra ‘”cultura filosofica”e “cultura scientifica” produce la diatriba tra filosofi e scienziati.

Qualcuno addossa la “colpa” di tale situazione ai teologi,perché,aggiogando la filosofia come serva alla teologia,hanno preteso di dettare legge ai filosofi. Nietsche dà la colpa anche ai filosofi, quando nell’Anticristo li chiama “prodigiosi animali” che pretendono di ricavare dai “buoni sentimenti” o “dalle ragioni del cuore”le prove argomentative,alludendo al Romanticismo di Pascal e alla Critica della Ragione Pratica di Kant. A me sembra che la colpa non sia di nessuno e sono d’accordo con Cartesio quando nel suo Metodo indica la causa nella difficoltà della nostra mente di stabilire un giusto rap con la realtà:questa difficoltà è nata insieme alla cultura umana ed è il vero “peccato originale”,che perciò non è una “colpa” ma un errore.

Tale difficoltà sta alla radice dei diversi approdi dei vari filosofi ed ha causato all’umanità immani tragedie.Gli antichi dicevano “operari sequitur esse”;noi oggi dobbiamo dire piuttosto”operarì sequitur nosse”.Se la storia umana appare un’ immane tragedia e la storia della Filosofia appare “un. grosso scandalo “,come ha detto Whitehaed, dipende proprio da. questo fallimento. Il XX secolo è un esempio macroscopico dell’influenza nefasta delle ideologie prodotte dai filosofi.Anche le Conferenze Mondiali dell’ONU su argomenti fondamentali di Etica e di Diritto mostrano di andare alla deriva.Si continua a etichettare dì follia criminale le persone di Hitler,di Stalin,di Mussolini.di Komeini,di Saddam,di Karadzik e,più in lontananza, dei Papi dell’Inquisizione e delle Crociate,di Diocleziano,di Decio e di Nerone ma si sbaglia bersaglio:non erano folli i personaggi ma le ideologie che li ispiravano. E’ noto che Alessandro Magno,modello di Giulio Cesare,concepì,sotto l’influenza del suo maestro Aristotele,l’impresa di riunire il mondo “barbaro”con la cultura greca e che il Cristianesimo e l’Islamismo da qualche millennio sono protesi a conquistare il mondo sotto l’ispirazione della “Parola di Dio”.Genocidi incalcolabiPer porre rimedio a tale tragica situazione occorre fare chiarezza nelle premesse dell’attività filosofica. Finché non si decifreranno strumenti univoci che ci permettano una stessa valutazione sui prodotti della cultura e finché resterà la lottizzazione nella cultura secondo le aree accennate,staremo sempre a discutere sull’ipoteticità della Scienza,dell’Etica e del Diritto.Siate indulgenti pertanto con la mia presunzione di presentarvi in estrema sintesi il risultato della mia ricerca.Io penso che si deve pervenire a un Contratto Sociale fondato non su valutazioni etiche o pragmatiche come hanno suggerito Hobbes e Rousseau ma su valutazioni conoscitive,perché la nostra mente resta incatenata o convinta da un certo tipo di conoscenza che chiamiamo scienza,che non è altro che la rappresentazione mentale che corrisponde alla realtà.Tale tipo di conoscenza non proviene né dall’ “illuminazione divina” né dal “consenso degli specialisti” ma solo dalle “prove controllabili”,cioè che possono essere controllate da chiunque si mette in grado di rifare lo stesso procedimento.Questa è l’unica conoscenza che possiamo chiamare scienza.Circolano invece concezioni alterate della scienza come “la comunità scientifica”,ovvero “la generica attività di ricerca scientifica” nella quale ripone tanta fiducia lo scientismo e su cui appunta gli strali l’antiscientismo,oppure una generica “conoscenza razionale o logica” conseguita col vecchio metodo “induttivo-deduttivo” padre del Razionalismo e dell’ Idealismo,di cui è impastata tutta la cultura, oppure “la conoscenza delle cose attraverso le toro cause” secondo l’Aristotelismo,oppure la “ricerca delle leggi della natura attraverso teorie generali che diano spiegazione di un gran numero di fenomeni” secondo i fisici odierni.Sono d’accordo che queste concezioni della scienza sono davvero “ipotetiche”. Occorrerebbe che qualcuno facesse un inventario con la distinzione delle “verità scientifiche controllate” e le “teorie scientifiche da controllare” e perciò ipotetiche.

PROPOSTA DI AGGIUSTAMENTO

Per dare un giusto profilo e un minimo di unità alla cultura occorre fondare come scienza l’Epistemologia intesa come scienza dei mezzi con cui la nostra mente può pervenire a una conoscenza corrispondente alla realtà. Sottopongo pertanto alla vostra attenzione i seguenti dieci punti che chiamo Decalogo Epistemologico.

1-Nella cultura l’unica distinzione importante che possiamo fare è quella di “cultura vera” e “cultura illusoria”, “cultura buona” e “cultura cattiva”. Tali distinzioni possono essere fatte solo in base a due criteri universali,uno conoscitivo e uno etico,che consentano una valutazione univoca nei due campi della Filosofia che sono la valutazione della conoscenza come corrispondenza alla realtà,cioè la scienza,e la valutazione del rapporto positivo o negativo della realtà,rappresentata dalla scienza,con la nostra vita,cioè la saggezza.Per realtà intendo quanto è distinto dalla rappresentazione mentale.

2-Per ogni uomo la prima conoscenza scientifica è la constatazione dell’esistenza della propria mente e la seconda è la constatazione dell’esistenza di un’altra realtà distinta dalla mente.La conoscen scambio tra la mente e la realtà esterna. Anche nell’attività creativa e operativa artistica o tecnica il modello mentale diventa vero solo quando viene “realizzato” cioè proiettato fuori dalla mente.

3–Lo scambio si concretizza in una rappresentazione nella mente dell’altra realtà in modo sintetico o in modo analitico:è una immagine che può essere anche modificata.La presenza di questa immagine indica che la nostra mente è di natura sensibile.

4–La nostra mente è costituita da un’ “unità con due frontiere”,una esterna o Periferia Informatrice e l’altra interna o Centro Coordinatore:questa unità non può funzionare correttamente se non intervengono insieme le due frontiere nella produzione di una immagine Quando un prodotto mentale è frutto di una sola frontiera è illusorio,cioè non ha una corrispondenza nella realtà esterna,mentre quando è prodotto delle due frontiere abbiamo la scienza,cioè una rappresentazione corrispondente alla realtà. L’Intelligenza è il funzionamento corretto dell’unità mentale:essa esclude il doppio binario dei Sensi e della Ragione su cui è sempre stata impostata l’attività filosofica. Attenzione:su questa premessa reale si fonda l’epistemologia come scienza:tutte le altre epistemologie sono fondate o sui Sensi (periferia della mente) o sulla Ragione (centro della mente),perciò sono epistemologie illusorie che ci danno il Sensismo,il Positivismo,il Razionalismo,l’Idealismo e il Fideismo.

5-Nell’attività dell’Intelligenza bisogna distinguere due tempi

Nel primo tempo la mente stabilisce un contatto diretto con la realtà per mezzo di canali plurimi vicendevolmente controllantesi,i sensi:con essi riceve impresse le rappresentazioni della superficie della realtà. E’ la “fase dell’intuizione Sensibile” o dell’ “Intelligenza Pura” o dell’Intelligenza Diretta:con essa compiamo il confronto tra le varie situazioni e porzioni della realtà e anche la deduzione di rapporti di identità, differenza, uguaglianza, analogia,proporzione, simmetria, armonia. Questa fase ci dà la “scienza prima o empirica”che è la conoscenza che corrisponde alla realtà come ci appare. Anche il semplice animale è fornito di intelligenza pura:questa constatazione insieme a quella del comportamento dei mezzi dell’ “intelligenza artificiale” e la scoperta di Einstein che ci presenta la vecchia “materia” come energia allucchettata, eliminano il vecchio dualismo di materia e spirito.

Nel secondo tempo la nostra mente cerca di avere la rappresentazione della parte nascosta della realtà attraverso una via indiretta,che consiste nell’”inferire dalla scienza empirica una rappresentazione della realtà nascosta alla quale poi si applica la deduzione. A tale immagine si è portati a dare credito perché darebbe la spiegazione ai fatti osservati.Questo tempo è stato chiamato “processo razionale” o semplicemente “Ragione”. Ma presto nell’attività filosofica si è cominciato a dubitare della validità di tale via indiretta:i sofisti e gli scettici greci del V secolo a.C. e i contestatori ebrei degli oracoli del Dio ebraico Jahvè nel capo dodicesimo del profeta Ezechiele del VI secolo a.C.,ne sono i più antichi testimoni.Difatti mentre la scienza empirica” ha negli oggetti o nei fatti stessi che osserva la premessa reale necessaria alla “deduzione per la validità delle sue conclusioni,invece la conoscenza della realtà nascosta elaborata col tradizionale processo razionale è solo una premessa ipotetica che nessuna congerie di esempi di questo tipo che è solo osservativo può trasformare in rappresentazione della realtà nascosta.Per ottenere questa trasformazione occorrono altri due passaggi: dalla ipotesi indotta occorre prima dedurre un fatto che le è legato necessariamente e poi fare la ricerca di tale fatto,che costituirà la prova o il controllo:in questa ricerca gioca la fortuna su cui insiste tanto Feyerabend. L ‘errore commesso non solo dalla comune umanità ma anche dai filosofi e dai teologi,ha cominciato a correggerlo Galileo aggiungendo alle due fasi del vecchio metodo una terza fase:ne è nato il metodo scientifico,unica via con cui possiamo avere la rappresentazione mentale della parte nascosta corrispondente alla realtà e costituisce l’Intelligenza Indiretta o Razionale:essa elimina la Ragione Pura produttrice solo di “metafisica pura”cioè di una conoscenza illusoria o per lo meno problematica o ipotetica.Tutto questo è il risultato del lavoro critico di Hume,di Kant e di Popper.

6-L1lntelligenza Diretta o Pura e l’Intelligenza Indiretta o Razionale, quando avvertono che la rappresentazione corrisponde alla realtà,operano come metodo scientifico positivo e producono la scienza o verità positiva;quando avvertono che la rappresentazione non corrisponde alla realtà per la contraddizione logica e per la smentita dei fatti alle premesse,alle promesse e alle previsioni,operano come metodo scientifico negativo e producono la scienza o verità negativa.

7-I due elementi del metodo scientifico positivo e i due elementi del metodo scientifico negativo formano il setaccio critico: esso è la soluzione del problema del criterio necessario per procedere alla prima delle due distinzioni possibili nella cultura,cioè “cultura vera” o “cultura illusoria”.Tra gli elementi del setaccio critico potrebbe essere acquisito anche l’elemento della Parola di Dio qualora ne risultasse l1esistenza ma purtroppo non può essere cooptata nessuna delle “Parole di Dio” che le Religioni storiche pretendono di avere in quanto contengono tutte”oracoli” ambigui e promesse inadempiute e in più,avendo nella loro storia contraddittoriamente calpestato quei valori umani fondamenta1i per la cui affermazione e realizzazione sono sorte,hanno mostrato chiaramente di non essere né ispirate né guidate da Dio come pretendono,e perciò contengono solo parole umane per quanto espresse in forme sublimi.

8-Il setaccio critico è l’unica fonte di legittimazione nella Filosofia:I)legittima la rappresentazione iniziale della realtà dandole il sigillo di vera fede intesa come “convinzione” o “certezza”perché basata su “prove controllabili”.2)legittima il dubbio sul mistero del resto della realtà di fronte al quale la mente deve stare sempre trepida,e delegittima le fedi fondate sull’ambiguità della Ragione Pura e delle Parole di Dio;3)legittima con la scienza e col dubbio la saggezza che scaturisce dal confronto della realtà della vita con la realtà del mondo rappresentata dalla scienza positiva o negativa:il mondo e il comportamento umano sono buoni quando sono favorevoli alla nostra vita,cattivi quando le sono nocivi.Solo tale confronto ci permette di definire la libertà,la giustizia,il diritto,la legge,la solidarietà,la moralità e l’immoralità.

9-La vita è il criterio assoluto per stabilire il bene e il male. Però l’uso di tale criterio in modo positivo produce evidentemente relativismo per le molteplici esigenze e situazioni individuali e quindi discussioni infinite,alle quali solo la legislazione politica col criterio della maggioranza della comunità può porre fine stabilendo il Diritto Positivo secondo un processo evolutivo dialettico con l’alternanza di due schieramenti impostati uno sull’esigenze della ’1Libertà” e l’altro sull’esigenze della “Legge” come limite e guida della libertà.Perciò è necessario enunciare il criterio etico in forma negativa come premessa universale:è negativa o immorale o folle ogni fede,ogni ideologia,ogni teoria che per essere realizzata abbia bisogno della soppressione o dell’oppressione della vita anche di un solo essere umano.Sulla vita si fonda il Diritto Naturale anteriore a ogni Diritto Positivo:esso contiene la sanzione penale immanente che rende inquieto e infelice chiunque viola l’armonia universale che la produce.

10-Da tali premesse si deduce che la Scienza non dipende dall’Etica ma è l’Etica che deve dipendere dalla Scienza perché da essa riceve la luce sul rapporto positivo o negativo tra realtà e vita.Perciò prima la scienza perché non può esserci saggezza senza scienza e perché la scienza per sé non è né buona né cattiva.La scienza poi dei mezzi conoscitivi,che è l’Epistemologia,è la Scienza suprema o Scienza delle Scienze o Inizio della Sapienza. L’Etica balza in primo piano quando si tratta di fare sperimentazione per acquisire la scienza e quando si tratta di usare la Scienza.

CONCLUSIONE

Mantenendoci sulla linea del linguaggio biblico,tale Decalogo possiamo chiamarlo l’Albero della Scienza del Bene e del Male,con la grande differenza che di quello biblico del giardino terrestre era vietato a chiunque di mangiarne pena la morte mentre di questo è necessario che tutti ne mangiamo se vogliamo proteggere la vita dalle illusioni e dai pericoli minacciati dal mito di Faust.Con esso si potrà realizzare un consorzio umano unito da un nucleo culturale che chiamo “Umanesimo Universale”,nel quale tutti possiamo vivere secondo il proprio livello evolutivo.

 

 

ELUANA ENGLARO DECLASSATA DA ESISTENZA 3 A ESISTENZA 2 CON SENTENZA DELLA PROCURA DI MILANO

A questo punto vorrei ricordare, sempre a proposito della sentenza della Procura di Milano, in ricordo dei 40 anni del ‘Rapporto di Harvard’ che modificò la definizione di morte, che, da allora, non è più basata sull’arresto cardiocircolatorio, ma sull’encefalogramma piatto. Nel caso di Eluana Englaro la Procura non ha tenuto assolutamente conto di questa condizione.Ma c’è un altro importantissimo particolare! Se è vero che Eluana Englaro ha espresso, qualora dovesse trovarsi in stato vegetativo, di non essere alimentata con il sondino, certamente, conoscendo il suo profondo spirito solidale che la contraddiceva, non si sarebbe certamente opposta al trapianto dei suoi organi.Quindi, a mio avviso, proprio per rispettare le volontà di Eluana Englaro, non si doveva aspettare 18 anni per porre fine a questa dolorosa vicenda, ma si doveva dare inizio subito ad un protollo per il trapianto dei suoi organi, allora che erano sani e non deteriorati dal lungo stato vegetativo.E’ vero che esiste il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale.E questa preoccupazione venne espressa al concistoro straordinario del 1991 dal cardinale Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, nella sua relazione sul problema delle minacce alla vita umana: «Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere in un coma “irreversibile”, saranno spesso messi a morte per rispondere alle domande di trapianti d’organo o serviranno, anch’essi, alla sperimentazione medica.Lo scopo di questo mio progetto è appunto quello di dimostrare che noi siamo l’unica materia vivente dotata di un privilegio straordinario: quello di sapere decifrare la Logica di Colui che ha fatto il mondo; per cui a partire dalla legge Fisica che “nulla si crea e nulla si distrugge” , come espresso nel concetto 47, le cellule del nostro corpo, che si riproducono di continuo, possiedono un orologio biologico interno che limita in 40 e 50 il numero delle loro riproduzioni dopo di che muoiono come programmato da Colui che ha fatto il modo.Grazie a questo gigantesco riciclaggio di atomi, che fin dal Big Band resta costante, la vita animale può rigenerarsi. IL TRAPIANTO DEGLI ORGANI E’ QUINDI UN INDISPENSABILE MODO DI PROLUNGARE IL SOGNO DELLA VITA.CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO

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UNA GIUSTA EPISTEMOLOGIA

PER UNA GIUSTA FEDE,UNA GIUSTA ETICA

UN GIUSTO DIRITO E UNA GIUSTA RELIGIONE

Relazione al Convegno del Centro di Filosofia Italiana su “Giustizia tra Filosofia e Diritto”

SITUAZIONE ATTUALE

Da Pitagora a Galileo e a Newton per Filosofia si è sempre inteso l’amore e la ricerca della Sapienza,cioè di una conoscenza del mondo,chiamato anche natura o realtà7in cui l’uomo possa vivere felicemente.In sostanza la Filosofia consisteva nella ricerca della scienza e della saggezza.Scienza7Etica,Diritto e Religione,tutto apparteneva alla Filosofia.E’ dopo Galileo che sì verifica la “dicotomia” di cui parla il Professore Barone. Prima di Galileo la diversità del risultato della ricerca veniva attribuita o a errore logico,specialmente dopo Arìstotele7o a qualche deviazione di natura etica o morale,secondo il capo primo dell’epistola ai Romani di S. Paolo e il capo quarto del Vangelo di S. Giovanni..Sicché dal secolo XVII sono presenti nella cultura tre settori distinti che pretendono dì essere autonomi perché ritengono di avere un proprio criterio di legittimazione per il proprio sapere:la “cultura teologica”che ripone la propria validità nel canale della “Parola di Dio” trasmessa o attraverso i suoi incaricati o attraverso una “illuminazione divina” personale;la “cultura filosofica”.che la ripone nei “lumi della Ragione”;la”cultura scientifica”,che la ripone nel “controllo della sperimentazione”.La differenza dei criteri epistemologici produce la “dicotomia” tra “cultura religiosa” e “cultura laica” ‘con l’increscioso antagonismo tra credenti e miscredenti. e la dicotomia tra ‘”cultura filosofica”e “cultura scientifica” produce la diatriba tra filosofi e scienziati.

Qualcuno addossa la “colpa” di tale situazione ai teologi,perché,aggiogando la filosofia come serva alla teologia,hanno preteso di dettare legge ai filosofi. Nietsche dà la colpa anche ai filosofi, quando nell’Anticristo li chiama “prodigiosi animali” che pretendono di ricavare dai “buoni sentimenti” o “dalle ragioni del cuore”le prove argomentative,alludendo al Romanticismo di Pascal e alla Critica della Ragione Pratica di Kant. A me sembra che la colpa non sia di nessuno e sono d’accordo con Cartesio quando nel suo Metodo indica la causa nella difficoltà della nostra mente di stabilire un giusto rap con la realtà:questa difficoltà è nata insieme alla cultura umana ed è il vero “peccato originale”,che perciò non è una “colpa” ma un errore.

Tale difficoltà sta alla radice dei diversi approdi dei vari filosofi ed ha causato all’umanità immani tragedie.Gli antichi dicevano “operari sequitur esse”;noi oggi dobbiamo dire piuttosto”operarì sequitur nosse”.Se la storia umana appare un’ immane tragedia e la storia della Filosofia appare “un. grosso scandalo “,come ha detto Whitehaed, dipende proprio da. questo fallimento. Il XX secolo è un esempio macroscopico dell’influenza nefasta delle ideologie prodotte dai filosofi.Anche le Conferenze Mondiali dell’ONU su argomenti fondamentali di Etica e di Diritto mostrano di andare alla deriva.Si continua a etichettare dì follia criminale le persone di Hitler,di Stalin,di Mussolini.di Komeini,di Saddam,di Karadzik e,più in lontananza, dei Papi dell’Inquisizione e delle Crociate,di Diocleziano,di Decio e di Nerone ma si sbaglia bersaglio:non erano folli i personaggi ma le ideologie che li ispiravano. E’ noto che Alessandro Magno,modello di Giulio Cesare,concepì,sotto l’influenza del suo maestro Aristotele,l’impresa di riunire il mondo “barbaro”con la cultura greca e che il Cristianesimo e l’Islamismo da qualche millennio sono protesi a conquistare il mondo sotto l’ispirazione della “Parola di Dio”.Genocidi incalcolabiPer porre rimedio a tale tragica situazione occorre fare chiarezza nelle premesse dell’attività filosofica. Finché non si decifreranno strumenti univoci che ci permettano una stessa valutazione sui prodotti della cultura e finché resterà la lottizzazione nella cultura secondo le aree accennate,staremo sempre a discutere sull’ipoteticità della Scienza,dell’Etica e del Diritto.Siate indulgenti pertanto con la mia presunzione di presentarvi in estrema sintesi il risultato della mia ricerca.Io penso che si deve pervenire a un Contratto Sociale fondato non su valutazioni etiche o pragmatiche come hanno suggerito Hobbes e Rousseau ma su valutazioni conoscitive,perché la nostra mente resta incatenata o convinta da un certo tipo di conoscenza che chiamiamo scienza,che non è altro che la rappresentazione mentale che corrisponde alla realtà.Tale tipo di conoscenza non proviene né dall’ “illuminazione divina” né dal “consenso degli specialisti” ma solo dalle “prove controllabili”,cioè che possono essere controllate da chiunque si mette in grado di rifare lo stesso procedimento.Questa è l’unica conoscenza che possiamo chiamare scienza.Circolano invece concezioni alterate della scienza come “la comunità scientifica”,ovvero “la generica attività di ricerca scientifica” nella quale ripone tanta fiducia lo scientismo e su cui appunta gli strali l’antiscientismo,oppure una generica “conoscenza razionale o logica” conseguita col vecchio metodo “induttivo-deduttivo” padre del Razionalismo e dell’ Idealismo,di cui è impastata tutta la cultura, oppure “la conoscenza delle cose attraverso le toro cause” secondo l’Aristotelismo,oppure la “ricerca delle leggi della natura attraverso teorie generali che diano spiegazione di un gran numero di fenomeni” secondo i fisici odierni.Sono d’accordo che queste concezioni della scienza sono davvero “ipotetiche”. Occorrerebbe che qualcuno facesse un inventario con la distinzione delle “verità scientifiche controllate” e le “teorie scientifiche da controllare” e perciò ipotetiche.

PROPOSTA DI AGGIUSTAMENTO

Per dare un giusto profilo e un minimo di unità alla cultura occorre fondare come scienza l’Epistemologia intesa come scienza dei mezzi con cui la nostra mente può pervenire a una conoscenza corrispondente alla realtà. Sottopongo pertanto alla vostra attenzione i seguenti dieci punti che chiamo Decalogo Epistemologico.

1-Nella cultura l’unica distinzione importante che possiamo fare è quella di “cultura vera” e “cultura illusoria”, “cultura buona” e “cultura cattiva”. Tali distinzioni possono essere fatte solo in base a due criteri universali,uno conoscitivo e uno etico,che consentano una valutazione univoca nei due campi della Filosofia che sono la valutazione della conoscenza come corrispondenza alla realtà,cioè la scienza,e la valutazione del rapporto positivo o negativo della realtà,rappresentata dalla scienza,con la nostra vita,cioè la saggezza.Per realtà intendo quanto è distinto dalla rappresentazione mentale.

2-Per ogni uomo la prima conoscenza scientifica è la constatazione dell’esistenza della propria mente e la seconda è la constatazione dell’esistenza di un’altra realtà distinta dalla mente.La conoscen scambio tra la mente e la realtà esterna. Anche nell’attività creativa e operativa artistica o tecnica il modello mentale diventa vero solo quando viene “realizzato” cioè proiettato fuori dalla mente.

3–Lo scambio si concretizza in una rappresentazione nella mente dell’altra realtà in modo sintetico o in modo analitico:è una immagine che può essere anche modificata.La presenza di questa immagine indica che la nostra mente è di natura sensibile.

4–La nostra mente è costituita da un’ “unità con due frontiere”,una esterna o Periferia Informatrice e l’altra interna o Centro Coordinatore:questa unità non può funzionare correttamente se non intervengono insieme le due frontiere nella produzione di una immagine Quando un prodotto mentale è frutto di una sola frontiera è illusorio,cioè non ha una corrispondenza nella realtà esterna,mentre quando è prodotto delle due frontiere abbiamo la scienza,cioè una rappresentazione corrispondente alla realtà. L’Intelligenza è il funzionamento corretto dell’unità mentale:essa esclude il doppio binario dei Sensi e della Ragione su cui è sempre stata impostata l’attività filosofica. Attenzione:su questa premessa reale si fonda l’epistemologia come scienza:tutte le altre epistemologie sono fondate o sui Sensi (periferia della mente) o sulla Ragione (centro della mente),perciò sono epistemologie illusorie che ci danno il Sensismo,il Positivismo,il Razionalismo,l’Idealismo e il Fideismo.

5-Nell’attività dell’Intelligenza bisogna distinguere due tempi

Nel primo tempo la mente stabilisce un contatto diretto con la realtà per mezzo di canali plurimi vicendevolmente controllantesi,i sensi:con essi riceve impresse le rappresentazioni della superficie della realtà. E’ la “fase dell’intuizione Sensibile” o dell’ “Intelligenza Pura” o dell’Intelligenza Diretta:con essa compiamo il confronto tra le varie situazioni e porzioni della realtà e anche la deduzione di rapporti di identità, differenza, uguaglianza, analogia,proporzione, simmetria, armonia. Questa fase ci dà la “scienza prima o empirica”che è la conoscenza che corrisponde alla realtà come ci appare. Anche il semplice animale è fornito di intelligenza pura:questa constatazione insieme a quella del comportamento dei mezzi dell’ “intelligenza artificiale” e la scoperta di Einstein che ci presenta la vecchia “materia” come energia allucchettata, eliminano il vecchio dualismo di materia e spirito.

Nel secondo tempo la nostra mente cerca di avere la rappresentazione della parte nascosta della realtà attraverso una via indiretta,che consiste nell’”inferire dalla scienza empirica una rappresentazione della realtà nascosta alla quale poi si applica la deduzione. A tale immagine si è portati a dare credito perché darebbe la spiegazione ai fatti osservati.Questo tempo è stato chiamato “processo razionale” o semplicemente “Ragione”. Ma presto nell’attività filosofica si è cominciato a dubitare della validità di tale via indiretta:i sofisti e gli scettici greci del V secolo a.C. e i contestatori ebrei degli oracoli del Dio ebraico Jahvè nel capo dodicesimo del profeta Ezechiele del VI secolo a.C.,ne sono i più antichi testimoni.Difatti mentre la scienza empirica” ha negli oggetti o nei fatti stessi che osserva la premessa reale necessaria alla “deduzione per la validità delle sue conclusioni,invece la conoscenza della realtà nascosta elaborata col tradizionale processo razionale è solo una premessa ipotetica che nessuna congerie di esempi di questo tipo che è solo osservativo può trasformare in rappresentazione della realtà nascosta.Per ottenere questa trasformazione occorrono altri due passaggi: dalla ipotesi indotta occorre prima dedurre un fatto che le è legato necessariamente e poi fare la ricerca di tale fatto,che costituirà la prova o il controllo:in questa ricerca gioca la fortuna su cui insiste tanto Feyerabend. L ‘errore commesso non solo dalla comune umanità ma anche dai filosofi e dai teologi,ha cominciato a correggerlo Galileo aggiungendo alle due fasi del vecchio metodo una terza fase:ne è nato il metodo scientifico,unica via con cui possiamo avere la rappresentazione mentale della parte nascosta corrispondente alla realtà e costituisce l’Intelligenza Indiretta o Razionale:essa elimina la Ragione Pura produttrice solo di “metafisica pura”cioè di una conoscenza illusoria o per lo meno problematica o ipotetica.Tutto questo è il risultato del lavoro critico di Hume,di Kant e di Popper.

6-L1lntelligenza Diretta o Pura e l’Intelligenza Indiretta o Razionale, quando avvertono che la rappresentazione corrisponde alla realtà,operano come metodo scientifico positivo e producono la scienza o verità positiva;quando avvertono che la rappresentazione non corrisponde alla realtà per la contraddizione logica e per la smentita dei fatti alle premesse,alle promesse e alle previsioni,operano come metodo scientifico negativo e producono la scienza o verità negativa.

7-I due elementi del metodo scientifico positivo e i due elementi del metodo scientifico negativo formano il setaccio critico: esso è la soluzione del problema del criterio necessario per procedere alla prima delle due distinzioni possibili nella cultura,cioè “cultura vera” o “cultura illusoria”.Tra gli elementi del setaccio critico potrebbe essere acquisito anche l’elemento della Parola di Dio qualora ne risultasse l1esistenza ma purtroppo non può essere cooptata nessuna delle “Parole di Dio” che le Religioni storiche pretendono di avere in quanto contengono tutte”oracoli” ambigui e promesse inadempiute e in più,avendo nella loro storia contraddittoriamente calpestato quei valori umani fondamenta1i per la cui affermazione e realizzazione sono sorte,hanno mostrato chiaramente di non essere né ispirate né guidate da Dio come pretendono,e perciò contengono solo parole umane per quanto espresse in forme sublimi.

8-Il setaccio critico è l’unica fonte di legittimazione nella Filosofia:I)legittima la rappresentazione iniziale della realtà dandole il sigillo di vera fede intesa come “convinzione” o “certezza”perché basata su “prove controllabili”.2)legittima il dubbio sul mistero del resto della realtà di fronte al quale la mente deve stare sempre trepida,e delegittima le fedi fondate sull’ambiguità della Ragione Pura e delle Parole di Dio;3)legittima con la scienza e col dubbio la saggezza che scaturisce dal confronto della realtà della vita con la realtà del mondo rappresentata dalla scienza positiva o negativa:il mondo e il comportamento umano sono buoni quando sono favorevoli alla nostra vita,cattivi quando le sono nocivi.Solo tale confronto ci permette di definire la libertà,la giustizia,il diritto,la legge,la solidarietà,la moralità e l’immoralità.

9-La vita è il criterio assoluto per stabilire il bene e il male. Però l’uso di tale criterio in modo positivo produce evidentemente relativismo per le molteplici esigenze e situazioni individuali e quindi discussioni infinite,alle quali solo la legislazione politica col criterio della maggioranza della comunità può porre fine stabilendo il Diritto Positivo secondo un processo evolutivo dialettico con l’alternanza di due schieramenti impostati uno sull’esigenze della ’1Libertà” e l’altro sull’esigenze della “Legge” come limite e guida della libertà.Perciò è necessario enunciare il criterio etico in forma negativa come premessa universale:è negativa o immorale o folle ogni fede,ogni ideologia,ogni teoria che per essere realizzata abbia bisogno della soppressione o dell’oppressione della vita anche di un solo essere umano.Sulla vita si fonda il Diritto Naturale anteriore a ogni Diritto Positivo:esso contiene la sanzione penale immanente che rende inquieto e infelice chiunque viola l’armonia universale che la produce.

10-Da tali premesse si deduce che la Scienza non dipende dall’Etica ma è l’Etica che deve dipendere dalla Scienza perché da essa riceve la luce sul rapporto positivo o negativo tra realtà e vita.Perciò prima la scienza perché non può esserci saggezza senza scienza e perché la scienza per sé non è né buona né cattiva.La scienza poi dei mezzi conoscitivi,che è l’Epistemologia,è la Scienza suprema o Scienza delle Scienze o Inizio della Sapienza. L’Etica balza in primo piano quando si tratta di fare sperimentazione per acquisire la scienza e quando si tratta di usare la Scienza.

CONCLUSIONE

Mantenendoci sulla linea del linguaggio biblico,tale Decalogo possiamo chiamarlo l’Albero della Scienza del Bene e del Male,con la grande differenza che di quello biblico del giardino terrestre era vietato a chiunque di mangiarne pena la morte mentre di questo è necessario che tutti ne mangiamo se vogliamo proteggere la vita dalle illusioni e dai pericoli minacciati dal mito di Faust.Con esso si potrà realizzare un consorzio umano unito da un nucleo culturale che chiamo “Umanesimo Universale”,nel quale tutti possiamo vivere secondo il proprio livello evolutivo.

11 – ESISTERE

STRUTTURA ATOMICA DELLA MATERIA VIVENTE E NON VIVENTE

SE POTESSIMO OSSERVARE AL MICROSCOPIO LA STRUTTURA INTIMA DI UN ESSERE APPARTENENTE ALL’ ESISTENZA 1 O QUELLA APPARTENENTE ALLE ESISTENZE 2 E 3, VEDREMMO CHE LA DIFFERNZA, IN REALTA, NON E’ MOLTO GRANDE: PASSARE DALL’ ESISTENZA 1 ALL’ESISTENZA 2 – 3, VUOL DIRE SEMPLICEMENTE DISPORRE GLI ATOMI IN UN MODO PIUTTOSTO CHE IN UN ALTRO COME SOPRA RAFFIGURATO.A tutti i vecchi affezionati utenti di OKBLOG clicca qui http://partnerpage.google.com/garigliettobrachet.comCLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERCLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDER

12 – ESISTENZA N.1 SENZA VITA

UN TELESCOPIO FOTOGRAFA IL SOLE E UN JET E’ RIMASTO INQUADRATO

LA MATERIA SVELA POCO ALLA VOLTA I SUOI SEGRETI

Sull’Esistenza 1 pesa la maledizione, il “ peccato originale” delle bombe lanciate su Hiroshima e Nagasaki e l’incubo di quelle, infinitamente più micidiali, che sono stivate negli arsenali segreti delle grandi Potenze.
Senza di ciò, il nostro rapporto morale, e anche pratico, con il meraviglioso mondo dell’atomo sarebbe stato diverso: forse, la scoperta sarebbe stata accolta con maggiore orgoglio e certamente le sue innumerevoli e sensazionali applicazioni sarebbero state accettate senza quel sottofondo incancellabile di remota paura che sempre le accompagna.
Tuttavia è proprio a quei tremendi ordigni da distruzione che ci si deve rifare per comprendere l’essenza ed anticipare gli sviluppi della nuova immane energia al microcosmo dell’atomo.
Abbiamo avuto la bomba atomica, o più brevemente bomba A, che sfrutta la reazione a catena di una fusione nucleare; abbiamo la bombatermonucleare, o H dal simbolo dell’idrogeno, che sfrutta una fusione nucleare.

Tutti e due questi fenomeni, fissione e fusione, avvengono in un tempo brevissimo, dell’ordine di milionesimi di secondo, e quindi assumano i terrificanti aspetti dell’esplosione, producendo mostruosi effetti distruttivi.
Se invece questi stessi fenomeni avvengono “diluiti” nel tempo, il male si tramuta in bene.

Quella stessa “forma” e quantità di energia che nello scoppio è liberata tutta insieme, può invece essere controllata, cioè fatta fluire molto lentamente per aiutare in modo incomparabile l’uomo nella sua millenaria fatica di modificare a proprio vantaggio il mondo che lo ospita.
Nel primo caso, fissione nucleare (bomba A) siamo già riusciti a tanto: nel secondo, fusione nucleare, stiamo ancora cercando di mettere le briglie a quella incredibile potenza che è della stessa natura e forza di quella che si sprigiona dalle stelle e dal Sole.
Quando sapremo realizzare facilmente e economicamente la fusione nucleare controllata, anche i nostri sogni più ambiziosi non avranno più limiti, perché senza limiti sarà la quantità di energia disponibile.
La fissione è un po’ il contrario di quello che la parola – presa a prestito dal dizionario biologico – sembrerebbe volere dire.
In realtà essa è la scissione o rottura del nucleo di un atomo di combustibile nucleare, per esempio Uranio 235, colpito con enorme violenza (cioè velocità) da un neutrone, vale a dire da una particella di dimensioni e natura subatomiche scagliata come un piccolissimo proiettile contro un bersaglio che è molto più grande di lui.
Sotto l’urto, il nucleo si spezza, si scinde, e nel fare questo libera grande quantità di energia. 

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LA PRODIGIOSA FORZA DELL’ATOMO

LE BANDE VERTICALI, A SINISTRA DELL’ ESPLOSIONE ATOMICA, SERVONO A STUDIARE GLI SPOSTAMENTI D’ ARIA
Dopo tale cataclisma (che, se potessimo ingrandirlo e rallentarlo tanto da consentirci di “vederlo”, ci apparirebbe come un terremoto peggiore di quello dell’Abruzzo), il nucleo fissionato produce due nuclei più leggeri e tre neutroni liberi, cioè non ruotanti intorno ai nuclei su orbite matematicamente definite.
Se “pensiamo” il risultato della fissione, osserviamo che tutti i prodotti derivati sono complessivamente più leggeri del nucleo originario: questo qualcosa che manca è proprio l’energia liberata.
Poi accade che uno dei neutroni liberi vada a colpire un altro nucleo di Uranio 235, ripetendo il fenomeno “a catena”, cioè fino ad interessare tutti gli atomi contenuti nel combustibile nucleare.
Poiché il numero degli atomi presenti è enorme (in un centimetro cubico di U 235 ve ne sono 10 alla 22° potenza, cioè una quantità difficilmente esprimibile con un numero in tutte cifre, che sarebbe illeggibile), sommando le innumerevoli ripetizioni di quei piccoli sprazzi di energia che abbiamo visto avremo, nel caso di una bomba, uno scoppio capace di radere al suolo una metropoli e, nel caso di una fissione controllata, una centrale elettrica capace di illuminare la metropoli stessa per mesi senza bisogno di altro combustibile che pochi chili di uranio.
La fusione è un fenomeno quasi inverso.
Ora si tratta di imitare su scala ridotta quel mirabile processo che avviene nel Sole, dove esiste una fornace nucleare così potente da spandere energia in tutto il Sistema da miliardi di anni e per miliardi di anni.
Occorre “fondere” insieme due nuclei atomici di elementi leggeri in modo che diventano uno solo: anche qui, il “peso totale” del prodotto di fusione è inferiore a quello dei due atomi originari, e la differenza altro non è che energia liberata, ma in quantità molto più grandi di quanto risulti dal fenomeno di fissione.
Poiché questo avvenga è necessaria, però, una altissima temperatura, come troviamo all’ interno del Sole in natura, e nella bomba H ad opera dell’ uomo.
In questo ultimo caso, il calore necessario perché avvenga la fusione incontrollata di nuclei di due “tipi” di idrogeno è fornito da una piccola bomba atomica che fa da innesco, esplodendo per prima.
E non è certamente il caso di far avvenire esplosioni di tale tipo in laboratorio per mantenere una reazione di fusione.
Dunque il problema è di natura termica e sembrerebbe insolubile: come mantenere un calore di diecine di milioni di gradi, come “contenerlo”, se ogni prodotto adatto a fare da “parete” a questo ipotetico forno si volatizza a pochissime migliaia di gradi?
In tutto il mondo gli scienziati sono al lavoro per trovare una soluzione che arricchirebbe di colpo la umanità.
L’obiettivo infatti è di vitale importanza, perché, mentre le risorse di uranio sul nostro pianeta sono limitate (anche se si trova il modo di rigenerare il materiale usato e di rendere fissile altro materiale più abbondante in natura), la materia prima della fusione è praticamente illimitata, almeno ai livelli di consumo di energia che oggi possiamo concepire.
Il mare, sempre il mare, è la prodigiosa miniera: esso contiene infatti idrogeno e deuterio (una “varietà” più leggera di idrogeno), che sono ottimi combustibili per la fusione: e gli scienziati hanno stimato che la energia ottenibile dagli atomi di deuterio presenti negli oceani equivale alla energia potenziale di cinquecento serbatoi di benzina “super” grandi come l’ oceano Pacifico. 

Tanto da riuscire a soddisfare il fabbisogno energetico della umanità per milioni di anni.Tratto da “LA PRODIGIOSA FORZA DELL’ATOMO” di Franco Bertarelli –IL MONDO DI DOMANI di EPOCA/UIVERSO – ARNOLDO MONDADORI EDITORE
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I

13 – ESISTENZA N. 2 CON VITA SENZA COSCIENZA

T SES MACH UN GAT, MA ‘T SAS COSA L’E’ ‘L SENTIMENT…QUANTE COSE D’ AMPRENDE A L’ AVRIO DA TI LA GENT!…(SEI SOLO UN GATTO, MA SAI COSA E’ IL SENTIMENTO….QUANTE COSE LA GENTE AVREBBERO DA IMPARARE DA TE !…) Da “TERA DURA” di Mario Castagneri

14 – I FIORI DELL’ ESISTENZA 2 CON VITA SENZA COSCIENZA

INCREDIBILE: QUESTA PIANTA E’ NATA SENZA SEME

Ecco un esperimento legato all’Esistenza 2 di incredibile audacia, quasi al limite della nostra possibilità di accettazione.
Si è partiti da una cellula qualsiasi di una pianta, e da questa si è ottenuta una nuova pianta completa e uguale alla prima, senza alcun contatto con l’ambiente naturale.
Nel mondo animale, questo sensazionale esperimento potrebbe corrispondere alla riproduzione di un uomo completo partendo da un pezzettino di pelle.
Però, quello che è riuscito nel mondo vegetale appartiene ancora, per gli animali e per l’uomo, al mito scientifico.
In sintesi, questo apparente miracolo avviene così: da un piccolo frammento da una qualunque parte viva della pianta, si ottiene una cultura di cellule che si sviluppa in un apposito terreno nutritivo.
Questa cultura prolifica disordinatamente, producendo una massa amorfa di cellule, chiamata callus, e simile a un grumo gelatinoso.
Le cellule componenti il callus si moltiplicano liberamente, ma non sono ancora differenziate, cioè hanno possibilità genetiche ma ripetono con monotonia se stesse.
Basta però cambiare il terreno di cultura e “aggiungere” dosi equilibrate di due ormoni vegetali (auxina s kinetina) perché dalle cellule amorfe, indifferenziate, scatti un meraviglioso quanto poco conosciuto meccanismo vitale.
La cellula originaria (per esempio prelevata da una radice) ripercorre e ricapitola tutte le fasi embrionali del seme; e genera altre cellule, stavolta differenti, comportandosi come un vero seme.
Ecco quindi che dopo una quindicina di giorni nel callus amorfo si individuano i primi abbozzi delle foglioline e poi del apparato delle radici.
Passa il tempo (più o meno lo stesso che su un campo, in pieno Sole) ed ecco che tutta la pianta rinasce completa, ed è capace di fiorire, di riprodursi, di fruttificare.
Quando avremo appreso completamente il meccanismo intimo di questo grandioso fenomeno, potremo anche rivoluzionare alcune branche specializzate della agricoltura.
Per il momento ci basta sapere che anche questo miracoloso avvenimento è l’effetto del Supermondo che la Scienza sta cercando di conoscere fino in fondo tramite lo studio del nucleone: il mattone di cui è fatto l’universo di cui Noi siamo parti integranti.


Tratto da “IL MONDO DI DOMANI” di Franco Bertarelli – ARNOLDO MONDADORI EDITORE-

Micrografie di alcune cellule vegetali che crescono in provetta: dimensione 100 millesimi di mm

Il “callus” massa amorfa di tante cellule uguali a quella originale

C’E’ RIPRODUZIONE, MA NON ESISTONO ANCORA DIFFERENZE TRA LE CELLULE.

Il “callus” si trasforma in una pianta, già sono visibile le foglioline e parte delle radici

LE CELLULE SONO DIVERSIFICATE: CIOE’ PROVVEDONO ALLA COSTRUZIONE DI TESSUTI DIFFERENTI

Dal “callus” è nata ora una pianta completa, in tutto simile a quella della cellula originaria

SI E’ DIMOSTRATO COSI CHE OGNI CELLULA CONTIENE INTATTE LE SUE POTENZIALITA’ GENETECHE GESTITE DAL SUPERMONDO INCLUSO NEL NUCLEONE

15 – ESISTENZA N.3 CON VITA E COSCIENZA

GLI ASTRONAUTI DELLA PRIMA GENERAZIONE

L’ uomo che appartiene all’esistenza 3 ha dovuto adeguarsi, con rapidità prodigiosa e correndo rischi enormi, a condizioni di vita totalmente estranee per lui (vedi immagine sopra).
Se da un lato abbiamo dovuto costruire le macchine nuove per andare nello spazio, dall’altro è stato necessario studiare, addirittura “progettare” e condizionare quelle altrettanto meravigliose macchine umane che sono i primi astronauti.
Per “lasciare“ la Terra, viaggiare nel vuoto e, più tardi, visitare altri corpi celesti, l’uomo ha dovuto (e ancora più dovrà) adattare il proprio fisico e la propria mente a condizioni non umane.
Il pieno successo finora riportato ha richiesto la collaborazione di tutte le scienze, dalla biologia alla medicina, dalla psicologia alla chimica, alla meccanica, alla fisica, all’elettronica, alla metallurgia: e così via, senza alcuna esclusione.
Una volta che la navicella spaziale abbia assunto la velocità adatta a mantenerla in orbita, accade il fenomeno più caratteristico e conturbante dell’era apertasi all’inizio degli anni 60 con il volo di Yuri Gagarin.
Forza di gravità e forza centrifuga sono uguali, quindi si annullano perchè dirette in senso opposto, quindi hanno valore zero. GRAVITA’ ZERO.
Il fatto è che in assenza di peso il cuore umano lavora in condizioni “troppo facili” rispetto al suo progetto di costruzione, che lo sforzo dei muscoli diventa nullo, che le ossa potrebbero decalcificarsi, che mille altri guai grandi e piccoli potrebbero insorgere e che, infine, lo stesso sistema nervoso dell’uomo può soffrire in quel “nulla” nel quale il corpo che esso governa si trova a fluttuare, senza resistenze da vincere, senza riferimenti e senza orientamento.
L’altro grande problema dell’esplorazione spaziale è rappresentato dalle radiazioni cosmiche, provenienti dal Sole e dalle altre stelle.
Anche la Terra è continuamente bombardata dai raggi cosmici, ma il prezioso filtro della nostra atmosfera ha il potere di spegnere l’energia originaria e di farci arrivare addosso radiazioni a bassa energia, dette “secondarie”, che sono inoffensive.
A complicare le cose ci sono le famose “cinture di Van Allen” che circondano la Terra e nelle quali le radiazioni restano intrappolate diventando pericolosissime per chi debba attraversarle.
La vita nello spazio pone poi un’infinità di altri problemi dei quali si conosce ora la soluzione, ma che richiedono molte altre esperienze e tentativi prima che diventino collaudati e sicuri.
Mesi o anni saranno necessari per esplorare il nostro sistema solare, oltre il quale non si andrà, a mio avviso, mai, almeno fino a che qualcuno non avrà dimostrato inesatta l’ipotesi che condanna ogni corpo a non potersi muovere a velocità maggiore di quella della luce.
Alfa Centauri, la stella a noi più vicina, dista 4,3 anni luce e nel raggio di 15 anni luce esistono appena 40 altre stelle.
Pur triplicando la velocità degli attuali satelliti, occorrerebbero diecine di migliaia di anni per il solo viaggio di andata in queste “vicinissime” aree del cosmo!
Vi sono poi i problemi della rigenerazione dell’ossigeno che gli astronauti devono portare con sé, dell’acqua e, almeno in parte, del cibo.
Per quanto possa sembrare sgradevole, i navigatori dello spazio dovranno per esempio tornare a utilizzare la stessa acqua che consumano e che, sotto qualsiasi forma, restituiscono nell’interno stagno della loro cabina: si intende che la chimica è già in grado di assicurare a quei liquidi una purezza molto maggiore di quella riscontrabile alla uscita di un qualsiasi rubinetto cittadino.
Tutto ciò, perché una missione di un anno di quattro astronauti assorbirebbe, senza la rigenerazione, dieci tonnellate tra ossigeno, acqua e cibo: un peso troppo grande, che non sarebbe possibile lanciare in orbita partendo dalla Terra.


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LA CONQUISTA DELLO SPAZIO

ASTRONAUTA, IN COMPLETA TENUTA DI VOLO, “GOVERNA” LA SUA CAPSULA E MANOVRA I COMANDI CHE SONO RIRODOTTI IN FORMA E POSIZIONE ESATTE. UN CALCOLATORE ELETTRONICO GLI “PROGRAMMA” ANCHE SITUAZIONI DI EMERGENZA

DIMOSTRAZIONE COME IL SANGUE DEL ASTRONAUTA “ESPLODE” SE NON FOSSE PROTETETTO DALLA TUTA

I LIQUIDI, INFATTI, EVAPORANO NEL VUOTO
Tutti noi che apparteniamo all’Esistenza 3 possediamo il dono della coscienza e quindi del libero arbitrio che ci ha fatto andare sulla Luna, viaggiare a velocità supersoniche, mentre gli esseri dell’Esistenza 2 vivono senza il dono della coscienza, ma senza avere bisogno di “lavorare con il sudore della fronte”, in quanto, Colui che ha fatto il mondo, li ha progettati senza il libero arbitrio, ma con un qualcosa in più di Noi: nascono, si nutrono, crescono, vivono la loro vita selvaggia seguendo solo l’istinto naturale senza ricorrere all’aiuto umano in quanto, Colui che ha fatto il mondo, ha provveduto lui stesso a ogni loro necessità.

ORA LEGGIAMO E RIFLETTIAMO SULL’ARTICOLO SEGUENTE DAL TITOLO “LIBERO ARBITRIO DELL’ESISTENZA N. 3

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I6 – LIBERO ARBITRIO DELL’ESISTENZA N.3

Libero arbitrio In filosofia e in teologia, la facoltà dell’uomo di decidere indipendentemente da limitazioni imposte alla sua volontà da una qualsiasi causa esteriore, dalla necessità naturale o dalla predeterminazione divina. Un’azione assolutamente libera sarebbe un’azione che non è sottoposta ad alcuna determinazione causale. Nella tradizione filosofica occidentale, alla dottrina che sostiene l’assolutezza del libero arbitrio si oppone il determinismo, per il quale l’azione dell’uomo non scaturisce da un libero atto della volontà, ma piuttosto dall’influenza di passioni e desideri, da condizioni fisiche o circostanze esterne che sfuggono al controllo dell’individuo. Nella storia del pensiero, la libertà del volere ha rappresentato inevitabilmente un campo di indagine della metafisica. Il tentativo era quello di formulare teorie che spiegassero la natura delle realtà ultime e la relazione tra uomo e universo. Alcuni filosofi sostenevano che, se l’universo è razionale, esso deve fondarsi su una concatenazione necessaria di cause ed effetti: nulla accade infatti senza una ragione o una causa e ogni effetto appartiene a una successione causale che risale fino alla Prima Causa, cioè a COLUI CHE HA FATTO IL MONDO Un atto assolutamente libero, compiuto da un essere umano, rappresenterebbe un atto incausato all’interno della catena causale; accettare la possibilità di un atto incausato, tuttavia, significherebbe negare la razionalità dell’ordine divino e rende irrazionale l’universo. D’altro canto i sostenitori del libero arbitrio non negano l’esistenza di motivazioni che spingono ad agire, ma affermano che la libertà consiste nell’indifferenza rispetto a esse, cioè nel fatto che la volontà non dipende da tali motivazioni. Questa concezione, detta della libertà d’indifferenza, suscitò un ampio dibattito nel Medioevo e trovò un’esemplificazione nel celebre dilemma conosciuto come l”asino di Buridano’, attribuito a GiovanniBuridano: si tratta di un paradosso che assume come esempio l’asino che muore di fame non sapendo decidere, tra due mucchi di fieno uguali, quale mangiare, laddove invece l’uomo, dotato di libertà d’indifferenza, può effettuare arbitrariamente una scelta. La legittimità del libero arbitrio ha costituito anche l’argomento di notevoli dibattiti fra i filosofi della morale: un sistema etico implicherebbe necessariamente il libero arbitrio, poiché negare la facoltà di scegliere come agire parrebbe negare la possibilità di un giudizio morale, e un individuo sprovvisto di giudizio morale non è responsabile delle proprie azioni. Tentando di risolvere il problema, i filosofi hanno assunto una grande varietà di posizioni. Sebbene nel pensiero greco antico, prima di Aristotele, manchi una concezione della libertà e della volontarietà delle azioni, già nei dialoghi di Platone possiamo ravvisare un’affermazione della libertà e della responsabilità dell’uomo quanto alle sue scelte: tuttavia soltanto le azioni concordi con il bene o l’armonia universale sono ritenute realmente libere. In epoca moderna, Baruch Spinoza negò il libero arbitrio degli uomini, affermando che tutti gli eventi e le azioni sono causati dalla sostanza unica, oCOLUI CHE HA FATTO IL MONDO; l’unica libertà è quella della sostanza divina, perché ’COLUI CHE HA FATTO IL MONDO agisce per le sole leggi della sua natura e non costretto da alcuno’. La libertà coincide in questo caso con la necessità stessa dell’ordine cosmico, identico aCOLUI CHE HA FATTO IL MONDO. Gottfried Wilhelm Leibniz rifletterà sul problema di conciliare la libertà dell’uomo con la prescienza divina, accordando la responsabilità morale dell’uomo con la concatenazione delle cause e degli effetti nell’universo. Dal canto suoImmanuel Kant, pur escludendo la libertà dall’ambito della concatenazione meccanica dei fenomeni naturali, riteneva irrinunciabile riferirsi a essa come a un postulato necessario della coscienza morale. In questa maniera Kant distingue il mondo fenomenico e sensibile, retto dal determinismo e dalla legge delle causalità, e il mondo ‘noumenico’, cioè intelligibile, in cui è possibile l’iniziativa libera e autonoma dell’uomo. Il libero arbitrio ha una grande rilevanza in teologia. Uno dei dogmi fondamentali della teologia cristiana sostiene che COLUI CHE HA FATTO IL MONDO è onnisciente e onnipotente, e che ogni azione umana è preordinata da 
COLUI CHE HA FATTO IL MONDO. La dottrina della predestinazione, il corrispettivo teologico del determinismo, sembra escludere l’esistenza del libero arbitrio. Poiché moralità e astensione dal peccato sono elementi fondamentali dell’insegnamento cristiano, com’è possibile – ci si chiede – che gli individui siano moralmente responsabili se si accetta la predestinazione? I teologi hanno cercato in ogni modo di risolvere questo paradosso. Sant’Agostino credeva fermamente nella predestinazione, sostenendo che soltanto gli eletti da COLUI CHE HA FATTO IL MONDO avrebbero ottenuto la salvezza. Nessuno, comunque, può sapere se è tra gli eletti: tutti sono quindi tenuti a vivere nel rispetto della religione e nel timore di COLUI CHE HA FATTO IL MONDO. Per Agostino la libertà era il dono della grazia divina. Contro Agostino il monaco irlandese Pelagio e i suoi seguaci sostenevano che il peccato originale riguardava solamente Adamo e non l’intero genere umano: pertanto, ciascun individuo, benché assistito dalla grazia divina per raggiungere la salvezza, aveva completa libertà di volere, nello scegliere o nel rifiutare la via tracciata da COLUI CHE HA FATTO IL MONDO. Durante la Riforma protestante il problema del libero arbitrio divenne un terreno di scontro religioso. Esemplare in questo senso è la diatriba che vide opposti Erasmo da Rotterdam e Lutero. In un libello del 1524, De libero arbitrio, Erasmo difese la libertà del volere umano nello scegliere come operare per raggiungere la salvezza, appellandosi all’esempio di Gesù di Nazaret, che agì per i fini della redenzione. Il padre della Riforma rispose a Erasmo con lo scritto De servo arbitrio (1525), in cui negava radicalmente la libertà del volere, radicalizzando le tesi agostiniane e affermando la totale dipendenza della salvezza dell’uomo dalla predestinazione e dalla grazia divina. Tuttavia, il problema non poteva ancora considerarsi risolto: il teologo cattolico francese Jacques-Bénigne Bossuet tentò nel XVII secolo un approccio diverso, che in seguito sarà ampiamente ripreso: egli affermò che il libero arbitrio e la prescienza divina sono verità certe che devono essere accettate, benché non siano reciprocamente connesse. Nel XX secolo il problema del libero arbitrio avrebbe perso in gran parte le connotazioni teologiche che lo distinguevano in passato. Nella filosofiaesistenzialistica di Sartre COLUI CHE HA FATTO IL MONDO e libertà non sono possibili insieme, perché se COLUI CHE HA FATTO ILMONDO fosse, esisterebbe un Pensiero che condizionerebbe inesorabilmente l’uomo. Il problema del libero arbitrio, per Sartre, è sotteso alla scelta che l’uomo fa del suo proprio essere, dal momento che ‘l’uomo è condannato a ogni istante a inventare se stesso’.Ricavato e adattato sostituendo la parola Dio con Colui che ha fatto il mondo da Wikipedia, l’enciclopedia liberaAldo 28/05/08
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17 – ATTENZIONE

L’Universo senza vita nè coscienza (Esistenza n. 1) ha tre livelli di credibilità scientifica. Quando parliamo di Scienza galileiana ci riferiamo sempre al primo livello di credibilità scientifica. E’ questo livello che ci ha portato alla soglia del Supermondo.
Ma ora è importante esaminare cosa scrive l’evangelista Giovanni (Gv 11,25) a proposito di quanto disse Gesù di Nazaret: “IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA, CHI CREDE IN ME NON MORIRA’ IN ETERNO” 
Ora sappiamo, grazie a Galileo e alle recenti scoperte della fisica subnucleare – come descritto nell’articolo dal titolo “PERCHE’ MERAVIGLIARSI?” – noi esistevamo prima ancora del nostro concepimento biologico, in quanto siamo fatti con i quart e i leptoni della prima famiglia di particelle delle tre Colonne Fondamentali che fanno parte dell’unica logica scelta da Colui che ha fatto il mondo.
Tutto ciò che possiamo dire è che, contrariamente all’universo in continua trasformazione, queste leggi della fisica non cambiano mai, né nello spazio, né nel tempo. Nel quadro della teoria del Big Bang, esse hanno presieduto all’elaborazione della complessità. Inoltre, le proprietà di tali leggi sono ancor più sbalorditive: le loro formule algebriche e i loro valori numerici appaiono particolarmente ben azzeccati. Le simulazioni matematiche lo dimostrano: se quelle leggi fossero state leggermente diverse, il cosmo non sarebbe mai uscito dal caos iniziale. Nessuna struttura complessa sarebbe apparsa, neppure una molecola di zucchero.
Si può dire, in certo qual modo, che la complessità, la vita e la coscienza c’erano già in potenza fin dai primi istanti dell’universo, pressoché inscritti nella forma stessa delle leggi. Non tanto come “necessità”, ma come possibilità 
Il legame, quindi, con quanto ha detto Gesù di Nazaret con le leggi e le particelle “ETERNE”del SUPERMONDO SUBNUCLEARE, è perfettamente coerente.
Prima di inoltrarci più profondamente in questo concetto, consiglio di leggere attentamente quanto sosteneva il Dott.Piero Angela, già nel 1965, quindi, prima ancora delle attuali scoperte della fisica subnucleare, con l’articolo più sotto dal titolo : “VOSTRO FIGLIO HA TRE MILIARDI DI ANNI”CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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18 – VOSTRO FIGLIO HA TRE MILIARDI DI ANNI.

Da dove viene vostro figlio? Da molto lontano: alla nascita infatti egli ha già tre miliardi di anni.
Solitamente si pensa che la vita cominci con il concepimento, cioè con la congiunzione dello spermatozoo e dell’ovulo: ma in realtà queste due cellule “germinali” erani già vive
prima di unirsi insieme, avevano già avuto una vita propria, una serie di esperienze, una “famiglia” cellulare.
Ognuna era il risultato di una cellula precedente che a sua volta era figlia di un’altra cellula altrettanto viva, e così via all’indietro, fino a risalire alle origini della vita sulla terra, origini che si calcola rimontino appunto a tre miliardi di anni fa.
In altre parole la vita non è qualcosa che si accende come una scintilla ogni qualvolta si concepisce un figlio; è invece il risultato di una lunga corsa a staffetta: la fiamma viene trasmessa come la fiaccola olimpica, da un tedoforo all’altro, fino a raggiungere il grande braciere nello stadio.
Sul monte Olimpico la fiamma aveva preso origine dai raggi solari: è proprio quanto è accaduto con la vita, che è nata dall’energia solare, all’inizio di questa corsa a stafetta biologica.
Il discorso su vostro figlio deve iniziare necessariamente qui, altrimenti si rischia di non capire la vera natura di molte cose. Purtroppo gran parte della nostra educazione ci porta di solito a leggere il libro della vita aprendolo all’ultimo capitolo, mentre bisognava cercare la prima pagina per comprendere il senso di tutto il discorso. E’ l’errore, del resto, degli storici che cercano di interpretare la storia dell’uomo cominciando dalla sua nascita (nascita che, peraltro, non è mai avvenuta, perchè vi è sempre stata, in natura, una trasformazione graduale).
La vera storia dell’uomo (e di vostro figlio) è cominciata con l’apparizione delle prime molecole capaci di replicarsi nel “brodo” primordiale ed è continuata con i “tedofori” rettili e mammifferi: ignorare i meccanismi e le leggi dell’evoluzione (che continuano ad essere alla base del comportamento umano) è come volere interpretare il funzionamento di un’automobile senza avere mai aperto il cofano del motore.
Diciamo subito, per sgombrare il terreno da equivoci, che la “fiamma” della vita non contiene alcuna “forza vitale” . 
E’ semplicemente una struttura. Una struttura molecolare che si è modellata grazie al caso e agli agenti che agivano su di essa, in particolare l’energia solare.
Per capire dove prendono origine gli istinti e l’intelligenza del bambino sarà quindi bene rifare, molto rapidamente, la storia di questa corsa a staffetta, cominciando ancora prima delle origini della vita sulla terra, risalendo alle origini del cosmo: vi è infatti un filo conduttore molto evidente che lega tutti questi avvenimenti, e permette di comprendere come si è passati dalle esplosioni cosmiche iniziali al neonato.
(…) L’energia iniziale, che continua a far muovere tutto ciò che avviene intorno a noi (e anche dentro noi), sembra risalire a dodici-quindici miliardi di anni fa. Oltre quella data le nostre conoscenze attuali non ci consentono di spingerci. A quell’epoca, si ritiene, esisteva una massa d’energia superdensa, con temperature dell’ordine di miliardi di gradi, che esplose, provocando la formazione di una grande nube di idrogeno. All’interno della nube cominciarono a formarsi condensazioni di atomi che si scontravano violentemente a livello di elettroni e di protoni, dando luogo alla formazione di atomi di elio.
Presero origine in questo modo le prime condensazioni di tipo stellare. In questi crogiuoli, per successiva fusione, si formarono tutti gli altri elementi chimici.
Dall’idrogeno (1 elettrone) all’elio (2 elettroni) al carbonio (4 elettroni) e via via a tutti gli altri elementi, vi fù un progressivo “montaggio” a livello cosmico, con la formazione di soli, pianeti, galassie, corpi celesti di ogni tipo che oggi ancora si trovano in fasi “evolutve” diverse, e che continuano a volar via nello spazio a velocità vertiginosa dopo l’esplosione iniziale, il cosidetto “Bing Bang”.
L’energia che si trova oggi nel Sole, e che ci scalda e ci illumina ogni giorno, che fa crescere le piante con le quali ci cibiamo (direttamente, o indirettamente attraverso gli animali), quest’energia risale sempre all’esplosione iniziale di dodici-quindici miliardi di anni fa, che come una gigantesca tempesta elettromagnetica continua ancora ad agire in tutto il cosmo e in ogni atomo.
Quando la Terra si formò, circa 4 miliardi e mezzo di anni fa, l’atmosfera primitiva terreste fu sottoposta a un bombardamento di energia solare (calore, radiazioni, particelle) che attraverso una serie di reazioni chimiche (ripetibili in laboratorio) diedero origine a quantità sterminate di molecole organiche di varia complessità.
Nel “brodo” iniziale (di dimensioni oceaniche) cominciarono a quel punto a svilupparsi in maggior numero le molecole capaci di “stampare” copie di se stesse (appaiandosi spontaneamente con materiali forniti dall’ambiente circostante). E qui apparve il meccanismo che doveva costituire la chiave di tutta l’evoluzione successiva: la replicazione errata.
Infatti la replicazione di una molecola poteva dar origine a errori, ad agganci sbagliati, o a mutazioni dovute all’azione di agenti esterni (sostanze chimiche, radiazioni). Questi “errori” creavano così molecole sempre nuove e diverse: se per caso uno di questi “difetti” di fabbricazione risultava più efficace per sfruttare l’ambiente circostante e replicarsi più facilmente, la molecola “difettosa” veniva allora a trovarsi in una situazione di vantaggio.
Cominciava così la selezione (intuita da Darwin nel secolo scorso) che attraverso una interminabile serie di “errori”, premiati o puniti dall’ambiente, faceva sì che le strutture più adatte si affermassero e si replicassero, trasformandosi poi pian piano in ciò che noi intendiamo di solito con vita, cioè strutture estremamente efficaci, in grado di rispondere alle richieste e agli stimoli ambientali, e in grado anche di immagazzinare energia come un accumulatore. 
QUESTA PROGRESSIVA LOTTERIA BIOLOGICA HA PORTATO DALLE PRIME MOLECOLE ALLE FORME PRECELLULARI, AI MICROORGANISMI, AGLI ESSERI PLURICELLULARI E INFINE ALL’UOMO.
TUTTO CIO SIGNIFICA, IN DEFINITIVA, CHE GLI ATOMI CHE COMPONGONO LA MATERIA VIVENTE E LA NON-VIVENTE SONO GLI STESSI.
la differenza consiste nella loro “disposizione”, nel modo in cui si uniscono insieme a costituire le molecole, e nel modo in cui le molecole si legano tra loro. (…)
Tratto da “da zero a tre anni” del Dott. Piero Angela
A questo punto è di regola domandarsi come possiamo provare che la vita “discende” davvero come descritto da Piero Angela? Conosciamo quasi tutte le tappe che ci hanno portato dalle molecole della Terra originaria ai primi essere viventi, in parte riproducibili in provetta, ma questo non è bastato a eliminare il vecchio pregiudizio della storia dell’uovo e della gallina. Questo circolo vizioso è stato interrotto nel 1952 da Stanley Miller (vedi foto di seguito), un giovane chimico che si chiese: “Perché non ricostruire in laboratorio le condizioni della pre-vita? Le condizioni della Terra primitiva erano molto diverse da quelle odierne: l’atmosfera non conteneva né azoto né ossigeno, ma un miscuglio inospitale di idrogeno, metano, ammoniaca, vapore acqueo, favorevole alla comparsa di molecole complesse. Quindi, di nascosto per non esporsi allo scherno dei colleghi, egli mise in una boccia i gas della terra primitiva , metano, ammoniaca, idrogeno, vapore acqueo, con in più un po’ di gas di carbonio. Simulò l’oceano riempiendo il recipiente d’acqua, riscaldò il tutto per dare energia e provocò scintille a mo’ di lampi, per una buona settimana. In fondo alla boccia apparve una sostanza rosso-arancione che conteneva amminoacidi: LE MOLECOLE COMPONENTI DELLA VITA ! Nessuno aveva osato immaginare che esse potessero prodursi partendo da elementi così semplici. Il mondo scientifico si stupì. Il primo ponte tra la materia e la vita era stato infine gettatoAldo 21/10/08CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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STANLEY MILLER

(Oakland, 7 marzo 1930 – National City, 20 maggio 2007) E’ STATO UN BIOCHIMICO STATUNITENSE
Ora è importante, soffermarci su dove prendono origine gli istinti e l’intelligenza del bambino, e cioè, come sostiene il Dott. Angela, alle origini del cosmo. Sappiamo ora, con la fisica subnucleare, che questa origine è nel cuore del nucleone, dove predominano gli effetti prodotti dalla forza Subnucleare forte, descritta da un apparato matematico denominato QCD (CROMODINAMICA QUANTISTICA), qui sotto riportato.Aldo 21/10/2008
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19 – CROMODINAMICA QUANTISTICA QCD

ORA CONSIGLIO CHI DESIDERA MAGGIORI INFORMAZIONI SCIENTIFICHE SULL’APPARATO MATEMATICO QCD DEL SUPERMONDO DI LEGGERE QUI DI SEGUITO L’ESPOSIZIONE PIU DETTAGLIATA DAL TITOLO “CROMODINAMICA QUANTISTICA DEL SUPERMONDO”.ALDO24/06/08CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDER
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CROMODINAMICA QUANTISTICA DEL “SUPERMONDO”

La Cromodinamica Quantistica, o QCD dal termine inglese “Quantum ChromoDynamics”, è la teoria che descrive una delle interazioni fondamentali e cioè la forza nucleare forte. Essa descrive l’interazione tra quark e gluoni e prende la forma di una teoria quantistica dei campi di un tipo speciale detta teoria di gauge non-abeliana. La QCD costituisce un’importante parte del modello standard delle particelle fisiche. La QCD possiede due proprietà peculiari:
Libertà asintotica: nelle reazioni ad altissima energia, i quark e i gluoni interagiscono molto debolmente. Che la QCD predica questo comportamento è stato scoperto nei primi anni ’70 da David Politzer, Frank Wilczek e David Gross. Per questi studi hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica nel 2004. Buona parte delle previsioni della QCD è stata confermata nel corso degli anni da evidenze sperimentali.
Confinamento: le forze tra i quark non diminuiscono quando vengono allontanati. A causa di questo comportamento ci vorrebbe un’energia infinita per separare due quark; essi sono per sempre confinati all’interno degli adroni come il protone ed il neutrone. Sebbene non vi siano prove analitiche, il confinamento viene largamente ritenuto valido perché esso spiega il costante fallimento delle ricerche di quark liberi ed inoltre è facilmente dimostrato nella QCD su reticolo.

Terminologia [modifica]
Il termine quark è stato coniato da Murray Gell-Mann ispirato dalla frase “Three quarks for Muster Mark” che si trova nel romanzo Finnegan’s Wake di James Joyce. I tre tipi di carica nella QCD, vengono comunemente denominati 
carica di colore; i tre colori sono il rosso, il verde ed il blu e non hanno nulla a che vedere con i colori percepiti dall’occhio umano; si tratta semplicemente di una terminologia di fantasia dato che in qualche modo bisognava pur chiamare questo tipo di “carica”. Dal momento che la teoria della carica elettrica ha preso il nome di “elettrodinamica”, il termine greco “croma” (Χρώμα, colore) è stato applicato alla teoria della carica di colore cioè “cromodinamica”.

Cenni Storici [modifica]
Con l’invenzione della 
camera a bolle e della camera a scintillazione negli anni ’50, fu scoperto un numero sempre maggiore di particelle fisiche soggette all’interazione forte, denominate adroni. Apparve subito chiaro che un così elevato numero di particelle non potevano essere tutte fondamentali. Alcune regolarità nelle interazioni di queste particelle possono essere spiegate come conseguenza della conservazione di un numero quantico detto isospin o spin isotopico, una quantità fisica matematicamente analoga allo spin ed introdotta da Werner Karl Heisenberg. Successivamente, nel 1953, fu necessario introdurre un ulteriore numero quantico, la stranezza, proposto da Murray Gell-MannKazuhiko Nishijima in particolare per spiegare la vita media abnormalmente lunga di alcune particelle. Gell-Mann e Yuval Ne’eman fecero l’ulteriore ipotesi che la stranezza e l’isospin si potessero combinare in un gruppo di simmetria più grande. Questa ipotesi fu battezzata “Eightfold way” (la ottuplice via) perché questo gruppo di simmetria, detto SU(3), ha otto generatori indipendenti. Essa comporta in particolare che gli adroni formino multipletti, ossia gruppi aventi proprietà correlate e massa simile. Gell-Mann e Gorge Zweig proposero nel 1963 che questa struttura fosse dovuta al fatto che gli adroni sono formati combinando tre costituenti più fondamentali, chiamati quark da Gell-Mann e ace da Zweig, ciascuno dei quali si trasforma secondo la rappresentazione fondamentale del gruppo SU(3).
A questo punto una particella, la Δ++ , rimaneva misteriosa; nel modello a quark essa risulta composta da tre quark up con spin paralleli. Comunque, poiché i quark sono 
fermioni, questa combinazione sembra violare il principio di esclusione di Pauli. Nel 1965 Moo-Young Han eYoichiro Nambu risolsero il problema proponendo che i quark possedessero un grado di libertà di gauge SU(3) aggiuntivo, in seguito chiamata carica di colore. Essi notarono che i quark possono interagire per via di un ottetto di bosoni vettori di gauge: i gluoni.
Poiché la ricerca di quark liberi era costantemente fallita, si pensò che i quark fossero semplicemente dei costrutti matematici inventati ad hoc e non delle particelle realmente esistenti. 
Richard Feynman argomentò che esperimenti ad alta energia mostravano che i quark erano reali: egli li chiamò partoni, in quanto parte degli adroni. James Bjorken propose che certe relazioni potessero persistere nello scattering profondamente anelastico (diffusione profondamente anelastica) di elettroni e protoni, cosa che fu dimostrata con spettacolarità in esperimenti condotti nel 1969 presso lo SLAC (Stanford Linear Accelerator Center).
Sebbene lo studio dell’interazione forte rimanga a tutt’oggi non del tutto chiara, la scoperta della libertà asintotica (proprietà di alcune
teorie di gauge secondo cui le interazioni tra alcune particelle, ad esempio i quark, diventano arbitrariamente deboli a distanza molto basse) ad opera di David GrossDavid Politzer e Frank Wilczek ha permesso di effettuare previsione precise riguardo i risultati di molti esperimenti ad alte energie utilizzando le tecniche della teoria perturbativa della meccanica quantistica. L’esistenza dei gluoni è stata dimostrata nel 1979 durante esperimenti con l’acceleratore HERA di Amburgo (Germania). Questi esperimenti sono divenuti sempre più precisi culminando nella conferma della QCD perturbativa ad un livello di errore di pochi punti percentuali per opera del LEP (Large Electron-Positron collider) del CERN di Ginevra.
All’estremo opposto della libertà asintotica vi è il 
confinamento. Poiché la forza tra le cariche di colore non diminuisce con la distanza, si ritiene che i quark ed i gluoni non possano mai essere separati dagli adroni. Questo postulato della teoria è stato verificato per mezzo di calcoli della QCD su reticolo, ma non è stato matematicamente provato. Uno dei Millenium Prizes annunciato dal Clay Mathematics Institute richiede al candidato di produrre questa prova. Altri aspetti della QCD non-perturbativa sono l’esplorazione di fasi della materia di quark(quark matter), incluso il plasma di quark e gluoni.

La teoria [modifica]

Alcune definizioni [modifica]
Ogni aspetto teorico della fisica delle particelle è basato su certe simmetrie della natura la cui esistenza è dedotta dalle osservazioni sperimentali. Le simmetrie possono essere:
Simmetria locale, un tipo di simmetria che agisce indipendentemente in ogni punto dello 
spazio-tempo. Tutte le simmetrie di questo tipo si basano sulle teorie di gauge e richiedono l’introduzione di un proprio bosone di gauge.
Simmetrie globali, simmetrie i cui calcoli devono essere applicate contemporaneamente in ogni punto dello spazio-tempo.
La QCD è una teoria di gauge del gruppo di simmetria 
SU(3) che si ottiene utilizzando la carica di colore per definire una simmetria locale.
Poiché l’interazione forte non discrimina tra differenti 
sapori di quark, la QCD ha una simmetria di sapore approssimativa che è rotta dalla differente massa dei quark.
Vi sono ulteriori simmetrie globali la cui definizione richiede l’introduzione del concetto di 
chiralità che si distingue in destrogira e levogira. Ad esempio se lo spin di una particella ha direzione uguale alla direzione del moto della particella stessa essa è detta chiralità levogira mentre se ha direzione opposta è detta chiralità destrogira. Esse sono:
la simmetria chirale coinvolge le trasformazioni indipendenti dei due tipi di particelle
la simmetria vettoriale o simmetria diagonale , in cui la stessa trasformazione è applicata alle due chiralità
la simmetria assiale, in cui una trasformazione si applica alle particelle levogire e l’inverso a quelle destrogire.

I gruppi di simmetria [modifica]
Il gruppo di colore SU(3) corrisponde alla simmetria locale la cui misurazione dà maggior credito alla QCD. La carica elettrica definisce una rappresentazione della simmetria locale di gruppo 
U(1) che viene misurato per determinare la QED: questo è un gruppo Abeliano. Se si considera una variante della QCD con sapore Nf di quark privi di massa, si ottiene un gruppo simmetrico di sapore globale (chirale) . La simmetria chirale viene spontaneamente rotta dal QCD vacuum (vuoto nella QCD) al vettore (L+R) SUV(Nf) con la formazione di uncondensato chirale. La simmetria vettoriale UB(1) corrisponde al numero barionico dei quark ed è una simmetria esatta. La simmetria assiale UA(1) è esatta nella teoria classica ma rotta nella teoria dei quanti la qual cosa è denominata una anomalia. Le configurazioni del campo gluonico chiamati istantoni sono strettamente correlati a questa anomalia.
Nota bene: In molte applicazioni della QCD si possono ignorare i sapori forti (charm, top e bottom). In questo caso il reale gruppo di sapore è spesso SU(3), che non deve essere confuso con il gruppo di colore. Nella QCD il gruppo di colore fa parte di una simmetria locale e da quel momento viene misurato. Il gruppo di sapore non viene misurato. La via dell’ottetto (Eightfold way) si basa sul gruppo di sapore e non considera la simmetria locale che dà la QCD.
I campi [modifica]
I quark sono fermioni aventi massa e spin 1/2 che trasportano una carica di colore la cui misurazione è il contenuto della QCD. I quark sono rappresentati dai campi di Dirac nella rappresentazione fondamentale 3 del gruppo di gauge SU(3). Essi sono anche dotati di una carica elettrica (-1/3 o 2/3) e partecipano all’ interazione debole come parte di un doppio isospin. Essi possiedono numeri quantici che includono ilnumero barionico (che è 1/3 per ogni quark), l’ipercarica ed uno dei numeri quantici di sapore. I gluoni sono bosoni con spin 1 ed anch’essi sono portatori di carica di colore cosicché si posizionano nella rappresentazione aggregata 8 del SU(3). Non possiedono carica elettrica, non partecipano ai processi di interazione debole e non hanno sapore. Si posizionano nella rappresentazione singola 1 di tutti questi gruppi simmetrici.
Ogni quark ha il suo anti-quark. La carica di ogni anti-quark è esattamente l’opposto della carica del corrispondente quark.
Metodologia [modifica]
L’ulteriore analisi del contenuto di questa teoria è alquanto complicato. Sono state proposte diverse tecniche per lavorare con la QCD. Alcune di queste sono di seguito descritte.

QCD perturbativa [modifica]
La 
QCD perturbativa è un tipo di approccio che si basa sulla libertà asintotica la quale permette di usare la teoria perturbativa in esperimenti ad energie estremamente elevate. Sebbene limitato nelle possibilità, questo approccio è stato osservato nei test più precisi della QCD.

QCD su reticolo [modifica]
Tra gli approcci 
non perturbativi alla QCD, il più conosciuto è la QCD su reticolo (in inglese lattice QCD). Questo metodo utilizza un sistema discreto, ossia non continuo, di punti spazio-temporali chiamato reticolo che riduce il modello ad integrali analiticamente non calcolabili della teoria del continuum (spazio-temporale) ad una serie di calcoli numerici estremamente difficili per i quali è necessario utilizzare supercomputer. Anche se questo metodo è lento e computazionalmente pesante, è l’unico che può essere concretamente applicato per l’analisi di aspetti della teoria che sarebbero altrimenti impenetrabili.

Espansione 1/N [modifica]
Uno schema approssimativo ben conosciuto, l’
espansione 1/N, prende origine dalla premessa che il numero di colori è infinito ed esegue una serie di correzioni che lo fanno considerare come se non lo fosse. Fino ad ora è stata la fonte dell’analisi qualitativa profonda piuttosto che un metodo per la predizione quantitativa. Una variante moderna include l’approccio AdS/CFT.

Teorie efficaci [modifica]
Per problemi specifici, alcune 
teorie possono essere ricondizionate al punto di fornire risultati qualitativamente corretti. Nel migliore dei casi, questo può essere ottenuto come un’espansione sistematica di alcuni parametri della Lagrangiana della QCD. Tra i metodi migliori e più efficaci si possono ora considerare la teoria della perturbazione chirale, in cui si considera quasi nulla la massa dei quark, e la HQET, la infinita.

Test sperimentali [modifica]
Il concetto di 
sapore dei quark è stato introdotto per spiegare le proprietà degli adroni durante lo sviluppo del modello a quark. Il concetto di colore si è reso necessario a causa della varietà di Δ++. Questo è già stato considerato nella sezione Storia del presente capitolo. La prima conferma che i quark sono reali elementi costitutivi degli adroni è stata ottenuta in esperimenti presso lo SLAC. La prima conferma dell’esistenza dei gluoni è stata ottenuta con l’acceleratora HERA di Amburgo. Sono in corso ottimi test quantitativi per dimostrare ulteriormente la teoria perturbativa della QCD, come ad esempio la produzione di bosoni vettori, la produzione di quark pesanti, lo scattering profondamente anelastico, ecc….
I test dimostrativi della teoria non-perturbativa della QCD sono inferiori di numero perché le predizioni sono molto difficili da ottenere. Il migliore di questi è probabilmente il test dell’
accoppiamento della QCD come provato mediante il computo del reticolo degli spettri del quarkonium pesante. Vi sono dati recenti riguardanti la massa del mesone pesante Bc [1]. Ulteriori test non perturbativi sono attualmente in svolgimento al meglio del 5%. Continua il lavoro sulle masse e sui fattori forma degli adroni e gli elementi di matrice debole sono promettenti candidati per futuri test quantitativi. L’intero argomento della materia di quark e del plasma di quark e gluoni è un campo di test non-perturbativi per la QCD che ancora rimane da approfondire appropriatamente.QCD (cromodinamica quantistica) [modifica]
La Lagrangiana della QCD, considerata senza colore, sapore e spin, assomiglia molto a quella dell’elettrodinamica quantistica:
dove L rappresenta il tensore del campo del gluone, ψ il campo del quark e D la derivativa covariante. Parte di questo contenuto entra nelleregole di Feynman che dice che tutti i processi che si svolgono all’interno della teoria possono essere ricondotti ai vertici, ossia alle interazioni elementari qqg, ggg e gggg. In parole povere, un quark può emettere ed assorbire un gluone, un gluone può emettere ed assorbire un altro gluone e due o più gluoni possono interagire direttamente tra loro, formando una glueball. Nella QED, invece, può verificarsi soltanto il primo tipo di vertice, dal momento che i fotoni non hanno carica.Ricavato da Wikipedia, l’enciclopedia libera.24/06/08AldoCLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUI 

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20 – ATOMO DI IDROGENO

L’ IDROGENO E’ UN ELEMENTO PIU LEGGERO E CONSISTE DI UN SINGOLO PROTONE E DI UN SINGOLO ELETTRONE

CARATTERISTICHE ELEMENTARI DELL’ELETTRONE

IN CONFRONTO ALL’ ATTOMO DI IDROGENO E’ MILLE VOLTE PIU’ LEGGERO
Nella descrizione delle proprietà elementari dell’elettrone, oltre la carica e la massa, tre sono le caratteristiche che si prendono in considerazione rappresentate in questa figura. A sinistra intendo rappresentare la sfera entro la quale si deve immaginare distribuita la carica che non si può immaginare concentrata in un solo punto perché questo è impossibile.Il raggio classico misura 2,81*10^-13 cm.Al centro è anche interessante notare che la sfera elettronica non esiste in quiete ma che è dotata di una rotazione intorno a un asse che le conferisce, in virtù del fatto che anche la massa è distribuita entro la sfera classica, un momento angolare o momento della quantità di moto che viene detto SPIN ( a proposito di SPIN il lettore troverà un’ampia descrizione al n. 47Bis dei concetti ricorrenti).La terza caratteristica rappresentata dalla figura è il momento magnetico anch’esso dovuto alla presenza di carica distribuita nello spazio e in rotazione. Possiamo immaginare l’elettrone come una piccola elettrocalamita.Il momento magnetico di questa elettrocalamita è 9,27*10^-21 erg/gauss.MA L’ELETTRONE NON E’ SOLAMENTE LA PRIMA PARTICELLA ELEMENTARE DELLA QUALE SI E’ AVUTA CONOSCENZA. ESSA E’ ANCHE STATA LA PRIMA DELLA QUALE SI SIA PREVISTA OD OSSERVATA LA CORRISPONENTE ANTIPARTICELLA, L’ELETTRONE POSITIVO CHE E’ ANCHE DETTO POSITRONE O ANTIELETTRONEAldo 23/07/08 CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO

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La Cosmologia, purtroppo, non è molto menzionata nella letteratura scientifica, ma ritengo che sia importante sottolineare i progressi ottenuti dalla fisica atomica e nucleare in quanto hanno giocato un ruolo cruciale nella verifica del modello del big bang.
Il modello nucleare dell’atomo di Rutherford e la comprensione delle reazioni nucleari (fissione e fusione) che ne emersero hanno preparato il terreno per questo mio blog in cui intendo sviluppare un nuovo modo di studiare il Creato in cui volenti o nolenti ne facciamo parte.
Ma prima di proseguire in questo progetto voglio elencare i punti fondamentali che sono emersi dalla fisica nucleare. 

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Tratto da Big Bang – “L’origine dell’universo e gli uomini che nehanno svelato il mistero” di Simon Singh

21 – ATOMI DI ELIO E LITIO

Uno dei primi scienziati a collegare queste regole di fisica nucleare con l’astronomia fu Fritz Houtermans che rimase affascinato dall’idea di poter spiegare come il Sole e le altre stelle venivano alimentate.
Si sapeva che il Sole era formato principalmente da idrogeno e in parte da elio, perciò sembrava naturale supporre che l’energia generata dal Sole fosse il risultato di reazioni nucleari nelle quali l’idrogeno si fondeva in elio.
Nessuno aveva assistito a una fusione nucleare sulla Terra, ma si sapeva che se l’idrogeno poteva trasformarsi in elio, ci sarebbe stata una perdita di massa dello 0,7 per cento: 1 kg di idrogeno si sarebbe fuso in 0,993 kg di elio, con un calo di massa pari a 0,007 kg.

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La questione che confondeva i scienziati era se il Sole fosse in condizione di innescare la fusione dato che la reazione nucleare ha bisogno di una immissione iniziale di energia composta da alte temperature e forte pressione per innescarsi.
Nel caso della fusione di due nuclei di idrogeno, questa energia è necessaria per superare la repulsione iniziale.
Un nucleo di idrogeno è un protone di carica positiva, perciò respingerà un altro nucleo di idrogeno con carica positiva, visto che cariche simili si respingono.
Tuttavia, se i protoni possono avvicinarsi sufficientemente gli uni agli altri, l’intensa forza nucleare attrattiva supererà la repulsione e li legherà per formare l’elio


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Tratto da Big Bang “L’origine dell’universo e gli uomini che ne hanno svelato il mistero” di Simon Singh

22 – ATOMI DI CARBOMIO E OSSIGENO

Altri fisici attinsero dalle idee sulla fusione stellare di Houtermans e calcolarono i dettagli dei processicche avvenivano nel Sole.
Il fisico più fidato per il completamento della ricerca di Houtermans era Hans Bethe che nel 1933 identificò due percorsi possibili per trasformare l’idrogeno in elio che erano accessibili date le temperature e le pressioni che si pensava predominassero nel Sole.
Nel primo percorso, l’idrogeno standard (un protone e un neutrone) reagiva con il deuterio, un più raro e pesante isotopo dell’idrogeno (un protone e un neutrone).
Queste reazione formava un esotopo relativamente stabile di elio contenente due protoni e un neutrone.
Infine, due di questi leggeri nuclei di elio si sarebbro fusi per formare un nucleo si elio standard e stabile, rilasciando due nuclei di idrogeno come conseguenza.
L’altra via proposta da Bethe per trasformare l’idrogeno in elio usava nuclei di carbonio come metodo per intrappolare i nuclei di idrogeno.
Se il Sole contiene una piccola quantità di carbonio, ogni nucleo di carbonio potrebbe catturare e inghiottire i nuclei di idrogeno uno alla volta, trasformandosi in nuclei sempre più pesanti.
Infine, il nucleo di carbonio trsformato diventerebbe instabile, causando l’espulsione di un nucleo di elio e riconvertendosi in un nucleo stabile di carbonio, dopo di che il processo ricomincia daccapo. 
In altre parole, il nucleo di carbonio agisce da fabbrica, utilizzando i nuclei di idrogeno come materia prima e producendo nuclei di elio.
Entro gli anni Quaranta era chiaro che nel Sole avvenivano entrambe le reazioni nucleari proposte da Bethe, le quali erano responsabili della produzione dell’enetgia solare.
Gli astrofisici furono in grado di confermare che il Sole converte 584 milioni di tonnellate di idrogeno in 580 milioni di tonnellate di elio al secondo, trasformando la massa mancamte nell’enetgia della luce solare.

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Era una pietra miliare nel rapporto esistente tra atomico e cosmico.I fisici nucleari avevano dimostrato che era possibile fornire un contributo concreto all’astronomia spiegando in che modo brillano le stelle.Ora, i cosmologi del big bang speravano che la fisica nucleare (allora quella subnucleare era appena agli albori) potesse aiutarli a capire la creazione e l’evoluzione dell’universo.Era chiaro che le stelle potevano trasformare semplici atomi come l’idrogeno in atomi leggermente più pesanti come l’elio, perciò, i fisici nucleari potevano mostrare come il big bang aveva creato le diverse abbondanze degli atomi che osserviamo oggi.Le condizioni erano tali per l’arrivo di un nuovo pioniere della cosmologia: George Gamow.Nato a Odessa nel 1904, rivelò un interesse scientifico fin da quando era piccolo.Rimase affascinato da un microscopio regalatogli da suo padre che utilizzò per analizzare il processo di transustanziazione.Avendo preso la Comunione nella chiesa ortodossa russa locale, si precipitò a casa con un pezzo di pane e poche gocce di vino nascosti nelle guance.Li mise sotto il microscopio e li confrontò con quello che aveva visto nel pane e nel vino comuni.

Non riuscì a trovare alcuna prova che la struttura del pane si era trasformata nel corpo di Cristo e più tardi disse: “Penso che quello fu l’esperimento che mi rese scienziato”.

Ed è stato proprio George Gamow l’ispiraratore di questo mio progetto che sto per l’appunto sviluppando in questo blog.

 

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23 – LA MOLECOLA CLOROFILLA A -

24 – COMPOSIZIONE MOLECOLARE DELLA MATERIA

Nella cellula si trovano circa trenta elementi chimici, che compongono tutta la materia vivente. Sette di questi, ossigeno (O), carbonio (C), idrogeno (H), azoto (N), calcio (Ca), fosforo (P) e zolfo (S), costituiscono oltre il 99% della massa cellulare, mentre gli altri sono presenti in quantità minori o minime, ma comunque necessarie allo svolgimento delle funzioni della cellula.Alcuni elementi sono presenti come costituenti di sali minerali (per esempio, cloruro di sodio o di potassio, solfato di calcio o di magnesio), perlopiù sotto forma di elettroliti (i cosiddetti ioni inorganici). Ossigeno e idrogeno sono in massima parte legati nella molecola dell’acqua (H2O), che infatti è la sostanza che più abbonda nella cellula: costituisce circa il 70% del suo peso ed è il mezzo in cui avvengono la maggior parte delle reazioni chimiche. Inoltre l’acqua è importante per l’equilibrio termico della cellula e degli organismi in genere, contribuendo al mantenimento costante della temperatura.Le altre sostanze che compongono la cellula si dividono in due categorie: le piccole molecole organiche e le macromolecole. La distinzione fra le due categorie è data dalle dimensioni e dall’organizzazione strutturale.Le piccole molecole organiche (o monomeri) generalmente sono costituite da meno di 50 atomi. Fanno parte di questo gruppo i carboidrati (zuccheri) semplici, i lipidi (grassi), gli aminoacidi (unità base per la costituzione delle proteine), i nucleotidi (costituenti degli acidi nucleici depositari dell’informazione genetica) e le vitamine. Le macromolecole (o polimeri) sono composte da più piccole molecole organiche, uguali o diverse, unite da legami stabili (legami covalenti) a formare delle catene o strutture più complesse. Le macromolecole sono caratteristiche della materia vivente; fanno parte di questo gruppo i carboidrati più complessi (per esempio, il glicogeno), le proteine e gli acidi nucleici (RNA, DNA)..
La struttura in alto rappresenta un esempio molecolare della materia vivente. Ho voluto rappresentare la molecola della clorofilla A in quanto è l’elemento essenziale per la vita dei vegetali. Essa è tanto diffusa nel mondo vegetale che non fa meraviglia di trovarla abbondante, sia pur degradata, nel mondo delle sostanze chimiche fossili.
La struttura della clorofilla originale è quella di un complesso di 4 anelli pirrolici, nel cui centro si trova un atomo di magnesio; vi è inoltre una catena laterale con venti atomi di carbonio. La degradazione della clorofilla avviene in due modi: innanzitutto la molecola si spezza in corrispondenza dell’attacco della catena laterale agli anelli del gruppo principale; questo da luogo alla formazione di una catena con venti atomi di carbonio, il filano; può anche avvenire che la catena rimanga con soli diciannove atomi di carbonio: in questo caso si forma ilpristano. Il gruppo principale invece si degrada conservando la sua forma, ma l’atomo centrale di magnesio è sostituito da uno di vanadio e uno di ossigeno. Questo composto, il vanadildeossifilloeritroetioporfirina, è un composto che si trova con una certa abbondanza nei petroli grezzi.
La sua origine potrebbe dunque venire spiegata unicamente con la degradazione di vegetali.

Inoltre voglio sottolineare un’ altra più “efficace” struttura molecolare: La struttura a doppia elica del DNA ( Vedi foto subito sotto) che si trova raggomitolata in ogni cellula di ogni organismo e che costituisce il patrimonio genetico soggetto alle richieste dell’ ambiente attraverso meccanismi biochimici estremamente complessi che hanno portato, infine, alla comparsa dell’uomo sulla terra.
Chiedo scusa ai pazienti lettori per questa mia dettagliata spiegazione scientifica, ma è opportuno non trascurare la composizione molecolare della materia vivente in quanto diverrà di assoluta importanza quando analizzeremo il concetto principale di questo mio progetto: LA DIMOSTRAZIONE CHE I MATTONI CHE FORMANO L’UNIVERSO E QUINDI DI NOI STESSI SONO IMMORTALI…..LA MATERIA SI TRASFORMA IN ENERGIA .SECONDO LA FAMOSA LEGGE DI EINSTEIN …( Energia = massa per il quadrato delle velocità della luce)
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LA STRUTTURA MOLECOLARE DEL DNA

LA CELLULA DELLA MATERIA VIVENTE

Il nostro corpo, che come sappiano appartiene all’Esistenza 3, è costituito (vedi fig.1 di seguito ) in gran parte da cellule che hanno aspetto e funzioni diverse (delle ossa, della pelle, dei nervi ecc.) formati dai soliti indistruttibili protoni, ma che sostanzialmente si assomigliano tutte per la loro struttura in cui, in un centimetro cubo, possono esservene diversi milioni (fig. 2). All’interno della cellula (fig. 3) sono contenuti corpuscoli vari e canalicoli. All’interno del nucleo centrale (fig. 4) si trovano i CROMOSONI che sono composti (fig. 5) da centinaia di migliaia di frammenti: i GENI, i quali, (fig. 6), sono composti da lunghe molecole disposte come una scala a chiocciola : LE MOLCOLE DEL DNA CONSIDERATE L’ ALBERO DELLA VITA, raffigurata in alto.
La CELLULA è l’elemento fondamentale del corpo umano estremamente complesso e appare come un vero e proprio piccolo organismo che si nutre, cresce, elimina i rifiuti, si difende dagli attacchi esterni, si adatta a nuove situazioni, si riproduce, invecchia, si ammala, e infine muore uscendo, come vedremo in seguito a partire dal concetto 36, dal Cono di luce tramite la traslazione della massa in Energia secondo la formula E = mc^2 di Eistein.

Nella foto in basso è rappresentato uno degli atti fondamentali della vita: una cellula è in “mitosi”, cioè si sta duplicando, per dare vita ad una cellula-figlia.
E’ identificabile il nucleo interno, già quasi raddoppiato: le parti più scure, quasi simili a corpi di ragni, sono i cromosoni che contengono ilDNA.
Subito sotto, una miriadi di cellule costituisce un frammento di tessuto ingrandito 400 volte.
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ATTO FONDAMENTALE DELLA VITA:LA DUPLICAZIONE DI UNA CELLULA

QUESTO E’ L’ ISTANTE NEL QUALE COMINCIA LA VITA

Queste immagini sotto rappresentate, tratte da una ripresa cinematografica effettuata dallo scienziato bolognese Daniele Petrucci, rimangono ancora la migliore documentazione visiva del grandioso momento in cui una nuova vita umana comincia.
Esse sono soltanto la rappresentazione di un fenomeno già noto nel suo meccanismo esteriore, ma possono servire come punto di partenza per accennare a alcuni dei tanti misteri che circondano il miracolo della vita.
Non si conosce la ragione per la quale l’elemento seminale maschile si muove veloce come “in cerca” del ovulo da fecondare e perché uno solo tra milioni di organismi uguali riesca nella impresa.
E a partire da qui, quasi ogni altra tappa del processo vitale è sconosciuta: perché e come avviene la fusione dei due pronuclei (maschile e femminile); perché la nuova cellula, cioè quella del uovo trasformata e arricchita dal seme maschile, si divide e si differenzia fino a produrre organi diversissimi, quali a esempio il cervello o le ossa; perchè l’uomo, come ogni altro essere vivente, si evolve e modifica in tutto l’arco del tempo.
Tuttavia, quando tutti o molti di questi misteri saranno chiariti, non sarà impossibile intervenire direttamente nel ciclo vitale per correggere malformazioni, per impedire “errori” genetici, per ridurre, insomma, una grande porzione del dolore oggi causato alla umanità da quelle anomalie e da quelle storture che avvengono a questo livello, cioè prima ancora che gli esseri più progrediti del sistema solare (di questo almeno siamo certi) vedano la luce.
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L’ ELEMENTO SEMINALE MASCHILE (A SINISTRA IN ALTO NEI FOTOGRAMMI) NUOTA MUOVENDO LA CODA VERSO L’OVULO. LA SUA TESTA HA LA GRANDEZZA DI 2 – 3 MILLESIMI DI MILLIMETRO E CONTIENE IL NUCLEO.
LA CELLULA – UOVO RISULTA SEMPRE DI DIMENSIONI MOLTO PIU’ GRANDI DELLO SPERMATOZOO, CIOE’ DELL’ ELEMENTO SEMINALE MASCHILE. QUELLA DELLA FEMMINA UMANA IN MEDIA RAGGIUNGE IL DIAMETRO DI 100 MILLESIMI DI MILLIMETRO: AD OGNI “CICLO”, UN SOLO UOVO IN GENERE GIUNGE A MATURAZIONE, E QUANDO INCONTRA UNO SPERMATOZOO VIENE DA ESSO FECONDATO.
L’ UOVO E’ FECONDATO DALLO SPERMATOZOO CHE SI INTRAVEDE NELL’ INTERNO DELLA CELLULA “FEMMINILE”. UNA NUOVA VITA PUO’ COSI COMINCIARE, PERCHE NEI DUE PICCOLISSIMI ORGANISMI UNICELLULARI SONO CONTENUTI TUTTI I CARATTERI EREDITARI.
LA CELLULA – UOVO FECONDATA CONTIENE ADESSO DUE PRONUCLEI, UNO SUO PROPRIO E L’ ALTRO CHE FA PARTE DELL’ ELEMENTO MASCHILE. IN SEGUITO, I DUE PTONUCLEI DARANNO VITA AD UN SOLO NUCLEO CHE CONTERRA’ TUTTI GLI ELEMENTI GENETICI NECESSARI PERCHE LA CELLULA INIZIALE DIA VITA AD UN ESSERE UMANO: I DUE DNA SI SONO COME “SOMMATI” INSIEME.

IL PATRIMONIO GENETICO DEL DNA: VIVA IL SESSO

LA RIVOLUZIONE DELLA SESSUALITA

LUNGO IL FILAMENTO DEL DNA E’ INCISO IL CODICE CHIMICO DELLE RISPOSTE DELL’ ESISTENZA 2 – 3. E’ QUESTO MESSAGGIO (INSOPPRIMIBILE, A MENO DI MODIFICARE IL DNA) CHE CONDIZIONA TUTTO IL COMPORTAMENTO, MA ECCO CHE FA LA SUA COMPARSA L’ INVENZIONE PIU IMPORTANTE: IL SESSO. FINO A QUEL MOMENTO LE CELLULE SI RIPRODUCEVANO, NEL SENSO PROPRIO DELLA PAROLA, IDENTICHE. CON IL SESSO, DUE ESSERI VIVENTI NE CREANO UN TERZO, DIVERSO DA LORO.
Come sostiene Joel de Rosnay, una delle massime autorità mondiali in materia di chimica organica nel libro “La più bella storia del mondo”, secondo certe tesi, la sessualità sarebbe nata “addirittura” dal….cannibalismo: divorandosi reciprocamente, le cellule avrebbero importato i geni di altre specie, che in seguito si sarebbero mescolati. Questo fenomeno si verifica già nei batteri. Alcuni tra essi, chiamati i più e i meno, si accoppiano e si scambiano il materiale genetico. In seguito, via via che gli organismi diventano più complessi, si doteranno di cellule germinali, che contengono ognuna la metà dei geni del loro organismo. La sessualità si generalizza. A partire da quel momento il mondo vivente, grazie alla sessualità diventa sempre più vario. Incomincia la grande avventura dell’evoluzione biologica, che conoscerà innumerevoli fallimenti, piste che non portano da nessuna parte, specie che non sopravvivono…La natura largheggia in prove: se la specie appena inventata non si adatta, scompare.
Ma perché la sessualità è solo a due e non a tre? Joel de Rosnay, sempre nel suo libro, sostiene che il mescolarsi dei geni mette in gioco, con le due parti di Dna, un processo di duplicazione. Per mescolare coppie di cromosomi in un uovo fecondato è necessario un meccanismo biologico estremamente complesso. Lo sarebbe ancor di più se dovesse mescolare tre patrimoni genetici. Ammesso che alcune specie abbiano inventato una sessualità di questo tipo, esse non sono sopravvissute.
(Ricavato da “La più bella storia del mondo” di HUBERT REEVES, JOEL DE ROSNAY, YVES COPPENS E DOMINIQUE SIMONNET)
A questo punto voglio riferirmi a quanto espresse nel post l’affezionata lettrice MERYPERSEMPRE riguardo al film “IL CODICE DA VINCI”. Essa infatti non tollera il clamore che questa pellicola ha suscitato fra i Cattolici i quali non accettano che Gesù di Nazaret possa aver sposato la Maddalena e quindi avere avuto dei figli. Non vedo nulla di scandaloso nel fatto che il figlio di Dio che si è fatto uomo, come dice la Bibbia e quindi ribadito dalla Religione Cattolica, abbia potuto comportarsi seguendo le leggi che appartengono, come suddetto, all’invenzione più importante del codice chimico della sessualità incluso nel filamento del DNA voluto e scritto da Colui che ha fatto il mondo in termini matematici nel libro della natura. Proprio perché Gesù di Nzaret è ritenuto dai cattolici il Messia inviato da Dio che si è fatto uomo non vedo perché non possa essere considerato appartenente all’Esistenza 3 come noi stessi e quindi comportarsi sessualmente con le modalità legate al rito sacramentale del matrimonio come vuole la Chiesa Cattolica. In questo senso, per il Corano la creazione di Adamo è un miracolo ancora più grande che la nascita verginale di Gesù di Nazaret: Adamo infatti non aveva né padre né madre (CF 3,59; 15,26-30).
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GENEALOGIA DI GESU DI NAZARET NEL VANGELO DI LUCA

E ben vero che, secondo la religione Cristiana, Gesù di Nazaret era Dio. Ma altrettanto vero è che aveva messo piede sulla terra come tutti noi. Da chi veniva, dunque?
Quali erano – pur dovevano esserci! – le radici del suo sangue? 
L’evangelista Matteo annuncia che la storia di Gesù di Nazaret è imbevuta dalla storia che viene da Israele in cui abitano le origini stesse della chiamata del popolo con Abramo, della fondazione del regno di Davide: non c’è nessun istante della vita di Israele che non vi sia traccia di questo Gesù di Nazaret.
Eppure Matteo svelerà poco dopo che tutto il sangue e la carne d’Israele si effondono lungo la linea genealogica paterna di Giuseppe, padre soltanto putativo in quanto padre di nome non di fatto. 
In Gesù di Nazaret il sangue è mescolanza di materno e divino secondo i vangeli canononici. 
Noi ora conosciamo, tramite la Fisica subnucleare, il significato delle parole di Gesù di Nazaret, quando disse ai suoi discepoli che sarebbe sempre rimasto con loro: “rompete un pezzo di legno e io sono li, sollevate una pietra e io sono sotto quella pietra”. Luca mi da un valido aiuto al mio progetto per dimostrare che Gesù di Nazaret e tutti noi che apparteniamo all’Esistenza 3 abbiamo avuto la medesima origine (come d’altronde le Esistenze 1 e 2) a partire dal Big Bang. 
A differenza di Matteo, infatti, che aveva ricondotto la genealogia di di Gesù di Nazaret fino ad Abramo, Luca la riconduce fino ad Adamo.
Gesù […] era figlio, come si credeva, di Giuseppe; Giuseppe era figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di Giuseppe, figlio di Mattata, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semain, figlio di Iodek, figlio di Ioda, figliosi Ioanan…”
Fino a Natam, Luca presenta 40 generazioni di persone di cui non abbiamo alcna altra notizia in tutta la Bibbia e che sono completamente stranee a quelle riportate da Matteo. 
Poi prosegue:
“Natam era un dei figli di Davide,
figlio di Iesse,
figlio di Obed,
figlio di Booz,
o sposo di Rut;
figlio di Sala,
figlio di Naasson,
figlio di Aminadab,
figlio di Admin, figlio di Arni,
iglio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda,
uno dei dodici figli di Giacobbe, che era figlio di isacco, figlio di Abramo, il padre di Israele nella fede”
a questo punto, le Generazioni secondo Luca risalgono oltre la chiamata di Abramo, fino alla fondazione del mondo:
“Abramo era figlio di Tare,
iglio di Nacor,
figlio di Seruk,
figlio di Ragau,
figlio Falek,
figlio di Eber,
figlio di Sala,
figlio di Cainam,
figlio di Arfacsad,
figlio di Sem, che con Cam e Jafet era figlio di Noè, e fu all’origine del popolo dei semiti, mentre Cam è il capostipite dei camiti (i popoli dwll’Afrtica) e Jafet della razza europea.
Noè era figlio di Lamech, colui che portò nel mondo la vendetta;
Lamech era figlio di Matusalemme, l’uomo che visse più a lungo di ogni altro;
Matusalemme era figlio di Enoch, che fu elevato in cielo prima di morire;
Enoch era figlio di Iaret,
figlio di Mallea,
figlio di Cainam, figlio di Enos,
Figlio di Aet, il terzo figlio di Adamo, che fu il primo figlio di Dio”
Ricavato da “VITA DI CRISTO – Secondo i Vangeli canonici e apocrifi” di Gian Franco Freguglia

Aldo
06/05/09CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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25 – L’ EVOLUZIONE DELLA TERRA

L’INTERNO DELLA TERRA

Alla luce di quanto detto finora, possiamo affermare che l’evoluzione chimico-biologica è incominciata non appena la Terra si è raffreddata.
la Terra, come raffigurato sopra, è costituita da vari strati di materiali ( a destra e in basso).
La temperatura va da da 500-1000° alla base della crosta terreste fino a 4000° nel nucleo (a sinistra).
Quando si perfora il terreno per scavare una miniera, dopo avere attraversato i primi metri di terreno, la temperatura incomincia ad aumentare.
Tutte le perforazioni compiute finora hanno confermato questa osservazione.
Per questo si pensava che la temperatura potesse continuare ad aumentare proporzionalmente fino al centro della Terra fino a più di centomila gradi.
Oggi i calcoli che si possono eseguire sulla conduzione del calore delle rocce terrestri permettono di vedere che una temperatura così elevata produrrebbe un flusso di calore alla superficie del globo così rapido che presto l’intero pianeta perderebbe questa scorta immagazzinata nel nucleo.
Alla base della crosta ci sono temperature variabili tra i 500 e i 1000 gradi; la temperatura alla profondità di 400 chilometri dovrebbe essere di circa 1000 – 1500 gradi; 2000° si raggiungerebbero a circa 900 chilometri e 2500-3000° a 2900 chilometri, dove vi si incontra il nucleo.
Con le attuali nozioni che ora si hanno di geofisica è giusto ritenere che le temperature ad una profondità media tra 5 e 60 chilometri siano di circa 500-1000 gradi.
Le rocce che compongono il mantello e la crosta sono sottoposte a pressioni assai forti e si sa che il punto di fusione dei solidi in generale è più alto se la pressione e maggiore.
Queste rocce possono quindi resistere a temperature che si aggirano fino a 2000-2500 gradi senza fondere.
Se si scende fino a 2900 chilometri si incontra il nucleo fluido: a questa profondità si è effettivamente raggiunta la temperatura di fusione ad alta pressione.
Nel mantello, la temperatura deve quindi aumentare progressivamente da quella della crosta fino a 2500-3000 gradi.
La sismologia ci viene in aiuto per sapere cosa si trova tra i 400 e 900 chilometri visto che non esistono terremoti con epicentro più profondo di circa 700 chilometri.
Occorrono molti anni perché una roccia raggiunga uno stato di tensione, essendo lenti i movimenti sotterranei dei blocchi rocciosi.
Se la roccia è perfettamente rigida le tensioni si accumulano e a lungo andare si può avere una rottura e quindi il terremoto, se la roccia invece si trova in uno stato “pastoso”, man mano che viene compressa, si deforma.
Perciò le rocce del mantello essendo plastiche e non potendo accumulare le tensioni necessarie per spezzarle, originano così i terremoti.
Invece, alla profondità del nucleo, queste si smorzano, segno che esso deve essere interamente fluido.
Si può così dedurre che la sua temperatura è di almeno 3000 gradi.
Infine, la parte centrale del nucleo deve essere di nuovo solida come mostra la propagazione delle onde sismiche per cui si può dire che la temperatura al centro della Terra non supera i 4000 gradi
La scala a cui è riferito il diagramma di cui sopra dal titolo “L’EVOLUZIONE CHIMICO-BIOLOGICA DEL PIANETA” è lineare, pertanto gli eventi più recenti, come la comparsa dei Mammiferi e dell’Uomo, sono compresi in uno spazio brevissimo alla sommità del diagramma stesso. La comparsa dei mammiferi è infatti recentissima e costituisce l’ultima parte dell’evoluzione degli esseri viventi. I primi fossili pluricellulari risalgono a 1 miliardo di anni orsono, anche se è probabile che fossero presenti sulla Terra anche in epoche più remote. Le alghe più antiche comparvero 2 o 3 miliardi di anni fa, mentre i primi microfossili risalgono probabilmente a 3,3 miliardi di anni. Non sappiamo se prima fossero presenti altre forme di vita ancora più primitive; in ogni modo devono essere derivate da forme ancora sconosciute e che devono aver costituito la transizione tra il mondo organico e mondo biologico. In data anteriore alla comparsa dei primi fossili microscopici deve essersi svolta l’evoluzione chimica che ha preparato il terreno alla vita. Per questo la sequenza temporale che ho presentato è suddivisa in due grandi periodi, quello dell’evoluzione biologica e quello dell’evoluzione chimica. Quello che appare straordinario è che l’evoluzione biologica è durata più tempo, sul nostro pianeta, che non quella chimica. Cioè la vita ha invaso la Terra non appena questa si è raffreddata: ciò significa che l’evoluzione chimica deve essere stata breve e che deve avere immediatamente preparato il terreno per l’evoluzione biologica.ATTENZIONE. Se si riportano i 4,5 miliardi di anni del nostro pianeta a una sola giornata, supponendo che questa cominci all’ora zero, la vita nasce verso le 5 di mattina e si sviluppa durante tutta la giornata. Soltanto verso le 20 compaiono i primi molluschi, e alle 23 i dinosauri, che spariscono alle 23,40, lasciando campo libero all’evoluzione rapida dei mammiferi. I nostri antenati fanno la loro apparizione solo negli ultimi cinque minuti prima delle 24, e vedono il loro cervello raddoppiare di volume nell’ultimo attimo. La rivoluzione industriale è incominciata solo da un centesimo di secondo!(Ricavato da “La più bella Storia del mondo” Il segreto delle nostre origini” di Hubert Reeves Joel De Rosnay Yves Coppens e Dominique Simonnet)
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26 – RIASSUNTO EVOLUZIONE BIOLOGICA

27 – I TRE ANELLI DI CREDIBILITA’ SCIENTIFICA

Diciamo subito che l’articolo del dott. Piero Angela riguardante la Teoria dell’Evoluzione Biologica della specie umana sopra schematizzata,NON E’ SCIENZA GALILEIANA.
Infatti, anche secondo il Prof. Antonino Zichichi, essa pretendeva di andare molto al di là dei fatti che a quell’epoca non potevano ancora essere accertati come : 
- 1) la Terra esiste da circa cinque miliardi di anni;
- 2) gli organismi semplici cellulari risalgono a quasi
tre miliardi e mezzo di anni;
- 3) gli organismi multicellulari esistono da circa
settecento milioni di anni;
- 4) i vertebrati, da quattrocento milioni di anni;
- 5) i mammifferi, da duecento milioni di anni fa.
La famiglia ominoidea inizia con la scimmia primitiva Dryopithecus: circa venti milioni di anni fa e via via all’Homo Erectus, Homo Sapiens Neanderhalensis, fino all’Homo Sapiens, che porta a NOI.
Purtroppo in questa catena ci sono tanti anelli mancanti per cui non può essere accettata come Scienza galileiana, ma soltanto come un interessante tentativo per stabilire una correlazione temporale diretta tra osservazioni di fatti ovviamente non riproducibili.
Nel diagramma di flusso dal titolo: UNICA LOGICA SCELTA FRA TANTE ( vedi indice dei concetti ricorrenti al n. 10), sono rappresentati i tre livelli di credibilità scientifica. Sottolineo i punti fondamentali al fine di capire a quale livello appartiene la Teoria dell’ Evoluzione Biologica della specie umana. 
IL PRIMO LIVELLO è quello delle prove riproducibili: chi non credesse, ad esempio, che la forza è proporzionale all’accelerazione potrebbe ripetere gli esperimenti di Galilei. Troverebbe sempre la stessa risposta.
IL SECONDO LIVELLO di credibilità si ha quando non è possibile studiare eventi riproducibili sotto controllo diretto. Faccio un esempio..Nel Cosmo si osservano vari tipi di Stelle.Teoricamente si può interpretare quelle osservazioni come possa nascere oppure morire una Stella. E’ ovvio che nessuno può verificare se è proprio vero che una Stella nasca o muoia come previsto ricominciando tutto da capo. Se manca qualche anello evolutivo, l’unica possibilità resta quella di cercare nel cielo qualcosa su cui l’uomo mai potrà intervenire.
Osservando esempi identici, è come se si ripetesse l’esperimento. Inoltre si potrebbero scoprire nuovi modelli di evoluzione stellare. Basta ricordare la scoperta delle Stelle pulsar che nessuno avrebbe potuto immaginare come questo fosse un anello fondamentale nell’evoluzione stellare.
Infine viene, IL TERZO ANELLO di credibilità: quando una serie di fenomeni accade una sola volta. Vedi il caso dell’origine dell’Universo e sarebbe anche per l’ evoluzione della specie umana se non ci fossero gli anelli mancanti per cui non è possibile sulla Terra, come avviene per i fenomeni stellari, osservare tutte quelle fasi evolutive sintettizzate prima, per cui l’ evoluzione della specie umana rimane al di sotto del terzo anello di credibilità scientifica in quanto in questo anello non possono essere incorporati i fenomeni con anelli mancanti e misteriosi come la teoria che vuole l’uomo nello stesso albero genealogico della scimmia.
Per quanto se ne è finora capito, l’evoluzione della specie umana non dovrebbe essere altro che un capitolo dell’elettomagnetismo applicato.
Questa straordinaria teoria, detta ELETTRODINAMICA QUANTISTICA, ha come padri fondatori MAXWEL e PLANCK: due grandi scienziati credenti. (Vedi relativa foto in calce a questo concetto n.27 )
Io sono d’accordo con quanto sostiene il Prof. Antonino Zichichi che l’ Elettrodinamica Quantistica, nonostante sia il massimo della costruzione scientifica odierna, non può nè provare nè negare l’esistenza di Dio.
Eppure l’uomo della strada è convinto che Charles R. Darwin abbia dimostrato la nostra diretta discendenza dalle scimmie: per la cultura dominante non credere alla Teoria Evoluzionistica della specie umana è atto di grave oscurantismo, paragonabile a ostinarsi nel credere che sia il Sole a girare intorno, con la Terra ferma al centro del mondo. E’ vero l’esatto contrario.
Dice ancora il prof. Zichichi, con il mio pieno consenso, gli oscurantisti sono coloro che pretendono di fare assumere al rango di verità scientifica una teoria priva di una pur elementare struttura matematica e senza alcuna prova sperimentale di stampo galileiano.
Se l’uomo dei nostri tempi, prosegue ancora il prof. Zichichi, avesse una cultura veramente moderna, dovrebbe sapere che la teoria evoluzionistica non fa parte della Scienza galileiana. A essa mancano i due pilastri che hanno permesso la grande svolta del milleseicento: la riproducibilità e il rigore. Insomma, mettere in discussione l’esistenza di Dio, sulla base di quanto gli evoluzionisti hanno fino a oggi scoperto, non ha nulla a che fare con la Scienza. Con l’oscuramento moderno, sì.
A questo punto, per meglio comprendere quanto fin qui detto, vi consiglio di leggere attentamente l’articolo n.7 dell’indice dei concetti ricorrenti del Prof. Zichichi dal titolo: 
“SE UN UOMO VIVESSE DIECIMILA ANNI” con un pensiero rivolto a Galileo Galilei che proprio mentre sto scrivendo questo testo, nel 1642, moriva ad Arcetri (Firenze).
Per poter comprendere meglio, dal punto di vista tecnico scientifico, il discorso relativo all’evoluzione biologica della specie umana, in particolare per quel che riguarda gli elementi più semplici che costituiscono la materia, ho rappresentato al n. 20 in poi dell’indice dei concetti ricorrenti, come esempio, lo spaccato degli atomi in numero crescente di protoni partendo dall’atomo dell’IDROGENO che ha un solo protone e di seguito quelli del LELIO – LITIO – CARBONIO E OSSIGENO. Al centro sta il cuore, ossia il nucleo. Intorno ad esso, ad una certa distanza, si muovono gli elettroni, minuscole particelle che circondano il nucleo come i pianeti circondano il Sole.L’energia dovuta al loro movimento tenderebbe a fare allontanare gli elettroni dal nucleo; l’attrazione elettrica fra le loro cariche negative e quelle positive del nucleo tenderebbe a farli cadere in quest’ultimo; l’equilibrio che si stabilisce fra queste due forze opposte riesce a mantenerli in orbita.Ciascuna carica positiva del nucleo è portata da un protone, particella contenuta nel nucleo. Il peso di un protone è circa 1840 volte superiore al peso di un elettrone. (è bene non dimenticare che la massa di un protone è di centosessantasette centesimi di milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di grammo). L’orbita degli elettroni cambia inclinazione così rapidamente che sembra formare un guscio compatto intorno al nucleo come si vede nella figura.Ora sappiamo come sono composti questi primi cinque atomi e di conseguenza tutti gli altri elementi chimici della famosa Tavola di Mendeleev che formano il mondo. Prima di dodici miliardi di anni fa il tempo non esisteva, nè si poteva cercare un posto dove sistemarsi ad aspettare, perchè oltre al fatto che non c’era il tempo non c’era neanche lo spazio. C’era, però, il nulla, un assoluto vuoto in perfetto e brulicante equilibrio tra l’essere e il non essere. Per motivi sconosciuti quel perfetto equilibrio si ruppe e…fu la luce (come dice la Bibbia). Quando il tempo cominciò a scorrere, la più immane esplosione di tutti i tempi generò il Mondo a noi familiare che ha appena 3 dimensioni di Spazio (lunghezza, larghezza, altezza) e una di Tempo: totale 4. Dove sono le altre dimensioni? Duemila anni fa Gesù di Nzaret ci ha dato la risposta: IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA. Gesù era un uomo in carne ed ossa come noi, e visto che l’evoluzione biologica della specie umana da diecimila anni a oggi è rimasta esattamente identica a se stessa, ora sappiamo, grazie alla fisica subnucleare, che le altre 43 dimensioni, di cui una, e una sola , dedicata al “Tempo” sono rimaste incapsulate – entro minuscole frazioni di miliardesimi di miliardesimi di centimetro- senza possibilità di espandersi dentro il nucleo atomico della materia umana: il regno delle particelle, Fermioni e Bosoni che sono i mattoni della nostra esistenza. Le 4 dimensioni a noi familiari si sono “espanse”. Ecco perchè possiamo vivere avendo a nostra disposizione enormi quantità di Spazio e di Tempo, E le dimensioni rimaste incapsulate come si manifestano? Risposta: tramite le cariche subnucleari e le regolarità che ci portano alle Tre Colonne e Tre Forze. Insomma, se è vero che esiste il supermondo, potremmo finalmente sperare di capire perchè il nostro mondo è fatto con Tre Colonne e Tre Forze. L’esistenza del Supermondo non è descritta a parole ma tramite strutture rigorosamente matematiche fondate sulla Simmetria (F=B) tra particelle con spin-semintero (Fermioni) e particelle con spin-intero (Bosoni)Da duemila anni a oggi, GESU DI NAZARET E NOI, siamo fatti con Fermioni e Bosoni messi alla pari dignità esistenziale dalle leggi di Supersimmetria da cui nasce il Supermondo facente parte della più piccola particella indistruttibile ( nucleone ) che esisteva già prima dell’esplosione nucleare che generò il nostro universo e che rimarrà tale quale all’infinto a conferma della regola che vuole che in Fisica “NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE”. Ecco che le parole “CHI CREDE IN ME NON MORIRA IN ETERNO ” di Gesù di Nazaret si rivelano come verità scientifica a cui si è arrivati in appena quattro secoli, grazie all’atto di umiltà galileiano.Atto che si traduce nella realizzazione di esperimenti riproducibili alla fine di ottenere risposte rigorose ai quesiti sulla struttura logica della realtà in cui viviamo e di cui siamo fatti. Purtroppo manca la prova sperimentale per dire che il Supermondo è la Scienza galileiana di primo livello. C’è il rigore matematico, manca la prova. E’ stato finalmento acceso oggi 10 settembre 2008 il Large Hadron Collider lungo 27 Km, presso il CERN di Ginevra, che dovrà accertare finalmente il bosone di Higgs, l’ipotetica particella elementare soprannominata dal Premio Nobel per la Fisica, Leon Max Lederman, come “LA PARTICELLA DI DIO”. E’ l’ unica particella del modello standard dotata di massa propria a non essere stata ancora osservata. Ci sono alcune prove ancora però inconcludenti della sua esistenza dovute a un piccolo numero di eventi che sono stati registrati negli acceleratori di particelle che hanno raggiunto energie fino a 115 GeV che potrebbero essere interpretatati come dovuti ai bosoni di Higgs. I fisici nucleari sono impegnati a scoprirla in quanto gioca un ruolo fondamentale all’interno del modello standard: la teoria la indica come portatrice di forza del campo che si ritiene permei l’universo e dia massa a tutte le particelle.E la scopriranno sicuramente in quanto in loro c’è la fede nelle parole di Gesù di Nazaret : nel cuore del nucleone dell’uomo c’è il Supermondo infinito ed eterno e solo nelle Tre Colonne e Tre forze in esso racchiuse c’è la VITA E LA RESURREZIONE che, se provate galelaiamente, confermeranno che il nucleone della specie umana non morirà in eterno.Occorre imparare a leggere, con il linguaggio e il rigore matematico il libro aperto davanti a noi che è stato scritto da chi ha fatto il mondo….e solo allora L’UOMO CAPIRA’ CHE LA FEDE NON E ALTRO CHE IGNORANZA SCENTIFICA…GESU’ DI NAZARET, DUEMILA ANNI FA, L’HA DETTO : “IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA” ( SONO IL SUPERMONDO)…”CHI CREDE IN ME” ( CHI RIUSCIRA’ A SCOPRIRE TUTTO IL SUPERMONDO) “NON MORIRA’ IN ETERNO”. (NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE..DIO CHE E’ ETERNO E INFINITO HA FATTO L’UOMO A SUA IMMMAGINE E SOMIGLIANZA) . E QUA LASCIATEMI SOTTOLINEARE IL FATTO CHE DIO HA FATTO L’UOMO A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA. PERCHE QUESTO? ESATTAMENTE PER METTERE IN EVIDENZA CHE L’UOMO NON E APPARSO SULLA TERRA PER CASO COME SOSTIENE L’ATEISMO, MA PER OPERA DI DI COLUI CHE HA FATTO IL MONDO,(EINSTEIN SOSTENEVA CHE DIO NON GIOCA AI DADI.), E QUALE E’ LA PROVA DI TUTTO QUESTO? ECCOLA ! SULLA TERRA SIAMO CIRCA 6 MILIARDI CON ALTRETTANTE 6 MILIARDI DI SINGOLE IMPRONTE DIGITALI. QUINDI L’UOMO, CREATO DA COLUI CHE HA FATTO IL MONDO, E’ UNICO COME UNICA E LA SUA IMPRONTA DIGITALE. POTEVA ALLORA ESSERE DOVUTO AL CASO QUESTA UNICITA’ DELL’ IMPRONTA DIGITALE? CERTAMENTE NO! E NON SOLO! L’IMPRONTA DIGITALE DI GESU DI NAZARET ERA EVIDENTEMENTE ANCHE ESSA UNICA COME E’ UNICA QUELLA DI TUTTI NOI. PERO’, LE SUE PAROLE ,“IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA”, ESSENDO LUI STESSO FATTO DELLA STESSA NOSTRA MATERIA, I CUI MATTONI CHE LA COMPONGONO SONO I NUCLEONI COMPRENSIVI DEL SUPERMONDO TUTTORA ALLO STUDIO DELLA SCIENZA, LA FRASE DICHIARATA DA GESU DI NAZARET E QUINDI INSITA IN OGNI ESSERE UMANO. Capisco lo stupore di chi mi sta leggendo, ma quello che sto dicendo non è…campato in aria…come si dice..ma è il risultato di trent’anni di studio e di riflessione. Ho definito la FEDE COME IGNORANZA SCIENTIFICA..per cui a questo punto intendo chiarire meglio questo concetto.
Con l’evento della meccanica quantistica siamo giunti a comprendere che la Scienza Galileiana di cui disponiamo o disporremmo in futuro non può escludere completamente la Fede, in quanto, il libro del Creato scritto da Colui che ha fatto il mondo, è in grado di essere letto e matematicamente compreso solo fino al limite fissato dal PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE che descrive una realtà profonda del mondo quantistico. Esso può essere spiegato con un esempio pratico: quando guardiamo la Luna alla sera, noi vediamo la luce del Sole che colpisce la superficie lunare e viene riflessa verso i nostri occhi. Le particelle che compongono la luce, i fotoni, hanno colpito la Luna e poi sono arrivati fino alla nostra retina. La Luna, come potrete immaginare, non si è spostata un granché per l’urto coi fotoni, né ha cambiato la sua velocità. Lo stesso accade con gli oggetti che ci circondano: il semplice guardarli non li sposta. Immaginate, ora, di voler guardare una particella subatomica, molto più piccola della Luna: per farlo, dovrete colpire con dei fotoni o qualcosa di simile la suddetta particella; poi, grazie a un rivelatore questi fotoni ci diranno dove hanno colpito la particella. In quel momento, però, ciò che potevamo sapere sulla velocità della particella non è più vero poiché il fotone, ora, è confrontabile come grandezza all’oggetto che colpisce e come una palla da biliardo sposta la biglia microscopica che volevamo osservare, modificandone la velocità in un modo imprecisato. Anzi, la meccanica quantistica ci permette di dire che quanto più è certa l’informazione sulla posizione, tanto più sarà incerta quella sulla velocità. Il concetto di dualismo onda-particella può farci capire meglio la cosa.Nell’esempio fatto pocanzi una particella, per esempio l’elettrone, è stato descritto come se fosse una palla da biliardo e una palla da biliardo sta in un posto preciso. Però noi sappiamo che l’elettrone, come qualsiasi altra particella, può essere pensata come un’onda estesa in linea di principio in tutto l’universo. In realtà l’elettrone è entrambe le cose e nessuna delle due. Gli esperimenti che mostrano gli aspetti corpuscolari 
dell’elettrone (o del fotone o di altro) ci nascondono quelli ondulatori e viceversa.

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JAMES CLERK MAXWEL e MAX PLANK

I PADRI FONDATORI DELL’ ELETTRODINAMICA QUANTISTICA
Nel diciannovesimo secolo, alcuni esperimenti fondamentali hanno dimostrato che le onde elettromagnetiche sono oscillazioni tra loro perpendicolari del campo elettrico e di quello magnetico e che queste oscillazioni si propagano nel vuoto alla velocità di circa 300.000 km/s lungo una direzione che è a sua volta perpendicolare a esse (vedi figura Sotto)
E’ possibile dunque suddividere le onde elettromagnetiche in base alla loro frequenza (o alla loro lunghezza d’onda), come mostra la tabella seguente.
Ora vi prego di leggere con attenzione la storia scientifica dell’universo tratta da ”BIG BANG - L’origine dell’universo (n. 28 dell’indice dei concetti ricorrenti) e gli uomini che ne hanno svelato il mistero” di Simon Singh. e poi continuerò in questo concetto tenendo presente che la grande maggioranza dei cosmologi continuò a credere in un universo statico ed eterno.
Aldo 

12/10/2008CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICO
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28 – L’ORIGINE DELL’UNIVERSO

CASSINI RIVELA CHE LA LUCE HA UNA VELOCITA’ DI 300.000 Km/s

LA PIU ANTICA FOTO DELL’UNIVERSO

Un’unica mappa racconta l’intera storia dell’universo, dalla nascita delle prime stelle alle radiazioni diffuse oggi dalla Via Lattea. Il risultato, il primo al mondo di questo tipo, si deve al satellite per l’astronomia Planck, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), ed è stato presentato a Torino, nell’ambito dell’Euro Science Oper Forum (Esof). In primo piano la mappa mostra gas e polveri della Via Lattea mentre sullo sfondo appare il passato dell’universo fino alle sue origini, quasi 14 miliardi di anni fa, quando il cielo bambino era illuminato dalle prime stelle. A raccontare le origini dell’universo, nella mappa, è la consistenza «granulosa» della radiazione cosmica di fondo, 380.000 anni dopo il Big Bang.

ALBERT AINSTEIN

ELABORA LA TEORIA DELLA RELATIVITA’ GENERALE
1) NEL DECENIO INIZIATO NEL 1670, CASSINI DIMOSTRO CHE LA LUCE AVEVA UNA VELOCITA FINITA OSSERVANDO UNA DELLE LUNE DI GIOVE.LA VELOCITA DELLA LUCE RISULTO ESSERE PARI A 300.000 Km/s2) 
2) GLI SCIENZIATI DELL’EPOCA VITTORIANA CREDEVANO CHE L’UNIVERSO FOSSE PERMEATO D’ETERE, UN IPOTETICO MEZZO ATTRAVERSO CUI POTEVA PROPAGARSI LA LUCE. LA VELOCITA DELLA LUCE MISURATA ERA RITENUTA ESSERE LA VELOCITA RELATIVA ALL’ETERE. SECONDO LA TEORIA DELL’ETERE VIAGGIANDO NELLO SPAZIO LA TERRA SI SAREBBE SPOSTATA NELL’ETERE IN UNA PARTICOLARE DIREZIONE DANDO VITA A UN “VENTO D’ETERE”.LA VELOCITA DELLA LUCE IN QUESTA DIREZIONE (QUELLA DEL VENTO D’ETERE) AVREBBE DOVUTO ESSERE DIVERSA DALLA VELOCITA NELLA DIREZIONE A ESSA PERPENDICOLARE.NEGLI ANNI OTTANTA DEL XIX, METTENDO ALLA PROVA QUESTA IDEA, MICHELSON E MORLEY NON TROVARONO ALCUNA EVIDENZA E NEGARONO QUINDI L’ESISTENZA DELL’ETERE.
3) RENDENDOSI CONTO CHE LA LUCE NON VIAGGIAVA RELATIVAMENTE ALL’ETERE INESISTENTE, ALBERT ENSTEIN AFFERMO CHE:LA VELOCITA DELLA LUCE E COSTANTE RISPETTO ALL’OSSERVATORE. CIO CONTRADDICEVA LA NOSTRA ESPERIENZA INERENTE A TUTTE LE ALTRE FORME DI MOVIMENTO. AVEVA RAGIONE A PARTIRE DALLA COSTANZA DELLA VELOCITA DELLA LUCE (IN AGGIUNTA ALLA RELATIVITA GALILEIANA), EISTEIN ELABORO LA TEORIA DELLA RELATIVITA SPECIALE (1905), SECONDO LA QUALE SIA LO SPAZIO SIA IL TEMPO SONO FLESSIBILI E FORMANO UN’UNICA ENTITA PIU AMPIA, LO SPAZIO TEMPO 1915: EISTEIN SVILUPPO LA TEORIA DELLA RELATIVITA GENERALE. DA QUESTA SCATURI UNA NUOVA TEORIA DELLA GRAVITA MIGLIORE DI QUELLA DI NEWTON PERCHE VALIDA ANCHE IN SITUAZIONI CARATTERIZZATE DA UNA GRAVITA MOLTO INTENSA (AD ESEMPIO NEL CASO DELLE STELLE).
4) ENTRAMBE LE TEORIE FURONO MESSE ALLA PROVA STUDIANDO LO SPOSTAMENTO DELL’ORBITA DI MERCURIO E LA RIFLESSIONE DELLA LUCE DEL SOLE DURANTE UN’ECLISSI(1919). IN ENTRAMBI I CASI LE PREVISIONI DI EINSTEIN ERANO CORRETTE E QUELLE DI NEWTON SBAGLIATE.
5) CON LA NUOVA TEORIA GRAVITAZIONALE EIZTEIN STUDIO L’INTERO UNIVERSO: PROBLEMA : L’ATTRAZIONE GRAVITAZIONALE AVREBBE CAUSATO IL COLLASSO DELL’UNIVERSO. SOLUZIONE: EINTEIN AGGIUNGE ALLA SUA TEORIA DELLA RELATIVITA GENERALE LA COSTANTE COSMOLOGICA.. 
. ESSA DAVA LUOGO A UN EFFETTO ANTIGRAVITAZIONALE.. 
. RIUSCIVA AD ARRESTARE IL COLLASSO DELL’UNIVERSO.. 
. CIO RENDEVA LA VISIONE DI EISTEN COMPATIBILE CON L’IDEA GENERALE DI UN UNIVERSO STATICO ED ETERNO.
6) NEL FRATTEMPO FRIEDMANN E LEMAITRE ACCANTONARONO LA COSTANTE COSMOLOGICA E PROPOSERO L’IDEA CHE L’UNIVERSO POTESSE ESSERE DINAMICO.
ESSI IMMAGINAVANO UN UNIVERSO IN ESPANSIONE. LEMAITRE DESCRIVEVA UN ATOMO PRIMORDIALE PICCOLO, COMPATTO E DENSO CHE ESPLOSE, SI ESPANSE E SI EVOLSE DANDO FORMA ALL’UNIVERSO COME LO CONOSCIAMO OGGI. ORA QUESTO MODELLO VERREBBE DEFINITO MODELLO UNIVERSALE BASATO SUL BIG BANG.UNIVESO DEL “BIG BANG
OPPURE UNIVERSO STATICO, ETERNO ?
FRIEDMAN E LEMAITRE E IL LORO UNIVERSO IN ESPANSIONE FURONO IGNORATI.
PRIVO DEL SOSTEGNO DI QUALSIASI EVIDENZA DERIVANTE DALL’OSSERVAZIONE, IL MODELLO DEL BIG BANG CONOBBE UNA FASE DI STASI. LA GRANDE MAGGIORANZA DEI COSMOLOGI CONTINUO A CREDERE IN UN UNIVERSO STATICO ED ETERNO
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ALEKSANDER FRIEDMANN e GEORGE EDOVARD LEMAITRE

I PADRI SOSTENITORI DEL MODELLO DEL BIG BAND

L’UNIVERSO IN ESPANSIONE secondo la teoria del Big-Bang

1) Universo è in espansione, secondo la teoria del Big-Bang, la grande esplosione iniziale 
2) Se immagino di poter invertire il movimento, come al rallentatore, stelle e galassie tutti convergere verso lo stesso punto, la loro velocità di calcolo si può supporre che la prima esplosione si è verificata 15 miliardi di anni fa
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Chi mi legge, a questo punto, si chiederà: come mai, visto che l’universo è dal tempo del Big Bang che è in espansione, le stelle che sono corpi massicci si attirano vicendevolmente senza cascare le une sulle altre? Se la Luna non si frantuma sul nostro pianeta sappiamo che è dovuto alla forza centrifuga associata al movimento rotatorio attorno a noi che controbilancia la forza di gravità. Lo stesso avviene fra Terra e Sole: è la rotazione della Terra intorno all’astro a impedirgli di frantumarsi su di esso. Ma come la mettiamo con le stelle? Newton stesso non è mai riuscito a spiegarselo in quanto ai suoi tempi non si conosceva l’esistenza delle galassie. Oggi, invece, noi sappiamo che il sistema solare ruota intorno al centro della Via Lattea. E’ questo movimento che lo mantiene in orbita impedendogli, unitamente a 100 miliardi di altre stelle, di cadere verso il nucleo centrale. Ecco allora la domanda che mi sono sempre posto senza riuscire fino adesso a trovare la risposta: visto che per quanto ne sappiamo, non esiste un centro nell’universo, cosa impedisce allora alle galassie di precipitare le une sulle altre? L’astrofisico Hubert Reeves sostiene nel suo libro “La più bella storia del mondo – il segreto delle nostre origini” che la risposta, questa volta, si trova nell’espansione dell’universo nel movimento generale delle galassie. L’osservazione ci dice che esse si allontanano le une dalle altre, ma la causa di questo impulso iniziale è ancora oggetto di indagine. Per quanto tempo continuerà questo movimento? Si chiede Hubert Reeves? “ Non abbiamo una risposta definitiva, sostiene nel suo libro, Immaginate di vedere un sasso nel blu del cielo che vi sovrasta. Ci sono due possibilità: o il sasso sta per cadere su di voi, oppure si eleva. In questo caso, che succederà? Ci sono ancora due possibilità, continua ancora Hubert Reeves : o ricadrà ben presto sulla Terra, o si sottrarrà alla sua attrazione e non tornerà più al suolo. Tutto dipende dalla velocità con cui è stato lanciato: se questa è inferiore agli 11 chilometri-secondo, esso ricadrà, altrimenti sfuggirà all’attrazione terrestre. Le galassie si allontanano da noi, ma il loro movimento è rallentato dalla gravità che esse esercitano su loro stesse. La mutua attrazione dipende dal numero e dalla massa, cioè dalla densità di materia cosmica: se questa è debole, le galassie continueranno ad allontanarsi all’infinito ( è lo scenario dell’”universo in espansione”); se è forte, le galassie finiranno con l’invertire il loro movimento e tornare le une verso le altre (è lo scenario dell’ “universo chiuso” ). Sono le due possibilità future dell’universo. La più probabile, secondo Hubert Reeves, è la prima. L’universo continuerà a estendersi e a raffreddarsi all’infinito, anche se non si tratta di un risultato certo e definitivo. Comunque, noi sappiamo già che l’espansione durerà ancora, come minimo, 40 miliardi di anni.Aldo 16/10/2008CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERCLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERA tutti i vecchi affezionati utenti di OKBLOG clicca qui http://partnerpage.google.com/garigliettobrachet.com

L’ ESPANSIONE DI STELLE E GALASSIE

STELLE E GALASSIE SI ALLONTANANO TRA LORO TANTO PIU VELOCEMENTE QUANTO SONO DISTANTI, COSI COME AVVERREBBE TRA VARI PUNTI SEGNATI SULLA SUPERFICIE DI UN PALLONCINO GONFIABILE

TELESCOPIO DA 1,5 METRI

Questo fu lo strumento con cui HARLOW SHAPLEY dal 1914 svolse le sue ricerche sul sistema galattico all’Osservatorio Astronomico di Monte Wilson in California

NEBULOSE DEL TRIANDOLO E DI ANDROMEDA

LA PRIMA E’ STATA RIPRESA CON IL TELESCOPIO DI 5 METRI DI DIAMETRO PRESSO L’ OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI MONTE PALOMAR, LA SECONDA, INVECE E’ STATA RIPRESA CON IL TELESCOPIO DI SCHMIDT

EDWIN HUBBLE E IL SUO TELESCOPIO

LEGGE DI HUBBLE:: RAPPORTO DIRETTO TRA LA DISTANZA DI UNA GALASSIA E LA SUA VELOCITA’

IMMAGINI OTTENUTE DAL TELESCOPIO SPAZIALE DI HUBBLE

DUE IMMAGINI DI MARTE
FOTO DEL PIANETA PLUTONE CON IL SUO SATELLITE CARONTE
NEBULOSA PROTOPLANETARIA (cioè un sistema planetario ancora in formazione) ATTORNO ALLA STELLA BETA PICTORIS. – L’ IMMAGINE IN INFRAROSSO – RIPRODOTTA IN FALSI COLORI, COL GIALLO CHE INDICA LE TEMPERATURE PIU’ ALTE – E’ STATA PRESA DAL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE, OCCULTANDO IL DISCO SOLARE, IN MODO DA POTER VEDERE LA NEBULOSA MOLTO PIU’ DEBOLE DELLA STELLA. LA NEBULOSA HA UN RAGGIO DI CIRCA 100 VOLTE LA DISTANZA TERRA-SOLE.
IN BREVE1) LEMAITRE CONSIDERO LE OSSERVAZIONI DI HUBBLE DI UN UNIVERSO IN ESPANSIONE COME PROVA CHE IL SUO MODELLO DI CREAZIONE DEL BIG BANG FOSSE CORRETTO.2) ENSTEIN CAMBIO LA SUA IDEA ORIGINARIA E SOSTENNE IL MODELLO DEL BIG BANG.MA LA MAGGIOR PARTE DEI FISICI CONTINUO A CREDERE NEL MODELLO TRADIZIONALE DI UN UNIVERSO STATICO. CRITICAVANO IL MODELLO DEL BIG BANG PERCHE IMPLICAVA UN UNIVERSO PIU GIOVANE DELLE STELLE CHE LO ABITAVANO. UNIVERSO DEL BIG BANG CONTRO UNIVERSO ETERNO E STATICO SPETTAVA AI SOSTENITORI DEL BIG BANG TROVARE QUALCHE PROVA PER DIMOSTRARE LA CORRETTEZZA DELLA LORO TEORIA, ALTRIMENTI L’UNIVERSO STATICO ETERNO SAREBBE RIMASTO LA TEORIA DOMINANTE. UN FONDAMENTALE CAMPO DI PROVA FU LA FISICA ATOMICA PERCHE GLI ATOMI LEGGERI (AD ESEMPIO IDROGENO ED ELIO) SONO PIU COMUNI RISPETTO AGLI ATOMI PESANTI (AD ESEMPIO FERRO E ORO) NELL’UNIVERSO ATTUALE?3) RUTHERFORD STUDIO LA STRUTTUTRA DELL’ATOMO. IL NUCLEO CENTRALE CONTIENE PROTONI (+) E NEUTRONI E ATTORNO AL NUCLEO ORBITANO GLI ELETTRONI (-).FUSIONE: DUE PICCOLI NUCLEI SI FONDONO PER FORMARE UN NUCLEO PIU GRANDE.E CIO CHE AVVIENE NEL SOLE !4) NEGLI ANNI QUARANTA, GAMOW, ALPHER EHERMAN DESCRISSERO L’UNIVERSO ORIGINARIO COME UN SEMPLICE BRODO DENSO DI PROTONI, NEUTRONI ED ELETTRONI. ESSI SPERARONO DI POTER OTTENERE ATOMI SEMPRE PIU GRANDI DAL PROCESSO DI FUSIONE NEL CALORE DI UN BIG BANG.SUCCESSO:IL MODELLO DEL BIG BANG POTEVA SPIEGARE PERCHE L’UNIVERSO DI OGGI E COMPOSTO PER IL 90 PER CENTO DA ATOMI DI IDROGENO E PER IL 9 PER CENTO DA ATOMI DI ELIO.FALLIMENTO:IL BIG BANG NON RIUSCIVA A SPIEGARE LA FORMAZIONE DI QUALSIASI ATOMO PIU PESANTE DELL’ELIO.5) GAMOW, ALPHER E HERMAN PREDISSERO CHE UN’ECO LUMINOSA DEL BIG BANG VENIVA PRODOTTA CIRCA 3000.000 ANNI DOPO IL MOMENTO DELLA CREAZIONE E POTEVA ANCOR OGGI ESSERE RILEVATA. LA SCOPERTA DI QUESTA ECO AVREBBE FORNITO UNA PROVA DELLA REALTA DEL BIG BANG, MA NESSUNO RICERCO LA COSIDETTA RADIAZIONE COSMICA DI FONDO A MICROONDE (CMB).6) SEMPRE NEGLI ANNI QUARANTA, HOYLE, GOLD E BONDI PROPOSERO IL MODELLO DELLO STATO STAZIONARIO. SECONDO QUEST’ ULTIMO L’UNIVERSO ERA IN ESPANSIONE, MA NEL VUOTO SEMPRE PIU GRANDE FRA LE VECCHIE GALASSIE VENIVA CREATA NUOVA MATERIA CHE FORMAVA NUOVE GALASSIE. SOSTENEVANO CHE L’UNIVERSO SI EVOLVEVA MA RIMANEVA COMPLESSIVAMENTE IMMUTATO ED ESISTEVA DA SEMPRE. CIO ERA COMPATIBILE CON LE OSSERVAZIONI DEI REDSHIF DI HUBBLE E SOSTITUI EFFICACEMENTE IL MODELLO TRADIZIONALE DELL’UNIVERSO STATICO ED ETERNO. IL DIBATTITO COSMOLOGICO SI CONCENTRAVA ORA SU QUESTI DUE MODELLI:IL BIG BANG STATO STAZIONARIO.

 

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ERNEST RUTHERFORD

FUSIONE: DUE PICCOLI NUCLEI SI FONDONO PER FORMARE UN NUCLEO PIU GRANDE COME AVVIENE NEL SOLE

FACCIA DELLA LUNA RIVOLTA VERSO LA TERRA

FOTOGRAFATA DAGLI ASTRONAUTI DI APOLLO 16

IN BREVE
1) 1950 – LA COMUNITA COSMOLOGICA ERA
DIVISA FRA I SOSTENITORI DEL MODELLO DELLO STATO STAZIONARIO E I SOSTENITORI DEL MODELLO DEL BIG BANG. PERCHE UNO DEI DUE MODELLI POTESSE SPIEGARE LA FORMAZIONE DELL’UNIVERSO ERA NECESSARIO TROVARE RISPOSTA A UNA SERIE DI DOMANDE CRUCIALI.
AD ESEMPIO: SE C’ERA STATO UN BIG BANG,
. PERCHE L’UNIVERSO SEMBRAVA ESSERE PIU
GIOVANE DELLE STELLE ?
. COME AVEVANO AVUTO ORIGINE GLI ELE-
MENTI PESANTI ?
. DOVE ERA LA RADIAZIONE COSMICA DI
FONDO A MICROONDE (CMB) ?
. E COME SI ERANO FORMATE LE GALASSIE ?
2) PRIMA BAADE E SUCCESSIVAMENTE SANDAGE
RICALIBRARONO LA SCALA DELLE DISTANZE DELLE GALASSIE E DIMOSTRARONO CHE IN REALTA IL BIG BANG PREVEDEVA UN UNIVERSO MOLTO PIU VECCHIO, COMPATIBILE CON L’ETA DELLE STELLE E DELLE GALASSIE.
3) HOYLE SI RIPROMISE DI SPIEGARE LA
FORMAZIONE DEGLI ELEMENTI PESANTI E RIUSCI A DIMOSTRARE COME SI ERANO ORIGINATI PER FUSIONE ALL’INTERNO DEI NUCLEI DELLE STELLE CHE INVECCHIAVANO.
ERA STATO RISOLTO IL PROBLRMA DELLA
NUCLEOSINTESI:
. GLI ELEMENTI PESANTI SI FORMAVANO
NELLE STELLE MORENTI.
. GLI ELEMENTI LEGGERI SI FORMAVANO
SUBITO DOPO IL BIG BANG.
4) NEGLI ANNI SESSANTA GLI ASTRONOMI
USARONO LA RADIOASTRNOMIA E SCOPRIRONO NUOVE GALASSIE (COME LE GIOVANI GALASSIE E I QUASAR), CHE SI TROVAVANO SOLO NELLE REMOTE DISTESE DELL’UNIVERSO.
UNA DISTRIBUZIONE IRREGOLARE DELLE GALASSIE DAVA TORTO AL MODELLO DELLO STATO STAZIONARIO, CHE SOSTENEVA CHE L’UNIVERSO FOSSE UGUALE OVUNQUE E IN OGNI MOMENTO.
QUESTA OSSERVAZIONE ERA INVECE PIENAMENTE COMPATIBILE CON IL MODELLO DEL BIG BANG.
5) A META DEGLI ANNI SESSANTA, PENZIAS E
WILSON SCOPRIRONO CASUALMENTE LA RADIAZIONE CMB PREVISTA DA ALPHER, GAMON E HERMAN NEL 1948. SI TRATTAVA DI UN’ULTERIORE PROVA IN FAVORE DEL MODELLO DEL BIG BANG.
QUESTO TOCCO DI SERENDITA
VALSE AI DUE SCIENZIATI
IL PREMIO NOBEL NEL 1978
IL MODELLO DEL BIG BANG RICEVEVA SEMPRE PIU CONSENSI.

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6) 1992 – IL SATELLITE COBE SCOPRI ALCUNE MINUSCOLE VARIAZIONI DELLA RADIAZIONE CMB PROVENIENTE DA DIVERSE ZONE DEL CIELO, CHE INDICAVANO LIEVI VARIAZIONI DI DENSITA NELL’UNIVERSO PRIMORDIALE, LE QUALI AVREBBERO PORTARO ALLA FORMAZIONE DELLE GALASSIE.CLICCA QUI SE VUOI INVECE ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUICLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDERCLICCA QUI PER ACCEDERE AL NUOVO BLOG SPLINDER
IN BREVE1) GLI ASTRONOMI COSTRUISCONO TELESCOPI PIU GRANDI E MIGLIORI. ESPLORANO IL CIELO NOTTURNO E MISURANO LE DISTANZE DALLESTELLE.2) NEL 1700 HERSCHEL MOSTRO CHE IL SISTEMA SOLARE E INCASTONATO IN UN AMPIO RAGRUPPAMENTO DI STELLE, LA VIALATTEA.QUESTA ERA LA NOSTRA GALASSIA, FORSE L’UNICA GALASSIA.3) NEL 1781 MESSIER CATALOGO LE NEBULOSE(MACCHIE INDISTINTE) CHE NON SEMBRAVANO ESSERE STELLE (NITIDI PUNTI DI LUCE). IL GRANDE DIBATTITO RIGUARDA LA NATURA DI QUESTE NEBULOSE.SONO OGGETTI ALL’INTERNO DELLA VIA LATTEA O SONO ALTRE GALASSIE? LA VIA LATTEA E L’UNICA GALASSIA O L’UNIVERSO E COMPLETAMENTE COSPARSO DI GALASSIE?4) NEL 1912 HENRIETTA LEAVITT STUDIO LE STELLE VARIABILI CEFEIDI E MOSTRO COME IL LORO PERIODO DI VARIAZIONE POTEVA ESSERE UTILIZZATO PER INDICARE LA LORO LUMINOSITA EFFETTIVA E PER VALUTARE LA LORO DISTANZA.GLI ASTRONOMI POSSEDEVANO ORA UN PARAMETRO PER MISURARE L’UNIVERSO.5) NEL 1923 EDWIN HUBBLE IDENTIFICO UNA STELLA VARIABILE CEFEIDE IN UNA NEBULOSA E DIMOSTRO CHE SI TROVAVA MOLTO DISTANTE DALLA VIA LATTEA. VENNE RICONOSCIUTO CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE NEBULOSE ERANO GALASSIE SEPARATE, CIASCUNA COMPOSTA DA MIGLIARDI DI STELLE, PROPRIO COME LA VIA LATTEA L’UNIVERSO ERA PIENO DI GALASSIE.6) SPETTROSCOPIA: ATOMI SPECIFICI EMETTONO O ASSORBONO LUNGHEZZE D’ONDA DI LUCE SPECIFICHE. QUINDI GLI ASTRONOMI ESAMINARONO LA LUCE STELLARE PER VEDERE DI COSA FOSSERO COSTITUITE LE STELLE. GLI ASTRONOMI NOTARONO CHE LE LUNGHEZZE D’ONDA DELLA LUCE STELLARE ERANO LEGGERMENTE SPOSTATE. QUESTO FENOMENO POTEVA ESSERE SPIEGATO TRAMITE L’EFFETTO DOPPLER:- UNA STELLA IN AVVICINAMENTO PRESENTA UNO SPOSTAMENTO DELLA SUA LUCE VERSO LUNGHEZZE D’ONDA PIU ELEVATE. LA MAGGIOR PARTE DELLE GALASSIE SEMBRAVA FUGGIRE DALLA VIA LATTEA.

7) NEL 1929 HUBBLE MOSTRO CHE ESISTEVA UN RAPPORTO DIRETTO TRA LA DISTANZA DI UNA GALASSIA E LA SUA VELOCITA. QUESTA E NOTA COME LA LEGGE DI HUBBLE.

Se le galassie sono in recessione:

(1) Domani saranno tutte più lontane da noi

(2) Ma ieri erano tutte più vicine da noi

(3) E lo scorso anno erano ancora più vicine

(4) E a un certo punto nel passato tutte le galassie devono essere state ammassate su di noi.

LE MISURAZIONI DI HUBBLE SEMBRAVANO IMPLICARE CHE L’UNIVERSO AVEVA AVUTO INIZIO IN UNA PICCOLA REGIONE CONDENSATA E POI SI ERA ESPANSO VERSO L’ESTERNO; ANCOR OGGI SI STA ESPANDENDO ED E’ STATO DIMOSTRATO CHE ESSO RAGGIUNGE UNA VELOCITA DI ESPANSIONE DI DECINE DI MIGLIAIA DI CHILOMETRI AL SECONDO. LA TEORIA DELLA RELATIVITA GENERALE DI EINSTEIN VUOLE CHE QUESTA ESPANSIONE COMPORTI UN RAFFREDDAMENTO PROGRESSIVO DELL’UNIVERSO. LA SUA ATTUALE TEMPERATURA E DI CIRCA 3 GRADI ASSOLUTI, CIOE – 270 GRADI CELSIUS: UN RAFFREDDAMENTO CHE AVVIENE DA CIRCA 15 MILIARDI DI ANNI.

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CIELO DI FEBBRAIO

CIELO DI FEBBRAIO
LA FORZA DI GRAVITA INCURVA I RAGGI LUMINODI
Ciò vuol dire che quando i raggi luminosi emessi da una stella passano vicino a un altro corpo celeste ne vengono attirati come pagliuzze di ferro da una calamita. Più è grande la massa di questo corpo, più i raggi luminosi si incurvano.

IL CARRO DELL’ ORSA MAGGIORE

Per vedere il cielo di questo mese vai all’inizio della seconda parte e CLICCA QUI

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Noi tuttavia godiamo di immensi vantaggi rispetto agli storici, perché osservando il cielo possiamo vedere direttamente come era nel passato Secondo la nostra scala, la luce viaggia molto rapidamente: 300.00 chilometri al secondo. Rapportata a quella dell’universo, questa velocità è piccolissima. La luce ci arriva dalla Luna in un secondo, dal Sole in 8 minuti, ma essa impiega 4 anni per raggiungere la stella più vicina, 8 anni per Vega, miliardi di anni per certe galassie. I nostri telescopi permettono l’osservazione di astri molto lontani, i quasar per esempio, la luminosità è 10.000 volte quella della nostra galassia. Alcuni fra loro distano 12 miliardi di anni: li vediamo dunque nello stato in cui erano 12 miliardi di anni orsono. Contrariamente agli storici, che non potranno mai contemplare la Roma antica, gli astrofisici possono davvero vedere il passato e osservare gli astri com’erano una volta. Vediamo la nebulosa di Orione tal quale era alla fine dell’Impero romano. E la galassia di Andromeda, visibile a occhio nudo, è un’immagine vecchia di 2 milioni di anni. Se gli abitanti di Andromeda guardassero in questo momento il nostro pianeta, lo vedrebbero con la stessa differenza di tempo: essi scoprirebbero la Terra dei primi uomini. Strettamente parlando, non è possibile vedere lo stato attuale del mondo. Quando io guardo un oggetto di fronte a me, lo vedo nello stato in cui era un centesimo di microsecondo fa, il tempo che la luce ha impiegato per arrivare fino a me. Un centesimo di microsecondo è molto lungo su scala atomica, anche se questo non viene percepito dalla nostra coscienza. Ma poiché gli oggetti non scompaiono in questo lasso di tempo, posso avanzare senza rischi l’ipotesi che l’oggetto sia sempre lì. Lo stesso avviene per il Sole: esso non cambia durante gli 8 minuti di tragitto che impiega la sua luce per raggiungerci. Le stelle che noi vediamo di notte a occhio nudo, quelle che compongono la nostra galassia, sono anch’esse relativamente vicine. Ma per gli astri lontani, visibili solo con potenti telescopi, le cose vanno diversamente. Il quasar che vedo a 12 miliardi di anni luce, oggi, verosimilmente, non esiste più. Quando più si retrocede nel passato, tanto più l’universo diventa opaco. Al di là di un certo limite, la luce non può più arrivare fino a noi. Questo orizzonte corrisponde a un’epoca in cui la temperatura è vicina ai 3000 gradi. Sull’orologio convenzionale del Big Bang l’universo ha già circa 300.000 anni.(Ricavato da “La più bella storia del mondo” il segreto delle nostre origini – di Hubert Reeves – Joel Rosnay –Yves Coppens – Dominique Simonnet)

 

Aldo

01/03/2009

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Quando osserviamo le Stelle è come se noi osservassimo tanti punti luminosi in cima a paletti distribuii su un prato profondo 150 metri.L’insieme dei punti luminosi, se immaginati tutti sullo stesso piano, darebbe la figura disegnata sul “piano fittizio” posto alla fine del campo.Con quella serie di punti potremmo disegnare tante figure.Non solo L’Orsa Maggiore com’è riportata sul piano fittizio.Basta mettere, al posto dei punti luminosi, le Stelle e, al posto delle distanze misurate in metri, le distanze misurate in diecimila miliardi di chilometri.Ad esempio due Stelle che sembrano incastrate nella superficie fittizia della “sfera celeste” si possono trovare a profondità che differiscono per centinaia di miliardi di chilometri.Qualcosa come migliaia di volte la distanza Terra-Sole.Credere in figure disegnate nel cielo corrisponde ad annullare distanze enormi.QUINDI OROSCOPI E ASTROLOGIA NON HANNO ALCUN FONDAMENTO SCIENTIFICO.

I nostri antenati pensavano che le stelle fossero fisse nei cieli, e invece no.

Sono lontanissime da noi. Tanto lontane da sembrare fisse.

Se vivessimo, invece di cento anni, mille volte più a lungo, vedremmo l’Orsa Maggiore cambiare forma come da immagine in alto,

Nei cieli tutto si muove e le stelle viaggiano a milioni si chilometri l’ora.

Gli antenati che inventarono l’astrologia non potevano saperlo. E pensarono che in quelle luci del cielo ci fosse scritto il destino del mondo.

Purtroppo c’è chi – ancora oggi – dopo 400 anni di Scienza Galileiana – pensa che l’astrologia e la Scienza debbano essere poste su basi di “pari dignità” culturale.

Motivo: l’astrologia studia le costellazioni e i segni zodiacali che sono strutture celesti ben visibili mentre la Scienza studia strutture microscopiche invisibili come sono molecole, atomi, protoni, neutroni ed elettroni.

La Scienza, dicono gli appassionati astrologhi, con il principio di indeterminazione di Heisenberg, non può quindi pretendere di essere perfetta, come perfetta non è l’astrologia.

Come ho cercato di precisare in questo progetto, le crisi nella Scienza sono dovute all’impulso per capire meglio la Logica del Creato e quando sono superate non è mai stata trovata una virgola fuori posto.

A questi appassionati si astrologia dobbiamo fare capire che loro studiano cose inesistenti.

Non esistono le costellazioni e quindi nemmeno i segni zodiacali che sono anche essi costellazioni.

Le figure tipo Andromeda, Vergine, Toro, Bilancia e così via sono pure illudioni ottiche.

Esistono solamente i protoni, i neutroni, gli elettroni, gli atomi le molecole che, studiandole, sono venute fuori le Leggi che reggono il mondo.

 

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L’UOMO SULLA LUNA

GLI ESSERI UMANI SONO ATTERRATI SULLA LUNA IL 20 LUGLIO 1969

LANCIO DEL SATELLITE COBE

IL COBE CONFERMA IL MODELLO DEL BIG BANG

29 – IL BING BANG BATTE L’UNIVERSO STATICO ED ETERNO

La transizione da un modello di universo eterno a un modello che prevedeva il big. bang, stando a quanto appena di cui sopra letto, era ormai completa. MA NON CONOSCEVANO ANCORA L’ESISTENZA DELLA FISICA SUBNUCLERE, INFATTI EINSTEIN MORI PRIMA DELLA SCOPERTA DEL SUBNUCLEARE E, IN SEGUITO DI QUESTA SCOPERTA, COME HO GIA’ DETTO FINO ADESSO, L’ATOMO PRIMORDIALE PICCOLO, COMPATTO, E DENSO, CHE ESPLOSE, SI ESPANSE E SI EVOLSE DANDO FORMA ALL’UNIVERSO COME LO CONOSCEVANO ALLORA, OGGI QUEL PICCOLO ATOMO E TUTT’ALTRO CHE PICCOLO MA IN ESSO C’E’ TUTTO L’UNIVERSO DEL SUPERMONDO CHE I FISICI CERCANO DI SCOPRIRNE LE CONDIZIONI PER CAPIRE FINO IN FONDO LE TRE COLONNE E LE TRE FORZE CHE DESCRIVONO IL PRINCIPIO DELL’ESISTENZA DELL’UNIVERSO E DI NOI STESSI.

A questo punto chi mi legge può persino domandarsi se il Big Bang sia un puro prodotto dell’immaginazione degli scienziati. Come ogni teoria scientifica, quella del Big Bang si basa su un insieme di osservazioni come abbiamo fin qui descritto, sia su un sistema matematico (vedi la relatività generale di Einstein) capace di riprodurne i valori numerici. 
Se il Big Bang è credibile, lo si deve al fatto che essa ha già predetto correttamente il risultato di parecchie osservazioni e che tali previsioni sono state confermate: ciò dimostra che il Big Bang non è soltanto un prodotto dell’immaginazione degli scienziati, ma si riferisce alla realtà del mondo.
Ma ci sono parecchie altre prove.
Consideriamo, per esempio, l’età dell’universo. Si può misurare in vari modi: sia con il movimento delle galassie, sia con l’età delle stelle, sia con l’età degli atomi. L’idea del Big Bang esige che l’universo sia più vecchio delle più vecchie tra le stelle e del più vecchio degli atomi. 
Ebbene! Si trovano, in tutti e tre i casi, età prossime ai 15 miliardi di anni, il che rafforza la credibilità del Big Bang.

Però per determinare se si stesse vivendo nel periodo successivo al Big Bng oppure nel mezzo di uno stato stazionario, gli astronomi avrebbero dovuto concentrarsi su una serie di criteri chiave decisivi per i due modelli in competizione.
Tali criteri ve li voglio riassumere nelle tabelle relative ai Modelli seguenti, (Modello del Big Bang e Modello dello stato stazionario ), che propongono per ciascuno una breve valutazione allo scopo di indicare quale fosse il modello più valido in base ai dati disponibili nel 1950.
I segni di OK e le X danno un’idea approssimativa della validità di ciascun modello in rapporto a ognuno dei criteri elencati; i punti interrogativi indicano una mancanza di dati o un misto di accordo e disaccordo.
I criteri 4 e 5 sono contrassegnati da punti interrogativi a causa della mancanza di osservazioni.

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Modello del Big Bang versione 1950

Modello dello stato stazionario versione 1950

Queste altre due Tabelle, (Modello del Big Bang e Modello dello stato stazionario ), riproducono una versione aggiornata delle due precedenti, che mostra come i due modelli si contrapponessero sulla base dei dati disponibili nel 1978.
Per ogni criterio, i segni OK indicano chiaramente la validità o meno della teoria, il punto interrogativo indica una mancanza di dati o un misto di validità e non validità della teoria. 

Modello dello stato stazionario versione 1978

Ora vi presento qua sotto lo schema dell’acceleratore di particelle “LARGE HANDRON COLLIDER ” presso il CERN di Ginevra che dovrà accertare finalmente il bosone definito LA PARTICELLA DI DIO dotata di massa propria che si ritiene permei l’universo e dia massa a tutte le particelle dando la parola definitiva sull’origine dell’universo e di noi stessi.

Aldo
05/06/09

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30 – ACCELERATORE DI PARTICELLE

Le particelle emesse dalla sorgente (come si fede dalla figura a sinistra) VENGONO ACCELLERATE MENTRE ATTRAVERSANO LO SPAZIO VUOTO FRA UN CILINDRO E L’ALTRO; MENTRE ATTRAVERSANO CIASCUNO CILINDRO LA VELOCITA’ RIMANE COSTANTE. 
ALLA FINE, ESCONO DALL’ULTIMO CILINDRO (a destra) CON UNA VELOCITA’ ELEVATISSIMA
Le particelle, appena uscite dal primo elettrodo, vengono da questo respinte e attratte dal secondo: perciò mentre percorrono lo spazio libero fra i due elettrodi, esse subiscono una seconda accelerazione (la prima l’avevano subita nel tragitto fra la sorgente e il primo elettrodo).
Il tempo necessario a invertire la tensione è esattamente uguale al tempo impiegato dalle particelle per attraversare gli elettrodi, perciò le particelle devono impiegare per attraversare il secondo elettrodo un tempo uguale a quello impiegato per attraversare il primo. In caso contrario, esse uscirebbero dell’elettrodo prima dell’inversione di tensione e la seconda spinta non avverrebbe più al momento giusto, provocando un rallentamento invece di un’accelerazione. Ora, poichè la velocità delle particelle aumenta sempre più, è necessario che il secondo elettrodo sia un pò più lungo del primo, il terzo un pò più lungo del secondo e così via fino all’ultimo, che sarà logicamente più lungo di tutti gli altri.
Le particelle, passando da un elettrodo all’altro, vengono via via, come detto, accellerate, per cui tanto maggiore è il numero degli elettrodi allineati, tanto maggiore sarà la velocità che le particelle possono raggiungere.
L’acceleratore in allestimento al CERN di Ginevra è lungo 27 Km (Vedi foto subito sotto), quindi è tutto detto…
Inoltre e molto più potente degli acceleratori inpiegati fin’ora, quali il betatrone, usato per accelerare gli elettroni, e il sicrotone che ha lo stesso impiego, ma che è più potente del betatrone.
ATTENZIONE..Vi è un limite a questo aumento di velocità, dovuto soprattutto alla difficoltà di mantenere unito il fascio di particelle; questo, infatti, a una velocità altissima tende a disperdersi.
Ed è questa la maggior difficoltà incontrata fin’ora dai fisici per scoprire finalmente LA PARTICELLA DI DIO. Comunque il grande giorno della scoperta arriverà. Ma quando? IL 10 SETTEMBRE 2008 FINALMENTE AL CERN DI GINEVRA SI CERCHERA’ LA PROVA DELL’ESISTENZA DEL BOSONE DI HIGGS DEFINITA LA PARTICELLA DI DIO CHE HA DATO ORIGINE, A CONFERMA DELLA FAMOSA FORMULA EISTENIANA DELLA TRASLAZIONE DELL’ENERGIA DELL’ESPLOSIONE DEL BIG BANG NELLA MASSA DELL’UNIVERSO, A COMPLETAMENTO DELLA TEORIA DELLA RELATIVITA GENERALE.
Il 10 Settembre con questo acceleratore lungo 27 Km a forma di anello costato 8 miliardi di Euro si comincerà a tornare indietro nel tempo, ricreando le condizioni del primo secondo dopo il Big Bang. Bisogna capire il senso preciso di questo esperimento. Il primo secondo indica il periodo in cui l’universo era a una temperatura di 10 miliardi di gradi. Prima del primo secondo esso era a una temperatura più elevata. Con questo acceleratore più grande del mondo sarà possibile ricostruire, per brevissimi istanti, le forti densità di energia che esistevano a quell’epoca. Esse corrispondono a temperature di 10^16 gradi che nel Big Bang sono state presenti nemmeno il tempo di un micromicrosecondo. Attualmente i scienziati dispongono di due buone teorie: la teoria della fisica quantistica, estremamente precisa, che descrive il comportamento delle particelle e la teoria della gravità di Einstein, che ci informa del movimento degli astri, ma ignora il comportamento quantistico delle particelle. I limiti della fisica sopravvengono a temperature di circa 10^33 gradi. A tale temperature le particelle sono esposte a campi di gravità molto forti e non si è più in grado di calcolare le loro proprietà. Ricordiamo che sono quattro le forse della fisica che hanno presieduto all’assemblaggio delle particelle, poi a quello degli atomi, delle molecole e delle grandi strutture dell’universo. La forza nucleare salda i nuclei atomici; la forza elettromagnetica assicura la coesione degli atomi; la forza di gravità organizza i movimenti delle stelle e delle galassie; la forza debole interviene al livello di particelle denominate neutrini. Ma nei primi attimi il calore dissocia tutto e si oppone alla formazione di strutture. E stato dunque necessario che l’universo si raffreddasse prima che le forze potessero mettersi in azione e tentare le prime combinazioni della materia delle Esistenze 1, 2 e 3 .

Aldo
07/10/2008
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ACCELERATORE DI PARTICELLE AL CERN DI GINEVRA

GLI ULTIMI CONTROLLI PRIMA DEL ESPERIMENTO CON ACCELERATORE DI PARTICELLE PIU GRANDE DEL MONDO AL CERN IL 10/09/2008 / THE LAST ONE OF CONTROL EXPERIMENT WITH PARTICLE ACCELERATOR FOR MORE GREAT WORLD TO THE CERN 10/09/2008
Attenzione, però, prima che si arrrivi a scoprire ciò che è necessario per comprendere veramente tutto il Supermondo incluso nel nucleone di Gesù di Nazaret e di tutta la specie umana, NON E POSSIBILE SCOPRIRE L’ESISTENZA DI DIO. Se fosse la Scienza a scoprirlo, Dio non potrebbe essere che fatto di Scienza e basta. Se fosse la matematica ad arrivare al Teorema di Dio, chi ha fatto il mondo non potrebbe che essere fatto di Logica Matematica e basta. In nessun caso Dio sarebbe quello che Gesù di Nazaret invocava di allontanare da lui il calice amaro, ma che fosse fatta la sua volontà, in quanto per lui e per tutti noi credenti, Dio è tutto: non soltanto una parte del tutto.I miracoli che Gesù di Nazaret operava, come quelli di Sant’Antonio, di San Francesco, di Padre Pio ecc.sono o no credibili per la Scienza? La Scienza ha già scoperto tutto? Effettivamente NO. Il numero di problemi insoluti che sono oggi sul tavolo della Scienza, sostiene il Prof. Antonino Zichichi, supera di gran lunga quello dei tempi in cui lui ha iniziato la sua attività di ricerca scientifica.Il Supermondo non lo si conosce ancora del tutto e produce effetti che non riusciremmo a vedere con i nostri occhi ne a sentire con i nostri sensi. Eppure sono realtà che gli scienziati subnucleari possono mettere sotto controllo della Scienza galileiana permettendo di capire le radici scientifiche della nostra esistenza. La Fede come IGNORANZA SCIENTIFICA, che ho citato in precedenza, si riferisce appunto alla riuscita da parte della Scienza di dare le risposte a tutti i quesiti ancora pendenti nel libro della natura scritto da Dio e aperto alla lettura a tutto il genere umano quattrocento anni fa grazie all’atto di Fede di Galileo Galilei. Gesù di Nazaret, uomo biologicamnte identitico alla nostra natura umana, è formato come noi da trentacinque miliardi di miliardi di miliardi di nucleoni. Nessuno, duemila anni fa, sapeva dell’esistenza del nucleone e che era indistruttibile anche se bombardato usando le più alte energie nei potenti acceleratori dei giorni nostri. Energie centinaia di migliaia di volte superiori di quelle in gioco nelle tremende bombe-h.Le sue parole: “CHI CREDE IN ME NON MORIRA’ IN ETERNO” sono state scientificamente dimostrate nel 1970 appunto da questa grande scoperta dell’esistenza nel cuore del nucleone di un universo fatto di 43 dimensioni e di una di tempo contro le 4 dimensioni dello spazio a noi famigliare. E non poteva essere diversamente visto che Gesù di Nazaret, la sera prima di essere condannato a morte, disse ai suoi discepoli di mangiare il pane e bere il vino in quanto identici al suo corpo e al suo sangue.Noi, oggi, grazie alla Fisica subnucleare, sappiamo quanto quelle sue parole fossero scientificamente esatte, indipendentemente dalla cultura religiosa cristiana.il nucleone, non potendo essere scisso come tutti gli altri atomi della materia, esisteva ed esisterà così come è fatto all’infinito.Ed ecco la domanda cruciale: Se il nucleone è infinito, Colui che l’ha creato è più infinto dell’Infinto?Il “principio di indeterminazione” della fisica quantististica non ci permette di rispondere simultaneamente con precisione arbitraria a questa domanda.Illudersi che un giorno qualcuno possa arrivare a dare una risposta, come ho già detto prima, equivale a illudersi di poter dimostrare Il Teorema di Dio.A questo punto è indispensabile conoscere il parere di Stephen Hawking, considerato il maggior cosmologo vivente conosciuto dal grande pubblico soprattutto per i suoi studi sul problema dei buchi neri e sull’origine dell’universo, leggendo con molta attenzione l’articolo qua sotto dal titolo: “LA TEORIA DEL TUTTO” 
.Aldo
10/09/2008

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31 – LA TEORIA DEL TUTTO

SAREBBE MOLTO DIFFICILE costruire di getto una teoria unificata completa in grado di dare una spiegazione a ogni cosa. Così, anzichè seguire questa strada, abbiamo compiuto progressi scoprendo via via teorie parziali, che descrivono un ambito limitato di fenomeni e ne trascurano altri, o li considerano usando valori approssimativi. In chimica, per esempio, siamo in grado di calcolare le interazioni fra gli atomi anche senza conoscere la struttura interna del loro nucleo. Ciononostante, la nostra speranza resta quella di trovare infine una teoria unificata, coerente e completa, che includa tutte queste teorie parziali come semplici approssimazioni. La ricerca di una teoria viene indicata come “l’unificazione della fisica”. Einstein dedicò la maggior parte dei suoi ultimi anni all’infruttuosa ricerca di una teoria unificata, ma i tempi non erano ancora maturi: si sapeva infatti ancora ben poco sulle forse nucleari. Inoltre Einstein si rifiutava di credere nella realtà meccanica quantistica, nonostante avesse giocato un ruolo importante nello sviluppo di questa teoria. Tuttavia, sembra che il principio di indeterminazione costituisca un tratto fondamentale dell’universo in cui viviamo; una teoria unificata, per poter raggiungere il proprio obiettivo, dovrà quindi necessariamente incorporare questo principio. Oggi le prospettive di trovare una teoria unificata sembrano migliori, poichè sappiamo molto di più sull’universo. Dobbiamo comunque guardarci da un eccesso di fiducia, visto che non sarebbe la prima volta che nutriamo false speranze. Agli inizi del XX secolo, per esempio, si pensava che fosse possibile spiegare ogni cosa nei termini delle proprietà della materia continua, come l’elesticità e la conduzione del calore. La scoperta della struttura dell’atomo e il principio di indeterminazione posero fine a queste illusioni. Poi, di nuovo, nel 1928, Max Born disse a un gruppo di persone in visita all’università di Gottingen che “la fisica, come la conosciamo oggi, entro sei mesi potrà dirsi una scienza compiuta”. La sua fiducia si basava sulla recente scoperta, da parte di Dirac, dell’equazione che governava l’elettrone. Si pensava che un’equazione simile governasse anche il protone (l’unica altra particella conosciuta all’epoca), e che la sua scoperta avrebbe segnato la conclusione della ricerca nell’ambito dellla fisica teorica. Arrivò invece la scoperta del nucleone e delle forze nucleari, che seppellì anche questa illusione. Detto questo, continuo però a credere che ci siano motivi di cauto ottimismo per sperare che oggi potremmo essere vicini alla fine della ricerca delle leggi ultime della natura. Al momento, abbiamo un certo numero di teorie parziali: la relatività generale, la teoria parziale della gravità e le teorie parziali che governano la forza debole, quella forte e quella eletteomagnetica. Le ultime tre possono essere combinate nelle cosidette grandi teorie unificate, le quali però, non includendo la gravità, non risultano ancora molto soddisfacenti. La difficoltà principale nel trovare una teoria che unifichi la gravità con le altre forze è data dal fatto che la relatività generale è una teoria classica, ossia non incorpora il principio di indeterminazione della meccanica quantistica. Le altre teorie parziali, dal canto loro, dipendono in modo essenziale dalla meccanica quantistica. Un primo passo da compiersi, quindi, è quello di combinare la relatività generale con con il principio di indeterminazione. Come abbiamo visto, ciò può portare a conseguenze notevoli, come l’idea dei buchi neri e che l’universo sia completamente racchiuso in se stesso e privo di confine. Il problema è che, secondo il principio di indeterminazione, anche lo spazio vuoto è, in realtà, pieno di coppie di particelle e antiparticelle virtuali; ora, dato che queste coppie dovrebbero avere una quantità di energia infinita, la loro attrazione gravitazionale dovrebbe incurvare l’universo riducendolo a dimensioni infinitamente piccole. In modo più o meno simile, anche nelle altre teorie quantistiche compaiono delle quantità infinite; apparentemente assude; in queste teorie, però, esse possono essere cancellate per mezzo di un procedimento chiamato “rinormalizzazione”. Con questo procedimento, le masse delle particelle e le intensità delle forze che compaiono in una teoria vengono normalizzate tramite l’introduzione di un’ulteriore quantità infinita. Pur essendo alquanto dubbia sotto il profilo matematico, sul piano pratico questa tecnica sembra funzionare, ed è stata usata per fare delle predizioni che si accordano in modo straordinariamente preciso con le osservazioni enpiriche. Dal punto di vista della ricerca di una teoria completa, però, la rinormalizzazione presenta un grave inconveniete: quando sottraiamo l’infinito dall’infinito, possiamo ottenere qualunque risultato che vogliamo. Ciò significa che gli attuali valori delle masse e le intensità delle forze non possono essere predetti dalla teoria stessa, ma devono essere volutamente scelti in modo da conciliarsi con le osservazioni. Nel caso della relatività generale, ci sono solo due quantità che possono essere aggiustate con la tecnica di rinormalizzazione: la forza di gravità e il valore della costante cosmologica. La normalizzazione di questi valori, però, non è sufficiente a rimuovere tutti gli infiniti. Abbiamo così una teoria che sembra prevedere che certe quantità, come la curvatura dello spazio-tempo, siano realmente infinite, sennonchè, osservandole e misurandole, scopriamo che esse sono perfettamente finite. In un tentativo di superare questo problema, nel 1976 venne avanzata la cosidetta teoria della “supergravità”, che, in realtà, era la stessa relatività generale con alcune particelle in più. Nella relatività generale, possiamo pensare che la forza gravitazionale sia veicolata da una particella di spin 2, chiamata gravitone. L’idea era quella di aggiungere certe altre nuove particelle di spin 3/2, 1, 1/2 e 0. In un certo senso, tutte queste particelle potrebbero essere considerate come differenti aspetti della medesima “superparticella”. Le coppie virtuali particella/antiparticella di spin 1/2 e 3/2 avrebbero energia negativa, e ciò tenderebbe a cancellare l’energia positiva delle particelle di spin 0, 1, e 2. In questo modo, molti dei possibili infiniti verrebbero eliminati: restava però il sospetto che qualche infinito potesse ancora rimanere. Tuttavia, i calcoli richiesti per scoprire se ci fossero ancora degli infiniti non cancellati erano così lunghi e difficili che nessuno si sentiva preparato ad affrontali. Si stimava che, anche con un computer, ci sarebbero voluti almeno quattro anni, e le probalità di commettere un errore, o anche più di uno, erano estremamente elevate. In sostanza, uno avrebbe avuto la cetezza di essere giunto alla risposta corretta solo se qualcun altro avesse ripetuto i calcoli trovando la stessa risposta, cosa che non sembrava molto probabile. Per via di questo problema, ci fu un mutamento di opinione in favore delle cosidette teorie delle strighe (string throries). In queste teorie, gli oggetti fondamentali non sono particelle che occupano un singolo punto dello spazio, bensì cose che hanno una lunghezza ma nessun’altra dimensione, come un anello di filo infinitamente sottile. Una particella occupa un punto dello spazio in ogni istante del tempo, così che la sua storia può essere rappresentata da una linea nello spazio-tempo, la cosidetta “linea d’universo (world-line). Una stringa, dal canto suo, occupa una linea nello spazio in ogni istante del tempo, così che la sua storia nello spazio-tempo è data da una superficie bidimenzionale chiamata il “foglio d’universo” (world-sheet). Ogni punto su un tale foglio d’universo può essere descritto da due numeri, uno dei quali specifica il tempo e l’altro la posizione del punto sulla stringa. Il foglio d’universo di una stringa è un cilindro, o un tubo; una sezione di questo tubo è un cerchio, che rappresenta la posizione della stringa in un particolare istante. (…) Anche le teorie delle stringhe conducono a quantità infinite, ma si pensa che questi infiniti verranno cancellati completamente in versioni come quella delle stringhe eterotiche. Le teorie eterotiche delle stringhe, però, presentano un problema più grande: sembrano cioè essere consistenti solo sotto la condizione che lo spazio-tempo abbia dieci oppure ventisei dimensioni, al posto delle solite quattro. Naturalmnete, le ulteriori dimensioni spazio-temporali sono un luogo comune nella fantascienza, dove costituiscono quasi una necessità: se ci fossero, infatti, data l’impossibilità di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce – impossibilità dettata dalla teoria della relatività – gli spostamenti all’interno della nostra galassia (per non parlare di quelli fra una galassia e l’altra) richiederebbero tempi troppo lunghi per essere accettabili. (…) Ma perchè, se tutte queste ulteriori dimensioni esistono realmente, noi non le percepiamo? Perchè vediamo soltanto tre dimensioni spaziali e una temporale? L’IPOTESI E’ CHE LE ALTRE DIMENSIONI SIANO ARROTOLATE IN UNO SPAZIO ESTREMAMENTE PICCOLO, DELL’ORDINE DI UN PENTILIONE DI CENTIMETRO; UNO SPAZIO COSI PICCOLO CHE SEMPLICEMENTE NON POTREMMO PERCEPIRLO. Noi vediamo soltanto le tre dimensioni spaziali e quella temporale, nelle quali lo spazio-tempo è completamente piatto. E’ un pò come per la superficie di un’arancia: se la osserviamo da vicino è tutta incurvata e corrugata, ma se la guardiamo da lontano non siamo in grado di vederne le irregolarità e ci sembra liscia. Lo stesso vale anche per lo spazio-tempo: su scala estremamente ridotta è decadimenzionale e altamente incurvato, ma su scale maggiori noi non percepiamo la curvatura o le ulteriori dimensioni. Se questo quadro è corretto, ci sono cattive notizie per gli aspiranti viaggiatori nello spazio: le ulteriori dimensioni, infatti, sarebbero di gran lunga troppo piccole per permettere il passaggio di un’astronave. Ma c’è comunque anche un problema più grande. Perchè alcune delle dimensioni, ma non tutte, dovrebbero essere arrotolate in una piccola palla? E’ presumibile che, nei primissimi stadi della vita dell’universo, tutte le dimensioni siano state estremamente incurvate. Ma perchè, allora, solo tre dimensioni spaziali e una temporale si sono poi spianate, mentre le altre sono rimaste saldamente arrotolate su se stesse? Una possibile risposta è data dal principio antropico. Due dimensioni spaziali non senbrano sufficienti per consentire lo sviluppo di esseri complicati come noi. Per esempio, delle persone bidimensionali che vivessero su una Terra unidimensionale dovrebbero scavalcarsi a vicenda per potersi superare, Se una creatura bidimensionale mangiasse qualcosa che non fosse in grado di digerire completamente, dovrebbe espellere i residui di cibo per la stessa via per cui li aveva ingeriti, perchè se ci fosse un canale digerente che attraversasse tutto il suo corpo, esso dividerebbe la creatura in due parti separate. Il nostro essere bidimenzionale cadrebbe a pezzi. Similmente, è difficile immaginare come, in una creatura bidimenzionale, ci potrebbe essere una qualche circolazione sanguigna. Ci sarebbero però dei problemi anche nel caso che le dimensioni spaziali fossero più di tre. L’attrazione gravitazionale fra i due corpi diminuirebbe con la distanza più rapidamente di quanto non faccia in tre dimensioni. Di conseguenza, le orbite dei pianeti che, come la Terra, si muovono attorno al Sole sarebbero instabili: basterebbe la più piccola deviazione da un’orbita circolare – come quella che sarebbe causata dall’attrazione gravitzionale di altri pianeti – per far immettere la Terra su una traiettoria a spirale che la porterebbe ad allontanarsi sempre più al Sole o a precipitare in esso. In altre parole, finiremmo congelati oppure arsi. Di fatto, poi questo comportamento della gravità in relazione alla distanza renderebbe instabile anche lo stesso Sole: esso finirebbe per andare a pezzi, oppure per colassare fino a formare un buco nero; in un caso come nell’altro, non potrebbe più servirci molto come fonte di luce e calore per la vita sulla Terra. Su una scala più piccola, le forze elettriche che, in un atomo, causano il movimento orbitale degli elettroni attorno al nucleo si comporterbbero nello stesso modo delle forze gravitazionali. Di conseguenza, gli elettroni o sfuggirebbero completamente dall’atomo, oppure cadrebbero nel nucleo seguendo una traiettoria a spirale; nell’uno come nell’altro caso, non potrebbero esistere gli atomi quali li conosciamo oggi. Sembra quindi chiaro che la vita, almeno come la conosciamo noi, può esistere solo in regioni dello spazio-tempo in cui tre dimensioni spaziali e una temporale non siano fortemente arrotolate su se stesse. Ciò significa che ci si potrebbe appellare al principio antropico, ammesso che sia possibile dimostrare che la teoria delle stringhe permette l’esistenza di tali regioni dell’universo; e, in effetti, sembra che tutte le teorie delle stringhe la permettano. Ci potrebbe benissimo essere altre regioni dell’universo (o altri universi, qualunque cosa quest’espressione possa significare) nelle quali tutte le dimensioni siano fortemente arrotolate su se stesse, o nelle quali quelle quasi totalmente dispiegate siano più di quattro; tuttavia, in tali regioni non ci sarebbero esseri intelligenti in grado di cogliere questa differenza nel numero delle dimensioni effettivamente ossrvabili.(…) Ma può esistere una teoria unificata del tutto? O ciò che stiamo inseguendo è soltanto un miraggio? Sembra che le possibilità siano tre.1- Esiste realmente una teoria unificata completa, che un giorno, se siamo abbastanza itelligenti, riusciamo a scoprire.2- Non esiste una teoria definitiva dell’universo, ma solo un’infinita serie di teorie che lo descrivono in modo sempre più accurato.3- Non esiste alcuna teoria dell’universo. Al di là di un certo limite, gli eventi si verificano in modo casuale e arbitrario e, come tali, non possono essere predetti.Alcuni argomenterebbero a favore della terza possibilità che, se ci fosse un insieme completo di leggi, verrebbe violata la libertà di Dio di cambiare parere e intervenire nel mondo. E’ un pò come il vecchio paradosso: Dio potrebbe creare una pietra così pesante da non essere in grado di sollevarla? Ma l’idea stessa che Dio possa voler cambiare parere è un esempio di quella fallacia, evidenziata da sant’Agostino, che consiste nell’immaginare Dio come un essere esistente nel tempo. Il tempo, invece, è una proprietà che si riferisce esclusivamente all’universo che Dio ha creato; e, presumibilmente, Egli, quando lo creò, sapeva ciò che voleva. Con l’evvento della meccanica quantistica, siamo giunti a comprendere che gli eventi non possono essere predetti con un’accuratezza assoluta, ma che rimane sempre un certo grado di indeterminazione. Volendo si potrebbe ascrivere questa casualità all’intervento di Dio. Ma sarebbe un tipo di inervento molto strano: non c’è infatti prova che sia diretto a un qualche fine (e anzi, se così fosse, non potremmo più parlarne in termini di casualità). In tempi moderni, abbiamo effettivamente rimosso la terza possibilità ridefinendo lo scopo della scienza: il nostro obiettivo, cioè, è oggi quello di formulare un insieme di leggi che ci permettano di predire gli eventi solo fino al limite fissato dal principio di indeterminazione. La seconda possibilità, che è quella di una serie infinita di teorie sempre più perfezionate, è in accordo con tutta l’esperienza che abbiamo finora maturato. In numerose occasioni, abbiamo accresciuto la sensibilità delle nostre misurazioni o abbiamo introdotto una nuova classe di osservazioni solo per poi scoprire nuovi fenomeni che non erano pedetti dalla teoria esistente. Per spiegare questi nuovi fenomeni, abbiamo dovuto sviluppare una teoria più avanzata. Non ci sarebbe quindi molto di che stupirsi se le nostre attuali teorie unificate si rivelassero inadeguate una volta messe alla prova con acceleratori di particelle più grandi e più potenti di quelli che abbiamo oggi a disposiziione. Anzi, se non ci aspettassimo affatto di poterle superare, non avrebbe molto senso spendere un sacco di soldi per la costruzione di macchine più potenti. Sembra, tuttavia, che la gravità possa porre un limite a questa serie di “scatole cinesi”. Se avessimo una particella con un’energia superiore alla cosidetta energia di Planck, pari a 1019 GeV, La sua massa sarebbe così concentrata che essa si separerebbe dal resto dell’universo e formerebbe un piccolo buco nero. Pare quindi che, procedendo verso energie sempre più elevate, la serie di teorie via via più raffinate dovrebbe infine incontrare un limite: ci dovrebbe essere, pertanto, una qualche teoria definitiva dell’universo. Ovviamente, l’energia di Planck è qualcosa di incredibilmente lontano dalle energie che possiamo attualmente produrre in laboratorio, che si aggirano al massimo intorno a un GeV. Per superare questo abisso, occorrerebbe un acceleratore di particelle più grande dell’intero sistema solare; ma, coi tempi di crisi economica che corrono, è poco probabile che il progetto di un acceleratore del genere riceva finanziamenti necessari. Tuttavia, energie di questo livello devono essersi dispiegate nei primissimi stadi della vita dell’universo. Penso che ci siano buone probabilità che lo studio dell’universo primordiale e i requisiti di consistenza matematica ci possono condurre, entro la fine del secolo, a una teoria unificata completa (sempre ammesso che non ci facciamo saltare in aria prima). Quale significato avrebbe questa nostra eventuale scoperta della teoria definitiva dell’universo? Essa metterebbe fine a un lungo e glorioso capitolo nella storia del nostro sforzo di comprendere l’universo, ma rivoluzionerebbe anche la comprensione che la gente comune ha delle leggi che lo governano. Ai tempi di Newton, per una persona istruita era ancora possibile conoscere, almeno in linea generale, l’intero ambito del sapere umano. Da allora in poi, però, il ritmo dello sviluppo della scienza ha reso impossibile una simile impresa: le teorie vengono continuamente modificate per tener conto di nuove osservazioni e non c’è quindi tempo perchè vengano debitamente assimilate o semplificate in modo che la gente comune possa capirle. Per farlo bisogna essere degli specialisti, e anche in questo caso tutto ciò che si può sperare è di raggiungere una buona comprensione delle teorie scientifiche. Inoltre, il ritmo del progresso è così rapido che ciò che uno impara a scuola o all’università è sempre un pò superato. Solo poche persone riescono a tenere il passo con la rapida avanzata delle frontiere della conoscenza, dedicandovi tutto il proprio tempo e specializzadosi in una piccola area tematica.. Il resto della popolazione sa ben poco sui progressi che vengono compiuti o sull’eccitazione che essi suscitano. Se si deve credere a Eddington, settant’ anni fa solo due persone capivano la teoria della relatività generale. Oggi decine di migliaia di laureati la comprendono, e molti milioni di persone hanno perlomeno acquisito una certa familiarità con la sua idea di fondo. Se scoprissimo una teoria completa unificata, anch’essa verrebbe assimilata e semplificata allo stesso modo; sarebbe solo questione di tempo. Potrebbe essere insegnata nelle scuole, almeno a grandi linee. Tutti noi potremmo allora avere una certa comprensione delle leggi che governano l’universo e dalle quali dipende la nostra esistenza. Una volta, Einstein si pose questa domanda: “Quanto fu ampia la libertà di scelta di Dio nella costruzione dell’universo?”. Se la proposta dell’assenza di confini è corretta, Egli non ebbe alcuna libertà nella scelta delle condizioni iniziali. Avrebbe avuto ancora, naturalmente, la libertà di scegliere le leggi alle quali l’universo doveva ubbidire, ma questa, in realtà, potrebbe non essere stata poi una gran scelta: ci potrebbero infatti essere soltanto poche (e forse solo una) teorie complete unificate non autocontradditorie e tali da permettere l’esistenza di esseri intelligenti. Ma possiamo interrogarci sulla natura di Dio anche se c’è solo una possibile teoria unificata, che si riduce a un semplice insieme di leggi ed equazioni. Che cos’è che soffia il fuoco vitale nelle equazioni, e crea un universo che esse possono descrivere ? L’approccio solitamente adottato dalla scienza, quello di costruire dei modelli matematici, non può rispondere alla domanda del perchè dovrebbe esserci un universo descrivibile da quei modelli. Perchè mai l’universo si dà pena di esistere ? La teoria unificata ha una forza tale da determinare la sua propria esistenza? O ha invece bisogno di un creatore? E, in tal caso, questo creatore esercita qualche altro effetto sull’universo oltre a essere responsabile della sua esistenza ? E chi ha creato questo creatore? Fino a oggi, gli scienziati sono stati troppo ccupati a elaborare nuove teorie che descrivono che cos’è l’universo per porsi la domanda del perchè. D’altro canto, le persone a cui il lavoro è proprio quello di chiedersi il perchè delle cose – ossia i filosofi – non sono riuscite a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche. Nel XVIII secolo, essi ritenevano che l’intero scibile umano, scienza inclusa, fosse di loro competenza, e dicutevano su questioni come “L’universo ha avuto un inizio?”. Nel corso del XIX e del XX secolo, però, la scienza è diventata troppo tecnica e troppo matematica per i filosofi o per chiunque altro, tranne per pochi specialisti. I filosofi hanno quindi a tal punto ridotto l’ambito delle proprie ricerche che Ludwig Wittgenstein, il filosofo più illustre del XXsecolo, è venuto ad affermare che “L’unico compito che resta alla filosifia è l’analisi del linguaggio”. Che declino rispetto a quella grande tradizione filosofica che da Aristotele va fino a Kant! Tuttavia, se riuscissimo a scoprire una teoria completa, col tempo tutti – e non solo pochi scienziati – dovrebbero essere in grado di comprenderla, almeno nei suoi principi generali. Saremmo quindi tutti in grado di prender parte alla discussione sul perchè l’universo esiste. E, se trovassimo la risposta a quest’ultima domanda, DECRETEREMMO IL DEFINITIVO TRIONFO DELLA RAGIONE UMANA, POICHE ALLORA CONOSCEREMMO IL PENSIERO STESSO DI DIO.Ricavato da “LA TEORIA DEL TUTTO” – Origine e destino dell’universo – di Stephen Hawkin CLICCA QUI SE VUOI ACCEDERE ALLA SECONDA PARTE DEL BLOG CLASSICOCLICCA QUI

ESISTE L’ANTIMATERIA?

ECCO I RISULTATI SCIENTIFICI FINO AD ORA OTTENUTI!Cos’è l’AntimateriaEccoci arrivati.Credo di avervi convinti che l’antimateria esiste, quindi passiamo pure a specificare cosa sia questa Antimateria, per coloro che continuano a diffidare della sua esistenza, credo che continuare la lettura sia solo uno spreco di tempo. Ma credo sia comunque bello leggere qualche riga che ci faccia conoscere al meglio possibile una parte del nostro futuro.L’ antimateria è la materia composta dalle antiparticelle corrispondenti alle particelle che costituiscono la materia ordinaria.Ad esempio, un atomo di anti-idrogeno, è composto da un anti-protone caricato negativamente, attorno al quale orbita un positrone (anti-elettrone) caricato positivamente.Se una coppia particella/antiparticella viene a contatto, le due si annichiliscono emettendo radiazione elettromagnetica.Il simbolo usato per indicare un antiparticella è lo stesso usato per la particella corrispondente, ma con una barra di sopra-scrittura. Ad esempio, il protone e indicato con una “p”, e l’anti-protone è indicato da una “p” con una barretta posta in cima (-).Gli scienziati sono riusciti, nel 1995 , a produrre anti-atomi di idrogeno, ed anche nuclei di anti-deuterio, ma niente di più complesso. Inoltre, l’antimateria ha vita breve e non può essere immagazzinata, in quanto si annichilisce al primo contatto con la materia.

In base alle conoscenze, non esistono quantità significative di antimateria in tutto l’universo, con l’eccezione di pochi atomi generati nei laboratori di fisica delle particelle presenti sul nostro pianeta, e nei processi astronomici più energetici. L’assenza di antimateria è uno dei grandi misteri della teoria del Big Bang , in quanto ci si aspetterebbe una produzione di materia e antimateria in proporzioni uguali (e una conseguente annichilazione). Probabilmente, un leggero squilibrio in favore della materia ha fatto sì che quest’ultima non venisse completamente annichilita, rendendo possibile la formazione di un universo stabile, che è quello in cui viviamo.

Con l’antimateria, tutta l’energia potenziale racchiusa nella materia potrebbe essere sfruttata, invece della piccola parte di energia chimica o nucleare che viene estratta oggi. La reazione di 1 Kg di antimateria, con 1 kg

di materia produce 1,8×1017 di energia (in base all’equazione E=mc2).

Per contro, bruciare 1 kg di petrolio fornisce 4,2×107 J, mentre dalla fusione nucleare con meno di 1 kg

di idrogeno si ottengono 2,6×1015 J.

A livello teorico, dato che l’energia prodotta dall’annichilamento materia/antimateria è nettamente superiore alle altre fonti di propulsione, il rapporto tra peso del carburante e spinta prodotta è estremamente vantaggioso. In effetti, l’energia contenuta in pochi grammi di antimateria è sufficiente a portare una piccola navicella spaziale sulla Luna.

Dall’annichilazione fra Protoni ed anti-Protoni, si ottengono: Neutrini , Muoni e Pioni, che sono i mattoni che tengono uniti gli atomi, che infine decadono ulteriormente in radiazioni Gamma. I primi, cioè i Neutrini, non sono influenzati dai campi magnetici appunto perché sono neutri, sono quindi inutilizzabili per i nostri scopi. I Muoni ed i Pioni invece avendo una carica sono influenzati dai campi magnetici, possono quindi essere indirizzati con un opportuno campo magnetico nella direzione in cui desideriamo e con il solito principio di azione reazione spostarci nello spazio.

CAP. 3- Quali potrebbero essere gli utilizzi dell’Antimateria ?

Gli utilizzi dell’antimateria potrebbero essere vari, a partire dalla costruzioni di potenti armi, all’utilizzo come propellente per astronavi o anche in campo medico.

Oggi l’antimateria è usata ogni giorno in medicina per analizzare lo stato del cervello, tramite la tecnica chiamata Positron Emission Tomography (PET). La PET

è un metodo di indagine che permette di misurare funzioni metaboliche e reazioni biochimiche in vivo ed ha larga applicazione nelle neuro-scienze, in oncologia e cardiologia.

Nella PET i positroni provengono dal decadimento di nuclei radioattivi che vengono incorporati in un fluido speciale, iniettato poi per via endovenosa al paziente. I positroni emessi annichilano con gli elettroni degli atomi vicini e danno luogo a due raggi gamma emessi in direzioni opposte. Essi vengono rivelati tramite opportuni rivelatori, disposti in “anelli” attorno al paziente, per individuare e registrare i punti in cui si sono verificate le annichilazioni e quindi ricostruire dove si è distribuito il radiofarmaco nel corpo.

Motori ad antimateria

Il principio del motore ad antimateria della NASA è sostanzialmente quello di un razzo che funziona sulla base dell’azione e reazione di Newton. La reazione che spinge la nave è però qualcosa di veramente possente. Facciamo un piccolo confronto: il motore principale dello Space Shuttle produce un impulso specifico (la misura dell’efficienza di un razzo) di 455 secondi; un motore a fissione nucleare può raggiungere i 10.000 secondi; un motore a fusione potrebbe fornire un impulso specifico compreso tra 60.000 e 100.000 secondi. Ebbene, un motore a razzi alimentato dall’annichilazione di materia e antimateria potrebbe produrre un impulso specifico anche di

1000 000 di secondi.

Prima di tutto bisogna però procurarsi il propellente. Una volta prodotti, gli antiprotoni vengono introdotti in una bottiglia magnetica, una trappola di Penning, dove vi restano confinati pronti per l’uso. Ma come è possibile sapere che nella bottiglia-trappola vi sono particelle di antimateria? In fondo l’antimateria è inodore e incolore. La risposta è semplice, perché le particelle di antimateria emettono caratteristiche onde radio le cui frequenze ne rappresentano la firma inimitabile, firma che Gerald Smith, dell’Università di Stato della Pennsylvania è riuscito a identificare inequivocabilmente. Smith ha anche dimostrato che la trappola di Penning potrebbe trattenere antimateria per più di 5 giorni. Una volta perfezionata, questa bottiglia peserà circa 100 kg

, la maggior parte dei quali costituiti da: idrogeno ed elio liquidi in grado di trattenere circa

1000 000 000 000 di antiprotoni quasi fermi in una zona di un millimetro di diametro.

Il fine ultimo dei lavori di Smith è quello di raggiungere una raccolta di un 1µg di antiprotoni intrappolati, quanto ne basta per alimentare un motore a propulsione ad antimateria. Un trilione di antiprotoni non basta però per un lungo viaggio verso le stelle: si potrà fare molto di più quando sarà possibile intrappolare, anziché antiprotoni, interi atomi di antiidrogeno, cioè atomi formati da antiprotoni e antielettroni, cioè positroni. Ed è proprio quello che stanno facendo oggi, a Ginevra i fisici europei.

Il problema è che l’antimateria è il prodotto più caro che attualmente esista sulla Terra: un grammo di antimateria costa circa 30 MILIARDI di Euro.

L’introduzione di un nuovo iniettore appositamente studiato nel grande acceleratore del Fermilab di Chicago potrebbe poi aumentare di 10 volte la produzione di antimateria portandola dagli attuali 1,5 nanogrammi a 15 nanogrammi all’anno. Ma quanto potrà essere aumentata questa quantità e quanto potrà essere abbassato il prezzo quando comincerà a funzionare la fabbrica di anti-atomi del CERN di Ginevra?

Armi ad antimateria

Fonte: www.treknology.it/default.asp

Hai mai guardato Star Trek?

Credo sia difficile…. chi può dire di non averne mai visto almeno un episodio?

Tutti coloro che l’hanno visto forse la parola “siluri fotonici” ricorderà qualcosa; e bene questo genere di arma, di qui l’astronave Enterprise 1701-D era dotata, non è del tutto fantascienza.

Per spiegarvi in poche parole, i siluri fotonici hanno una carica esplosiva composta da 1,5 Kg di materia e 1,5 Kg

di antimateria. La materia e l’antimateria sono divise in piccole cellette mantenute da appositi campi magnetici di contenimento.

Al momento dell’impatto con il bersaglio o qualsiasi superficie rigida o campo di forza sufficientemente potente, il siluro disattiva questo campo di contenimento provocando l’annichilazione rapida di quasi l’80% della testata e provocando un’esplosione di circa 25.000 MegaJoules.

Nel caso dei siluri fotonici il modulo porta una carica di materia/antimateria, che provvede sia alla propulsione che alla detonazione.

All’interno dell’involucro si trovano essenzialmente 3 nuclei principali: il nucleo propulsivo, il nucleo detonante ed il nucleo esplosivo.

La testata bellica consiste in una carica di 1.5 chilogrammi

di materia/antimateria ( solitamente H e anti-H ) suddivisa in più pacchetti, l’utilizzo dei pacchetti consente di aumentare il potere esplosivo del siluro di oltre 3 volte rispetto all’utilizzo di una ugual quantità di antimateria in un unico blocco. Prima del lancio i reagenti sono stipati in diverse aree di contenimento. Approssimativamente un secondo dopo un lancio positivo, la testata viene armata ed i reagenti si avvicinano restando separati solamente da un campo di contenimento, al momento della detonazione rimosso il campo di contenimento ed i due componenti entrano immediatamente in contatto.

Il massimo raggio operativo di una testata standard è di 3.5 milioni di chilometri, ulteriormente espandibili sottraendo antimateria alla carica ed utilizzandola, nelle camere di accoppiamento del siluro, come carburante.

Speriamo che queste armi non vengano mai costruite, soprattutto speriamo che non ce ne sia bisogno.

CAP. 4- Perché non possiamo quindi usufruire subito dell’Antimateria?

Dopo le letture precedenti credo che i motivi siano chiari:

-Elevate difficoltà di produzione;

-Conseguente costo elevato;

-Instabilità atomica.

Il sistema stellare a noi più vicino è Alpha Centauri, un sistema ternario che dista da noi 4,25 Anni Luce.

Secondo un dato teorico, un viaggio su Alpha Centauri necessita un quantitativo di antimateria pari ad una cifra in tonnellate, per cui 3000 centrali nucleari dovrebbero lavorare per 1000 000 anni circa.

L’impresa ci risulta oggi impossibile con l’attuale tecnologia di cui disponiamo.

Ma gli scienziati sono ottimisti, grazie alla tecnologia di fissione nucleare attuabile intorno al 2040, la NASA

avrebbe infatti già disegnato un progetto praticamente attuabile per il 2050, un’astronave in grado di viaggiare a 85 000 km/s sfruttando un propulsore ad antimateria ideato da Robert Forward (morto nel 2002).

Il problema principale non è solo legato alla reperibilità di così tanta antimateria, ma del costo dell’antimateria stessa, che si aggira intorno ai 30 MILIARDI di Euro al grammo.

(Vedi mensile Newton di Febbraio 2003)

CAP. 5- Conclusione

Una mia considerazione personale:

Nel giro di questi ultimi 10 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni settore, basta che ci guardiamo intorno e ci sembra quasi di vivere in un altro pianeta. Prendiamo in esempio un comune oggetto come un cellulare, un computer, oppure anche un’autovettura, oggi le macchine possiedono talmente tanti optional elettronici che per saperli gestire bisognerebbe quasi aprire una scuola che ce lo insegni…

Io ho molte speranze per quanto riguarda il nostro futuro, sono sicuro che un giorno la parola tele-trasporto e sintetizzatore molecolare diverranno di comune utilizzo nel nostro vocabolario, quelli saranno i giorni cui non troveremmo più piacere nel vedere un film di Star Trek.

Il giorno che sogno però è ancora lontano, il problema secondo il mio punto di vista non è l’evoluzione tecnologica in sé, ma ben altro.

Io confido solo nei nostri governi, affinché possano mettere da parte le loro divergenze e collaborare per migliorare prima noi stessi, e poi tentare di portare i nostri piedi su altri mondi, con la collaborazione e non con il denaro e la corruzione.

Vedere da vicino Alpha Centauri non è fantascienza più grande di questa.


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